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TG5 -Indignato Speciale- sul caso della mia famiglia

Posted by Roberto Di Napoli su 7 novembre 2007

TG5 Indignato Speciale sul caso Nel corso dell’edizione delle 20 del TG5 di ieri, all’interno della rubrica “Indignato speciale” è stato dedicato un servizio al caso assurdo (e che ritengo incivile) di cui è stata vittima la mia famiglia.

Il 19 Ottobre 2006, come ho, già, scritto altre volte e come ha confermato, in un giudizio, un testimone presente “sul luogo dei fatti”, s’impedì, malgrado il consenso della vittima, l’accesso dei giornalisti all’interno dell’abitazione da cui la si voleva sbattere fuori (così come, in effetti, è stato fatto -dopo otto ore di spietata “esecuzione”- fino a farla entrare in “stato catatonico” facendola risvegliare, in ospedale, dopo sei ore).Image for TG5 -Indignato Speciale- sul caso della mia famiglia

Le vicende assurde, però, restano tali e non devono essere dimenticate. Le vittime non dimenticano facilmente, conservano “a vita” ciò che si è subito e che, se ignorato, può ripetersi ai danni di altri, magari, ancora più deboli.

Ho constatato che esiste ancora il cd. “giornalismo d’inchiesta”: ne sono fiero! E’ indispensabile. Dove non vi è informazione, cresce, molto più facilmente, l’anarchia o la dittatura. Nell’ipotesi più “felice”, quando non s’instaura un “regime”, ha terreno fertile, comunque, l’indifferenza tra i consociati: io, però, mi ritengo fortunato perchè ho visto l’indifferenza (pure da parte di chi consideravo a me vicino) ma ho conosciuto anche la solidarietà: più di una volta, da parte degli stessi “colleghi” onesti di chi ha causato varie sofferenze!

Mi pare molto difficile ma sarei contento se, chi ha la responsabilità (per le funzioni ricoperte) di lavorare per far sì che simili paradossi non si ripetano, riuscisse a prendere atto di quanto verificatosi per valutare la propria “utilità sociale”. Se dovesse pensare di non potere fare nulla………., consideri che i cittadini conoscono, invece, il valore del denaro “sudato” e non ritengono giusto che, sia pure in parte, vada a finire nelle tasche di chi è consapevole della propria inutilità od incapacità. Chiunque (“legislatore”, politico, magistrato, poliziotto, funzionario, prefetto, ecc. ) pensi di poter fare nulla per evitare alcune assurdità non degne del Paese civile che rappresenta, secondo me, dovrebbe, invece, ogni giorno, ricordare che può fare, di sicuro, una cosa bellissima; una cosa di cui -se le cose stessero davvero così-, i cittadini lo ringrazierebbero conservandone un ricordo di persona seria, pulita, di un vero lavoratore: ANDARSENE A CASA E COMINCIARE A LAVORARE “SEGUENDO LE PROPRIE ATTITUDINI E VOCAZIONI” Roberto Di Napoli

Il servizio andato in onda si può vedere anche sul sito del TG5 : http://www.video.mediaset.it/video/tg5/indignato_speciale/34881/il-fallimento-inesistente.html

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9 Risposte to “TG5 -Indignato Speciale- sul caso della mia famiglia”

  1. giampa64 said

    Sig. Di Napoli,
    seguiamo da tempo la sua vicenda, il servizio de “L’indignato Speciale” è stato visto, ed ha colpito milioni di persone, qualcosa adesso deve cambiare.

    Le siamo vicini.
    http://www.ordinariaingiustizia.org

  2. laconoscenza said

    TG5 -Indignato Speciale- sul caso della mia famiglia ( segnalazione di Roberto di Napoli )[..] Nel corso dell’edizione delle 20 del TG5 di ieri, all’interno della rubrica "Indignato speciale" è stato dedicato un servizio al caso assurdo (e che ritengo incivile) di cui è stata vittima la mia famiglia. Il 19 Ottobre 2006, c [..]

  3. corradinifranca said

    Roberto, speriamo davvero che dandone la massima pubblicità qualcosa si muova.
    Un abbraccio a te e alla tua famiglia.
    Franca

    Il blog e le mie piccole trasmissioni radio sono sempre a disposizione, per quel poco che può servire…..

  4. anonimo said

    Sig. Di Napoli, il servizio del Tg 5 spero abbia fatto provare un pò di vergogna a molti e nello stesso tempo spero sia di sprone a tutti quelli che vogliono cambiare questo paese, perchè nonostante tutto credo che nella Politica, nella Giustizia, nelle forze dell’ordine, vi siano ancora tante persone per bene, devono solo trovare la forza di non mollare.
    Giuseppe Grosso

  5. studiodinapoli said

    Riforma della legge antiusura.Un passo in avanti ma non basta:le vittime vogliono tutela concreta e il rispetto delle sentenze![..] L’approvazione, da parte del Senato, del disegno di legge di riforma della normativa antiusura ed antiracket (cliccare qui per leggere il testo), a prima vista, dovrebbe dare fiducia alle vittime finora non tutelate efficacemente dallo Stato ma, in re [..]

  6. anonimo said

    Avvocato Di Napoli,tutto quanto lei sostiene è paradossalmente vero. lo dico perchè ho un caro parente che si trova nella stessa situazione di suo padre e delle altre persone che hanno deciso di schierarsi dalla parte della legalità denunciando il reato dell'usura. Con il senno di poi mio zio mai avrebbe sporto querela nei confronti dei suoi strozzini perchè oltre a dover vivere in un costante stato di paura dovuto alle minacce pesanti, (recapito di missive con proiettili, affissioni di manifesti funebri alla porta di casa) si trova anche a dover fronteggiare l'incompetenza e l'indifferenza dello Stato.Fallito in conseguenza del reato di usura ottiene in tre anni una sentenza di patteggiamento nei confronti dei duoi aguzzini, il parere positivo del Prefetto e del Presidente del Tribunale per la sospensione delle vendite. Peccato che tutto questo non conti assolutamente nulla poichè l'ultima parola spetta comunque al Giudice Delegato che, in base a parametri puramente discrezionali, decide come un boia se concedere la sospensione o no.Assurdo, tanto valeva farlo decidere subito senza attivare una procedura durata anni..una vera beffa.Tutto questo le istituzioni non lo dicono durante le comparsate in tv, sembra tutto molto semplice, quasi come una bella scampagnata: denunciate, c'è il fondo che elargisce il mutuo e godete dei benefici della legge 44/99, anche se siete falliti in conseguenza dell'usura. Purtoppo la realtà è ben distante da una simile favoletta.Chiara

  7. anonimo said

    Io ho visto stasera il video,e devo dire che dopo averlo visionato,anche se' ero a conoscenza di qualcosa della tua vicenda dopo l'incontro ad Arezzo,sono rimasto veramente senza parole.La mia famiglia sta' vivendo una cosa simile a questa, purtroppo solo stasera mi sono accorto che in italia ci sono troppe persone che stanno sopportando questi soprusi.Quando uno vive sulla sua pelle un torto,pense sempre che il suo sia il peggiore dei torti subiti,invece dovremmo pensare che come noi,peggio di noi,vi sono delle persone che da tanti anni soffrono per queste cose.
    Grazie per tutto quello che fai Roberto di cuore,e salutami tanto tuo padre,ne puoi andare sicuramente fiero,e lui altrettanto puo' fare di te.Biagi alessandro

  8. […] Servizio TG5- Indignato Speciale del 6 Novembre 2007 (il paradosso della decisione del Commissario Straordinario del Governo per la lotta all’usura -nel caso di specie emessa da tale Carlo Ferrigno, ora, a quanto pare, in carcere se è vero quanto riportato al seguente link http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/11/14/news/l_ex_prefetto_ferrigno_in_carcere_a_torino-46621613/- fu superato dalla sentenza emessa dal TAR Puglia del 22 Febbraio 2008 che dando ragione al ricorrente Luigi Di Napoli, ad oggi, tuttavia, come in altri paradossali casi di imprenditori vittime, non è stata ancora eseguita dalla Pubblica Amministrazione) nonchè il post del 7 Novembre 2007 su questo mio blog (cliccare qui) […]

  9. […] Spero che un giorno provvedimenti analoghi a quelli riportati sul sito del Corriere della Sera di oggi siano adottati nei confronti di direttori di banche responsabili del fallimento di imprese e, a volte, della compromissione della vita e della salute di tanti cittadini. In quello stesso distretto di Corte d’Appello, ossia Lecce, in seguito ad una denuncia del 1996 per usura bancaria (quando il fenomeno sembrava sconosciuto) presentata da mio padre, la Procura della Repubblica accerto’ tassi di interesse applicati fino al 292%. Non fu arrestato alcun direttore ma, anzi, i responsabili imputati chiesero e ottennero (dopo il precedente rigetto da parte del Tribunale) il fallimento della società. Dopo varie astensioni dei giudici delegati, a partire dal 2005 un giudice (controparte in vari giudizi e che, dunque, si sarebbe dovuto astenere) svendette un intero patrimonio di oltre quaranta milioni di euro per soddisfare le pretese degli usurai ed estorsori bancari. Dopo qualche mese a subire gli arresti domiciliari, per oltre quattro mesi, fu …..la persona offesa. L’anno prima quegli imputati furono prosciolti in primo grado; l’appello proposto dalla parte civile fu dichiarato inammissibile ma la Cassazione, nel 2010, cassò i provvedimenti. La corte d’Appello ha, così, disposto il giudizio. Uno degli imputati è morto. Sono passati 18 anni dalla denuncia e, nel frattempo, la mia famiglia ha subito di tutto coi veri danni (sofferenze, umiliazioni, pensieri) che mai potranno essere risarciti, come si direbbe in termini giuridici: “in forma specifica”, “in natura”. (per una sintesi sia pure aggiornata a qualche anno fa e che non riporta, tra l’altro, l’assoluzione con formula piena dall’accusa di “lancio del bicchiere” a un soggetto che sembrava un poliziotto rispettoso della legge e della verità, vd LiberoReporterhttps://ilblogdirobertodinapoli.files.wordpress.com/2012/02/pages-from-casodinapoli.pdf; al caso fu dedicato anche un servizio del TG5- Indignato Speciale, https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2007/11/07/tg5-indignato-speciale-sul-caso-della-mia-fa…). […]

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