IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Auguri scomodi

Posted by Roberto Di Napoli su 24 dicembre 2010

" (…) Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto" (dall'omelia della Messa di Natale 1985 di Don Tonino Bello)".

Augurare un generico buon Natale, buone Feste e Buon anno a tutti sarà un uso, una "moda" del 24 Dicembre ma, se rifletto, mi sembra un pò ipocrita se non banale. Credo che viviamo in una società e, soprattutto, in un Paese dove se si conserva la ragione e si riflette su quanto si legge, sente o vede nel resto dell'anno, se si considerano i paradossi e le sofferenze che quotidianamente vivono tante, troppe persone ci sia ben poco da festeggiare e tanto su cui, invece, riflettere.
 
Ai miei veri amici e alle persone a cui voglio più bene e sento più vicine, così come alle vittime di usura ed estorsione o degli abusi bancari, ai più deboli, a chi ha perso o ha paura di perdere il lavoro o la casa, a chi, per qualsiasi motivo, soffre faccio i miei più semplici, forse inutili, ma, di certo, sinceri

 

AUGURI 

affinchè possano recuperare serenità e trascorrere Natale pensando alla più grande ricchezza che hanno: la propria dignità, l'affetto dei veri amici, la capacità di sorridere anche di fronte alle cose più semplici superando, così, le difficoltà più grandi.
A tutti "gli indifferenti" che, invece, ritengono sufficiente e necessario partecipare benvestiti al cenone, stappare la bottiglia di champagne, scartare i regali e, con volto apparentemente preoccupato,  fingere, magari, di dispiacersi se e quando sentono di qualcuno in difficoltà (a cui, però, augurano ugualmente "Buon Natale") ma che mai aiuterebbero "se non ne vale la pena", auguro, con tutto il cuore, di arricchirsi, un giorno, di un minimo di sensibilità e, magari, di intelligenza, in modo tale da apparire meno ridicoli.

Giorni fa, su facebook, leggendo quanto postato da un mio amico che ricordava le parole di un'omelia di Don Tonino Bello nella Messa di Natale del 1985, mi sono ricordato di quegli "auguri scomodi" che anche io, in un post su questo mio stesso blog, ricordai tre anni fa.

Riporto nuovamente quelle parole perchè credo che se tutti, davvero, le leggessero, per tante persone il Natale (e, forse, anche il resto dell'anno) sarebbe più felice. Roberto Di Napoli
 

TANTI AUGURI SCOMODI!
 

 “Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi «Buon Natale» senza darvi disturbo.
 Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla «routine» di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
 Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
 
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una grande luce», dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. Che il numero 167 non è la cifra matricola data ai condannati dal sistema. Che i ricorsi a tutti i T.A.R. della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza”.

(da Antonio Bello, "Oltre il Futuro- Perchè sia Natale" edizioni La Meridiana) 
 

2 Risposte to “Auguri scomodi”

  1. anonimo said

    Nel leggere questo post si comprende il vero sentimento che anima il tuo spirito….anche io condivido il tuo pensiero e riporto il ritornello di una canzone di qualche tempo fa…….O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai…..un abbraccio particolare  a quelle persone che…..parlano e scrivono con il cuore|||

  2. […] sembrare ripetitivo avendone pubblicato il testo, più volte, su questo stesso blog (cliccare qui), incollo di seguito il video col file audio della pagina di Youtube con le parole dello stesso […]

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