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25.6.10,Palazzo Marini (Camera dei Deputati).In centinaia al I°convegno del Forum Naz. Antiusura Bancaria. Mio intervento

Posted by Roberto Di Napoli su 2 luglio 2010

foto 1La partecipazione di centinaia di persone al I° convegno del Forum Nazionale Antiusura Bancaria tenutosi sabato scorso 25 Giugno a Roma presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini (Camera dei Deputati) ha incoraggiato ancora di più il Forum, fondato mesi fa -con l'ausilio dell'on. Scilipoti che ne è il Presidente- da rappresentanti di varie associazioni, da professionisti, imprenditori e numerose vittime di usura bancaria
(Nella foto accanto, gentilmente fornita da Marco Chinellato, da sinistra a destra: Emidio Orsini, Gianni Chinellato, io e Francesco Petrino).

Considerato lo sciopero nei servizi di trasporto non immaginavo tanta affluenza. Sono rimasto molto contento, invece, nel vedere l'interesse di vittime arrivate da ogni parte d'Italia che hanno riempito la sala costringendo numerose persone a restare in piedi. Vedere centinaia di vittime che, pur distrutte dall'usura bancaria e dai paradossi della giustizia italiana, hanno conservato la più grande ricchezza, ossia, la dignità e la forza di combattere contro le ingiuste pretese, ha un preciso significato: significa che in questo Paese ci sono tantissime persone perbene stanche ma pronte a manifestare solidarietà.

Nella qualità di membro del comitato esecutivo del Forum e di coordinatore del gruppo di lavoro (insieme al Prof. Petrino e ai colleghi Cozza e Peca) che ha redatto il testo di proposta di legge di modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario e di alcune norme del codice di procedura penale relative ai termini per la proposizione dell'opposizione alla richiesta di archiviazione (proposte di legge già depositate alla Camera dei Deputati dall'on. Scilipoti e aventi numero 3523 e 3526), ho illustrato la ratio della modifica e, sia pur sinteticamente, gli strumenti attualmente offerti dall'ordinamento giuridico al fine di contrastare le pretese illegittime.

convegno forum 2(Nella foto di Marco Chinellato, al centro: l'on. Scilipoti)
 

Nel corso del mio intervento ho manifestato alcune mie considerazioni. E' assurdo che la giustizia sia velocissima nelle esecuzioni immobiliari che distruggono migliaia di persone e famiglie e hanno fatto fallire l'economia italiana:  anche se, da ormai oltre un decennio, la giurisprudenza sia costante nel ribadire l'illegittimità di varie clausole contrattuali e malgrado all'esito dei lunghissimi giudizi, quasi mai, il credito vantato dalla banca corrisponde a quanto accertato dal giudice . L'ordinamento offre vari strumenti giuridici per contrastare le indebite pretese. Il problema è che la gente, gli imprenditori che devono pensare a lavorare, spesso, non ne sono a conoscenza o non hanno nemmeno la forza di recarsi dall'avvocato.

E' per questo che si rende necessaria l'approvazione urgente, da parte del Parlamento, della proposta di legge voluta dal Forum Nazionale Antiusura Bancaria e firmata dall'on. Domenico Scilipoti che si è rivelato particolarmente sensibile alle vittime. E' una proposta di legge -ho fatto presente nel corso del mio intervento- con la quale si chiede la modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario che, attualmente, consente alle banche di ottenere il decreto ingiuntivo sulla base dell'estratto conto e di una semplice dichiarazione di un funzionario il quale attesta che il credito corrisponde alle scritture contabili della banca. Il più delle volte -ho ricordato- si verifica che quando l'apparente debitore propone opposizione, all'esito del giudizio, come detto, il credito accertato non corrisponde a quello vantato dalla banca. Nel frattempo, però, l'impresa o la vittima è distrutta e nessuno, di certo, può risarcire la perdita della serenità. Con la modifica dell'art. 50 del T.U.B. si chiede l'inserimento di alcuni commi che prevedono che nel caso in cui, all'esito del giudizio, la pretesa della banca si scopra essere stata superiore del 10 %, essa debba risarcire automaticamente una somma pari al triplo del credito ingiunto e il giudice civile debba trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica per i delitti di usura ed estorsione. E', certamente, una pena severa ma lo scopo -ho precisato- è proprio quello di disincentivare condotte che, oltre che delittuose, sono contrarie alla buona fede contrattuale, determinano danni ingenti all'utente e, soprattutto, hanno determinato la distruzione di migliaia di imprese: insomma, dell'economia italiana. Con la modifica dell'art. 50 T.U.B., recependosi quanto più volte affermato dalla giurisprudenza, si prevede, inoltre, che, laddove il credito ingiunto sia contestato, la banca non possa procedere alla segnalazione a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia oppure deve segnalare che il credito è contestato.
 
