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9 Agosto 2005 – 9 Agosto 2011.Sei anni fa se ne andava Franco Tritto, un Maestro di umanità in un mondo di “baroni”

Posted by Roberto Di Napoli su 9 agosto 2011

Il professor Francesco Tritto è, quasi sempre, ricordato come l'allievo prediletto e l'assistente di Aldo Moro che ricevette, il 9 Maggio 1978, la telefonata delle B.R. che gli chiedevano di annunciare alla famiglia l'assassinio dello Statista. Basta vedere o sentire qualsiasi documentario o servizio giornalistico per rendersi conto di quanto doveva amare, come se fosse un padre o un figlio, il Suo Maestro.
Franco Tritto, a sua volta, è stato un vero Maestro di umanità. Ha insegnato Diritto penale alla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Cassino e Istituzioni di diritto e procedura penale alla facoltà di Scienze politiche dell'università La Sapienza di Roma.
Ho avuto il piacere e l'onore di conoscerlo, quando ero piccolo, mi pare nel 1984, ospite a casa mia a Gallipoli e lo avrò rivisto, negli anni '90, qualche altra volta, a Roma.
Una sera d'estate del 2005, il 9 Agosto, rimasi dispiaciuto quando seppi della sua scomparsa, a 55 anni. Qualche anno dopo, ho scoperto un bellissimo sito internet (aulaxi.it) che, attualmente forse in restauro, gli era stato dedicato da alcuni suoi allievi più affezionati. Volevo mettere un link su questo mio blog ma volevo avere il permesso degli amministratori del sito. Scrissi un'email con il mio ricordo di infanzia (le giornate a casa mia a Gallipoli, al mare e il regalo di una macchina fotografica che mi regalò prima di partire  probabilmente divertito o stanco nel sentire le mie proteste) e, dopo qualche giorno, conobbi, prima, Danila e, poi, Raffaele e Giovanni.
Mi hanno raccontato di persona ciò che avevo letto anche sul sito. Il Prof. Tritto, a lezione, era, davvero, una persona straordinaria. All'inizio dell'anno accademico, pur con centinaia di persone nell'aula di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza, dava i suoi numeri di telefono e se, qualche volta, non vedeva qualcuno degli allievi, ….. lo chiamava per sapere se avesse problemi. Nelle sue lezioni cercava di tramandare gli insegnamenti del suo Maestro Aldo Moro soffermandosi, principalmente, sul significato e valore della persona umana.
Quando mi sono laureato -come ho raccontato a Danila, Giovanni e Raffaele- più di una volta, avendo desiderio di andare a trovare una persona che avevo conosciuto da piccolo e che ricordavo come un amico di famiglia buono e affettuoso, lo avevo cercato telefonando all'Università di Cassino. Insegnava, invece, alla facoltà di Scienze politiche, situata al piano inferiore rispetto alla facoltà di Giurisprudenza che frequentavo quotidianamente. Mi dispiace molto non essere riuscito a ritrovare Franco Tritto nei miei anni universitari. E' stato un vero peccato. Avrei potuto condividere momenti bellissimi insieme a questi amici straordinari quanto il loro Professore. Chissà: forse, però, come mi hanno scritto Danila e Raffaele sulla dedica quando,  una bella e piacevole serata di Maggio 2008 nel verde di Villa Torlonia, in pizzeria, mi hanno regalato il loro libro appena uscito, la nostra amicizia è stata proprio un altro piccolo regalo del Professore "che è riuscito a farci conoscere anche se lontano dai nostri occhi". 
Un paio di anni fa, Raffaele Marino e Danila Barbàra, infatti, hanno scritto un bellissimo libro dedicato al loro Maestro.
copertina La LezioneUn libro che consiglio a tutti di leggere: "La lezione. Aula XI", edito da Armando Curcio Editore (riporto il link di una delle tante librerie on line; cliccare qui per leggere una recensione o per acquistarlo) e con la presentazione del Prof. Giovanni Conso, Presidente emerito della Corte Costituzionale.
Raccontano il loro ricordo delle giornate col Prof. Tritto sia dentro che fuori dall'Università . Sono sicuro che, in un mondo universitario quale è quello di oggi, dove, spesso, è con difficoltà se si riesce a parlare, perfino, con un "assistente", il rapporto che, da persona umile, aveva il Prof. Tritto con gli allievi può non può che meravigliare.
Nel libro, Danila e Raffaele raccontano anche del dibattito che si creava nell'aula universitaria quando gli allievi erano stimolati dal Prof. Tritto su vari interrogativi del diritto penale e del valore della persona umana. Un destino triste quello del Prof. Tritto la cui vita "interrotta", segnata e spezzata dal profondo dolore causato dalla perdita di Aldo Moro, è stata breve ma sempre col pensiero rivolto al Suo Maestro (che pur ricordandolo negli insegnamenti, ricordava e faceva ricordare, ogni anno, il 16 Marzo e il 9 Maggio, con un minuto di silenzio) e ai suoi allievi fino, addirittura, a rispettare, pur gravemente malato e dimessosi il giorno prima dal reparto di terapia intensiva, la promessa fatta agli studenti di tenere, venti giorni prima dalla scomparsa, quello che probabilmente immaginava essere il suo ultimo esame e incontro coi suoi amati allievi. Riporto alcune bellissime parole di Danila tratte dal bel libro: "Uno per uno, trenta o cento studenti poco importava, il primo giorno lui ci guardava singolarmente per scrutare, forse, di quale umanità fossimo portatori" (…) "e, con sorpresa di tutti, consegnava i suoi recapiti telefonici, compreso quello dell'abitazione", precisando che, per qualsiasi problema, sarebbe stato disponibile. "Il Professore non credeva nelle distanze accademiche e non gli era sufficiente creare un rapporto meramente confidenziale con i suoi studenti, scendeva dalla cattedra spiritualmente e materialmente, proprio come Moro auspicava  facessero tutti i docenti (…)" e di Raffaele che -dopo avere anche ricordato anche la sensibilità e bontà fino a tenere, nell'ufficio universitario che condivideva con due professoresse, un cartello col quale pregava di non abbassare la serranda, messo dopo essersi accorto di un nido sotto la finestra, e dei cracker sul davanzale per i passerotti- racconta come "bastava vivere, anche solo per un giorno, l'atmosfera che si creava nelle sue lezioni per intuire che padre sarebbe stato" (…) "Fare l'appello all'inizio della lezione gli serviva ad accertarsi che stessimo tutti bene".
Dopo aver letto questo libro che non si riduce al ricordo delle già significative ed interessantissime lezioni ma nel quale sono riportate interviste di Franco Tritto o la spiegazione, attenta ma, al tempo stesso, con parole semplici, del disegno o del pensiero di Aldo Moro, credo che chiunque possa avvertire una certa amarezza riflettendo sulle condizioni attuali, anche politiche, nel quale viviamo e un pò di rabbia pensando a quale Paese saremmo se ci fossero veri politici e veri Professori, Maestri di vita, come lo statista che soggetti, forse, solo in parte individuati e puniti, hanno strappato al Paese quel 9 Maggio 1978 e come il suo più fedele allievo, divenuto Professore, che a causa di una grave malattia, è volato in cielo un giorno d'estate di sei anni fa, ad Agosto, il 9, un giorno -come pensa Raffaele nel libro- che, forse, lo rendeva sereno e che doveva essergli familiare.
Con l'auspicio che sia presto ripristinato il sito aulaxi.it, segnalo che su facebook vi è un gruppo "Alunni del Prof. Franco Tritto" (cliccare qui) dedicato "A tutti gli studenti che hanno condiviso l'amore e la stima per il professor Franco Tritto e a coloro che vivono quotidianamente le difficoltà del percorso universitario, nella speranza che non perdano mai la fiducia nelle proprie capacità e con l'augurio che possano incontrare nelle aule fredde il calore di un umano sorriso". Roberto Di Napoli

 

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