IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

………. per la difesa dei diritti civili

  • Avv. Roberto Di Napoli Esercita prevalentemente in difesa di vittime di abusi bancari e dei consumatori. Patrocinante in Cassazione e altre Giurisdizioni Superiori

  • RSS News SkyTG24

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • “Caso Di Napoli”

  • PRECAUZIONI…

  • … E UNA MIA BANALE CONSIDERAZIONE

  • Se non sei iscritto su wordpress e vuoi essere aggiornato sui nuovi post, inserisci il Tuo indirizzo email, attendi il messaggio e conferma l'iscrizione.

    Segui assieme ad altri 1.740 follower

  • RSS Le news da Altalex.com

  • Banner

    Associazione in difesa consumatori- dal 2005 in difesa degli utenti bancari e non solo

  • Iscriviti

  • Contatore visite

    • 76,396 visite oltre a 34.398 registrate sulla precedente piattaforma Splinder dal 21.03.2007 al 31 Gennaio 2012
  • Traduci nella tua lingua

  • In libreria …………… per chi vuole sapere come difendersi dagli abusi bancari

  • L'usura nel contenzioso bancario, II edizione,

  • ………. per chi vuole conoscere i suoi diritti dal viaggio al soggiorno

  • Vedi gli altri argomenti

  • Cerca per parole

  • Articoli Recenti

  • Puoi seguirmi su Facebook

  • STUDIO LEGALE

  • Cerca i post per data

  • …… o su Twitter

  • Meta

21 Marzo 2007- Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. …Che non sia solo una volta l’anno!

Posted by Roberto Di Napoli su 21 marzo 2007

il blog per la difesa dei diritti civili

Ho scelto di far nascere questo blog oggi, 21 Marzo 2007, in un giorno importante. Il 21 Marzo è una di quelle poche date che, come il giorno di Natale, di Pasqua e di Capodanno, entra facilmente nella mente sin da bambini. Si associa all’equinozio di primavera. L’inizio del bel tempo. Da alcuni anni, in Italia, è divenuta anche una data che, spero, entri, con altrettanta facilità, nel cervello e nel cuore di ognuno di noi. E’ diventata la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Per non dimenticare quanti, nel nome della legalità, dell’umanità, del senso della giustizia, hanno incontrato, nel corso della loro vita o, purtroppo, spesso, un istante prima della loro morte, il grande nemico con più facce: le mafie. Temo, però, che l’indifferenza che regna nel corso dell’anno di fronte alla capacità della mafia di infiltrarsi nei settori più diversi senza necessariamente fare uso della violenza fisica -ma utilizzando anche altri strumenti di pressione idonei, comunque, a raggiungere i medesimi scopi illeciti- possa, pian piano, ingenerare la convinzione che la mafia non esiste più o che sia, ormai, un fenomeno marginale. Che alcune persone sono morte per combatterla ma che sono stati catturati i responsabili. Temo, poi, che qualcuno possa pensare che, “….grazie all’istituzione di apposite strutture….“, “….della capillare presenza delle Forze dell’Ordine appositamente selezionate e scientificamente preparate per la lotta ad ogni forma di crimine….“, “… della creazione di pool….” possiamo stare tutti tranquilli e risparmiarci ogni fatica !!! Sarebbe, secondo me, il peggior modo per ricordare le vittime ed umiliare chi ancora non ha avuto giustizia in un Paese che, ormai, si caratterizza anche per la durata eccessiva dei processi e per l’impunità assicurata ai criminali al punto tale, forse, da non meravigliarsi se, un giorno, in qualche guida turistica o in qualche atlante, dovesse essere inserito, insieme all’indicazione della capitale, del reddito pro-capite e della popolazione, anche il numero di condanne di pagamento per equo indennizzo per irragionevole durata del processo, il numero di condanne per fatti riconducibili a reati mafiosi, il numero di proscioglimenti per intervenuta prescrizione od amnistia, il numero di domande di accesso al Fondo antiusura ed antiracket, i tempi dell’istruttoria finalizzata all’elargizione alle persone offese da tali riprovevoli delitti ed, infine, il numero di suicidi delle vittime di reati violenti non ascoltate da chi aveva, invece, il compito istituzionale di tutelarle. Bisognerebbe insegnare, nelle scuole, che la mafia si manifesta in vari modi. Non si riconosce, sempre, dalla pistola o dalla coppola. Anzi. Ormai, si nasconde benissimo. Non si vede facilmente. Può, però, facilmente essere “sentita”, “odorata” grazie al fetore che emanano i “portatori di mafia” diffusi, purtroppo, in vari ambienti; spesso, proprio in quelli che dovrebbero considerarsi immuni da ogni “umana” corruzione. E’ proprio la sensibilità ad avvertirla nonchè la capacità di schifarla e contrastarla ciò che bisogna imparare. Stando attenti, ovviamente, sia a non vedere mafia dappertutto sia a non illudersi che, dentro uno Stato (quale che esso sia), il fenomeno criminale non possa esistere. Ma quante sono le mafie e chi, quante, sono le vittime? Ho