Con autonoma proposta di legge (n.3526) già firmata e depositata dall'on. Scilipoti si chiede, inoltre, la modifica di alcune norme del codice di procedura penale al fine di consentire l'opposizione alla richiesta di archiviazione nel termine di 30 giorni (e non in quello, insufficiente, di 10 giorni ora previsto) nonchè la ricorribilità in Cassazione dell'ordinanza che decide sull'archiviazione. Dall'affluenza delle vittime che, malgrado lo sciopero, sono partite da ogni parte d'Italia per raggiungere Palazzo Marini (Camera dei Deputati), è evidente l'apprezzamento delle iniziative del neocostituito Forum Nazionale Antiusura bancaria.

Sentire le testimonianze delle loro sofferenze, dei paradossi giudiziari, quali quelli che si verificano laddove si archiviano procedimenti pur quando il consulente tecnico ha accertato l'usura o laddove giudici delle esecuzioni non sospendono il rilascio dell'abitazione della vittima pur quando essa abbia ottenuto la sospensione per trecento giorni ex art. 20 l. 44/99 (normativa antiracket ed antiusura), rende evidente, però- secondo me- un altro dato oggettivo ed inconfutabile: la necessità della riforma della legge sulla responsabilità civile del magistrato. Non è un'esigenza di un partito o dell'altro. E' un'emergenza nazionale che va affrontata per evitare paradossi intollerabili in uno Stato di diritto e alla quale tutti i partiti e tutti i politici devono collaborare al fine di assicurare ai cittadini la serietà, serenità, competenza e trasparenza dei magistrati. Roberto Di Napoli

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2 Risposte to “25.6.10,Palazzo Marini (Camera dei Deputati).In centinaia al I°convegno del Forum Naz. Antiusura Bancaria. Mio intervento”

  1. anonimo said

    caro avv. Di Napoli,avevo già sentito parlare del successo ottenuto dai contenuti del suo sensato intervento.tropèpo spesso nella nostra Piccola Grande Italia il buonsenso viene messo da parte e sacrificato all'ingordigia e alla stupidità di pochi, coi risultati che stiamo vivendo. Un invito pressante a non demordere. Il buonsenso sorretto dall'intelligenza finirà col prevalere. Insista!!!

  2. anonimo said

    Posso suggerirle un pensiero di cui lei potrà fare ciò che vorrà?Voi lottate contro l'usura bancaria al fine di limitare lo strapotere delle banche nell'imporre troppo facilmente tassi di interesse elevati con decisioni pressochè arbitrarie e unilaterali, oppure nel fare in modo di rallentare la macchina, ahime, burocratica, della giustizia, quando sono loro seduti nel banco degli imputati  mentre accellerarla quando si tratta di far ingiungere la restituzione di un credito e altro…ma più o meno vi muovete sempre in quest'ordine d'idee.Ha mai pensato che ci può essere qualcosa di ancora più grave?Il problema è stato affrontato per la verità già da un noto giurista abbruzzese, il Prof. Giacinto Auriti, purtroppo deceduto nel 2006, egli, scopritore del valore indotto della moneta, capì che bisognava andare oltre la piccola usura bancaria e l'anatocismo. Il problema è semplice in verità, ma non semplice da capire a quanto pare, infatti non tutti lo capiscono, provo a spiegarlo: lo sa lei che non esiste una legge che dichiari la moneta(il denaro in generale) all'atto dell'emissione di proprietà di qualcuno? E questo a prescindere da chi ne sia il portatore, quindi il *presunto* proprietario, poi, nella fase della circolazione. Se ci limitiamo solo ai problema della piccola usura e del piccolo cittadino vessato dalle banche e stritolato dai debiti, perdiamo visto the big picture, dicono gli inglesi, cioè il contesto generale, che è molto più inquietante. Continuando, se si prescinde dal sapere chi sia il proprietario dei soldi freschi di stampa all'origine, come si può dire chi sia il debitore e il creditore *reale* nella fase della circolazione? Ci ragioni su. Secondo lei, la banca centrale, a prescindere che sia statale o privata, può essere debitrice così come ella dichiara nel bilancio del denaro che emette?  La risposta può darla facilmente se risponde a quest'altra domanda: si può essere debitori a titolo originario? Oppure lo si può essere solo a titolo derivativo? In quest'ultimo caso, chi è il proprietario della moneta all'atto dell'emissione, sembra un bel circolo vizioso non trova?Consideri che il trattato di Bretton Woods ha finito di valere già dal 1971, cioè, il trattato che agganciava l'emissione della moneta all'oro ora non esiste più, la moneta è stampata in modo arbitrario e senza copertura, in quanto non esistono norme di nessun trattato internazionale che la mettono in relazione con una qualsiasi garanzia reale, così come non esiste nel trattato di Maastricht una norma che dica chi sia IL PROPRIETARIO del denaro una volta emesso.Saluti

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