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Ultimi giorni per gli emendamenti al d.d.l. antiusura … sperando che i parlamentari ascoltino i suggerimenti delle vittime!!!

Posted by Roberto Di Napoli su 25 settembre 2009

ParlamentoCredo che, affinchè le vittime di usura ed estorsione siano effettivamente tutelate, così come per ogni efficace riforma che coinvolga la giustizia o i diritti dei cittadini, i parlamentari dovrebbero, oltre che conoscere il problema, cercare di capire quali siano, realmente, le necessità quotidiane e, soprattutto, gli ostacoli che queste incontrano dopo avere denunciato. Dovrebbero, inoltre, ascoltarne maggiormente le proposte, leggere le loro denunce od opposizioni a richieste di archiviazione e alcuni singolari provvedimenti emessi, in questi ultimi anni, dall’apposito ufficio del Comitato di solidarietà e del Commissario Straordinario del Governo; struttura, quest’ultima, che -nei casi in cui sussistano i presupposti- dovrebbe assicurare una pronta risposta ai bisogni degli imprenditori vittime, innanzitutto, non facendo aspettare anni prima di emettere un qualsiasi provvedimento; in secondo luogo, considerata l’altissima competenza in materia che, per essere nominati, hanno i membri di quell’ufficio,  evitare, possibilmente, di emettere provvedimenti, così come si è verificato in alcuni casi di cui ho diretta conoscenza, così paradossali ed illegittimi da essere annullati dal TAR: le vittime, in sostanza, già disperate dopo avere denunciato lo strozzino o l’estorsore, non devono essere costrette a rivolgersi ai giudici per chiedere l’annullamento delle decisioni di una struttura appositamente istituita "per il coordinamento delle iniziative antiusura ed antiracket".
Si è già verificato (basta leggere vari casi pubblicati su internet), circa tre anni fa, che una giovane ragazza figlia di vittime, a Fermo, piuttosto che ottenere la sospensione dallo sfratto dall’abitazione, sia stata oggetto di un provvedimento di ricovero coatto in ospedale e la sua famiglia sbattuta fuori casa; che, in provincia di Lecce, una vittima, dopo avere subito un attentato dinamitardo per il quale era stata costretta a chiudere il ristorante, ha dovuto richiedere ed ottenere dal Tar l’annullamento della decisione del Commissario Straordinario secondo cui non poteva ottenere i benefici economici richiesti non esercitando più attività imprenditoriale (
il Tar, invece, con una recente ed interessante pronuncia, ha riconosciuto il diritto all’elargizione in quanto non aveva potuto riaprire l’attività proprio a causa dell’insufficienza delle anticipazioni erogate); ed, ancora, sempre in provincia di Lecce, che un’altra vittima, dopo avere denunciato dieci anni prima e, ancora, in attesa del processo contro gli usurai ed estorsori (bancari), sia stata sbattuta fuori casa malgrado il blocco degli sfratti e la sospensione di cui all’art. 20 l. 44/99 e, pur dopo avere ottenuto la sentenza del TAR che ha riconosciuto il suo diritto ai benefici economici prima negati dal Commissario Straordinario, non ha ancora ricevuto un centesimo malgrado la sentenza sia, ormai, definitiva; che, a Napoli, ad un giovane imprenditore, pur dopo una sentenza di condanna a carico degli estorsori da lui denunciati, gli è stata negata la provvisionale richiesta con la motivazione che la tentata estorsione non gli avrebbe prodotto danni. Ed, intanto, fra un provvedimento e l’altro, fra la domanda di aiuto allo Stato e l’effettivo contributo, cosa fa la vittima? e la sua impresa, i suoi beni, la sua casa? 
Ho letto, quest’estate, che più di un imprenditore, per colpa della crisi economica, si è tolto la vita. Il Governatore della Banca d’Italia, in un’audizione al Senato, ha sostenuto che le imprese, in periodi di crisi, sono maggiormente esposte al rischio di usura e, anche per questo, dunque, devono essere aiutate.
Ho già scritto, nei post di Aprile e dei mesi successivi, la mia opinione sul disegno di legge, approvato dal Senato, di riforma della normativa antiusura: sotto alcuni aspetti, un passo in avanti, ma, insufficiente, secondo me, ad evitare il reiterarsi di "contrasti interpretativi" simili a quelli che si sono verificati in questi anni ai danni delle vittime. E’ per questo che, dopo avere esaminato il testo del disegno di legge, ho ritenuto di suggerire ai deputati membri della Commissione Giustizia alcuni emendamenti che, a mio avviso, sarebbero necessari "per una tutela effettiva". Ho inviato, quindi, alla Camera dei Deputati una
proposta- petizione che è stata annunciata alla seduta del 18 Giugno u.s. (n. 672) e trasmessa alla Commissione Giustizia (cliccare qui per leggere il testo).
Non so se almeno un deputato membro della Commissione mi abbia onorato della lettura. Io, anzi, noi, continueremo a leggere dal sito della Camera (o, comunque, dagli atti parlamentari) l’iter e gli interventi dei deputati (cliccare
qui per andare, direttamente, alla scheda del disegno di legge all’esame della Camera e cliccare sulla data delle sedute sia per leggere i vari interventi, sia per cercare di capire i ……… "non interventi"). Potremo valutare, così, il loro effettivo interesse alla tutela delle vittime.
Mi fa piacere, intanto, leggere che l’on. Ferranti (Pd), alla seduta della Commissione del 16 Settembre 2009, si sia accorta di quanto ho rilevato anche io nella mia petizione, ossia, "(…) che le elargizioni previste per le vittime dell’usura dovrebbero essere estese anche alle vittime dell’estorsione (…)"  e che anche l’on. Angela Napoli (PDL)ha assicurato di tenere in considerazione quanto suggerito da un’altra vittima dell’usura e della malagiustizia.
Spero che tutti i deputati membri della Commissione Giustizia recepiscano la necessità degli altri emendamenti suggeriti nella mia petizione.
Leggo dal sito della Camera che il termine per la presentazione degli emendamenti (originariamente fissato a Lunedì 28) scade il 30 Settembre p.v. .
Sono certo che le vittime continueranno a seguire l’iter di questa riforma sperando in una tutela effettiva. Ringrazio, intanto, chi, firmando sulla piattaforma
www.firmiamo.it, ha condiviso la mia petizione. Per un evidente guasto della piattaforma, come ho già scritto in un mio precedente post, sembrano perse molte altre firme apposte tra il 4 e il 5 Giugno. In realtà,  non sono affatto andate perse e sono state salvate. Cliccando su "statistiche", si apre la mappa dell’Italia e chi non vede, pur avendo firmato, il suo nome nell’elenco si accorgerà che il suo nome appare cliccando sulla bandierina nella mappa; sono, quindi, oltre un centinaio le persone che hanno firmato su firmiamo.it. Altri, come gli amici Domenico Bruni, Sergio Vigilante, Antonella Morsello e Beatrice hanno contribuito anche divulgando la mia petizione ai loro numerosi contatti o gruppi su facebook o mandando un fax o email alla Commissione Giustizia della Camera.
Insomma, spero che i parlamentari ascoltino ciò che è stato suggerito dalle stesse vittime!
Roberto Di Napoli

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