molto apprezzato l’editoriale di Don Luigi Ciotti sul quotidiano “Liberazione” di ieri 20 Marzo. Ha ricordato, fra l’altro, che non bisogna dimenticare “i morti vivi”, ossia, le vittime dell’usura, del racket e della droga. Molte persone, credo, hanno un’idea “limitata” del fenomeno mafioso. Dobbiamo, tutti, considerare -e per primi quanti ricoprono delicati (e remunerativi) incarichi istituzionali finalizzati al contrasto alla criminalità-, che vi è la mafia, anzi, le mafie, ma, ancora più pericoloso, c’è anche un “tumore” che può attaccare l’individuo sin dal suo nascere e che, se non curato, può intaccarne tutte le sue parti: è la coscienza, la personalità mafiosa, infatti, che va debellata. E’ un male oscuro che trova terreno fertile nell’ignoranza, nella paura e in quanti, privi di dignità e di consapevolezza delle proprie capacità, pur quando riescono ad avvertire la presenza di un “sistema”, decidono di convivere con esso aiutandolo, inconsapevolmente o consapevolmente, a farlo crescere. “Perché ribellarsi non conviene“. “Perché tanto hanno sempre ragione “loro”. “Perché ho famiglia“. “Perché, tanto, pure se denuncio, lo Stato non mi tutela“: sono miriadi le ragioni con cui ci si può giustificare. Ma bisogna ricordare, allora, che, in questo modo, si diventa complici. Bisogna ammirare, apprezzare e ringraziare, quindi, quelle associazioni e movimenti, quei preti coraggiosi che non si limitano alle omelie ma lottano insieme alla gente comune, i tantissimi eroi sconosciuti che, ogni giorno, in qualsiasi modo e secondo le loro capacità e possibilità, insegnano qualcosa e danno l’esempio. Spesso costoso. La lotta alla mafia, alle mafie, alla criminalità organizzata, al “sentire mafioso” deve essere affrontata ogni giorno. Bisogna, dunque, stare attenti a non limitarsi a ricordare le vittime delle mafie solo il 21 Marzo. Il 21 Marzo è solo un inizio. E’ -e deve essere- l’inizio della primavera. Una primavera che deve durare tutto l’anno con l’auspicio che il sole –che in quest’inverno del 2007 ci ha accompagnato, forse, un po’ troppo a tal punto da far preoccupare gli scienziati sulle condizioni del pianeta- inizi ad entrare nelle coscienze di tutti con una luce tale da abbagliare quell’altro tipo di “scienziati”: quei personaggi, ancora più pericolosi, che, spesso camuffati nei modi più diversi o più comodi (per loro),  agevolano il crimine con le forme più variegate di collusione, con l’omertà, con la logica del “non posso fare nulla”. Sono “personaggi”, qualche volta anche ridicoli, che potrebbero starci accanto e, ancora più grave, potrebbero stare anche tra quanti dovrebbero aiutarci a combattere le mafie. Servono a ben poco, quindi, leggi o costose strutture per il contrasto a fenomeni mafiosi o criminali. Possono servire a “tamponare”, a reprimere, ma, se devono anche servire ad “educare”, sono inutili se non accompagnate dai fatti, dalla solidarietà e dall’umanità di cui tutti siamo responsabili. Tutti. Per primi coloro che, rappresentandoci nelle Istituzioni o ricoprendo appositi incarichi di “contrasto” alle mafie e alla criminalità, devono bene tenere presenti, ogni giorno, i loro compiti: compiti che non devono limitarsi alle chiacchiere, alle dichiarazioni di solidarietà “a fatto avvenuto”, alla lettura di dati statistici a pompose cerimonie (che, spesso, appaiono una autocelebrazione dei “successi” [loro imposti dall’ordinamento] e un ingenuo tentativo di nascondere il crimine laddove non si riesce o non si vuole combattere). Insieme a loro, ai nostri rappresentanti, ai servitori dello Stato, ai nostri funzionari, con non meno responsabilità ed, anzi, fornendo ogni ausilio, denunciando quando vi sono i presupposti di legge e pretendendo il rispetto delle regole, non dobbiamo dimenticare mai, però, che ci siamo anche noi  a dovere cooperare per il primato della legalità: ogni giorno! Roberto Di Napoli

Annunci

3 Risposte to “21 Marzo 2007- Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. …Che non sia solo una volta l’anno!”

  1. anonimo said

    Ho un amico che si imbattuto in mano agli usurai come posso fare per aiutarlo ? vi prego aiutatemi grazie

  2. studiodinapoli said

    Non conosco il tuo nome nè il tuo indirizzo email. Mi chiedi come puoi aiutare il tuo amico senza fornire nessun’altra indicazione. In termini generali, pertanto, se sei certa che siano usurai, posso consigliarti di convincere il tuo amico a denunciarli e a rivolgersi alle strutture previste dalla legge per ogi eventuale sussidio (es.: domanda alla Prefettura per l’accesso ai benefici di cui alla l. 108/96, istanza per sospensioni ex art. 20 l. 44/99). Roberto

  3. 4Go.biz said

    I еvery time spent mу half an hour to read tthis blog’s poss evey day alonng
    ԝith a cup оf coffee.

Tu che ne pensi? Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: