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Ma è possibile che si deve ricorrere al giudice contro una struttura appositamente istituita a tutela delle vittime? Un’altra sentenza del Tar in favore di una vittima di usura colpita da depressione e ictus

Posted by Roberto Di Napoli su 2 maggio 2012

La notizia riportata da vari giornali e di cui riporto il link alla fine di questo post dovrebbe rassicurare dal momento che i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della vittima annullando il provvedimento di diniego del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket. A me, però, rattrista ancora di più. E non solo per la triste vicenda che, nel caso di specie, ha visto due vittime: l’imprenditore colpito da depressione e ictus e la moglie deceduta. 

Mi pare scandaloso ed indegno di un Paese civile constatare che più volte, in troppi casi (a mio giudizio sarebbero troppi già più di uno), vittime già turbate, dopo avere denunciato confidando nello Stato di diritto (e, magari, accogliendo anche i solleciti dello Stato stesso secondo cui, come ricorda uno slogan: “denunciare conviene”), siano costrette a rivolgersi ai giudici amministrativi per ottenere ciò che un ufficio apposito e un Commissario Straordinario (istituiti con legge 108/96 e 44/99) dovrebbero assicurare con la massima celerità.

Il Commissario Straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, secondo quanto prescritto dall’art.19 l. 44/99, deve essere nominato tra “tra persone di comprovata esperienza nell’attivita’ di contrasto al fenomeno delle estorsioni e dell’usura  e di solidarieta’ nei confronti delle vittime. Ritengo intollerabile, pertanto, che si possano firmare provvedimenti che, poi, vengono annullati dai giudici amministrativi; soprattutto, se si considera che, nel frattempo, ci sono persone umane con le loro famiglie che possono restare schiacciate dalle difficoltà quotidiane. Nelle Prefetture, da qualche anno dovrebbero essere in funzione dei “pool” che dovrebbero avere la massima conoscenza nel campo giuridico. Ricordo, invece, quando nell’agosto 2003, dopo avere depositato un’istanza per l’accesso ai benefici in favore di una vittima, dovetti discutere per settimane con una funzionaria (che avrei dovuto pensare fosse “espertissima”)  secondo la quale il procedimento non poteva essere avviato in quanto non avevo fatto uso dei moduli. In effetti, il modello prestampato conteneva poche righe a disposizione per esporre un caso piuttosto complesso e spiegai che non potevo che esporre il caso in un “atto” allegato. Non comprendevo, comunque, come potesse ritenere “improcedibile” un procedimento per il solo fatto che non avevo utilizzato il modulo messo a disposizione della Prefettura. Poi, l’ostacolo fu superato. Mi disse che non c’era problema ma ne preannunciò un altro: ossia che a carico della vittima pendeva una procedura fallimentare. Feci presente che, oltre a essere stata ottenuta proprio su istanza degli imputati di usura (e, dunque, sarebbe un paradosso se, a causa della maggiore velocità dell’usuraio e lentezza della giustizia, la vittima non potesse ottenere alcun beneficio) ed essere, oltretutto, non definitiva ma oggetto di un giudizio di opposizione, sarebbe stato sufficiente una pur sommaria lettura dei primi articoli della legge fallimentare quantomeno per domandarsi se un mutuo concesso in quanto vittima di usura potesse rientrare nell’attivo della procedura fallimentare o se, addirittura, la pendenza di tale procedura (ossia l’epilogo, il danno maggiore provocato dagli usurai – in quel caso, bancari) potesse precludere l’accesso ai benefici economici. Dopo due anni, nel 2005, un provvedimento del Commissario Straordinario negò, in effetti, l’accesso al Fondo di solidarietà a causa della pendenza della procedura fallimentare. Nel Febbraio 2008, però, il TAR accolse il ricorso della vittima annullando quel provvedimento. La sentenza non fu impugnata e, dunque, è diventata definitiva ma, ancora oggi, è rimasta ineseguita.

In un altro caso, ho letto una sentenza, sempre del Tar, con la quale è stato annullato un altro provvedimento del Commissario Straordinario (che, nel corso degli anni, ovviamente, è stato rappresentato da diversi prefetti o persone di “comprovata esperienza”). Nel caso di specie, ad una vittima che aveva subito la distruzione di un ristorante per un’esplosione provocata dagli estorsori, erano state negate le ulteriori anticipazioni per avere essa stessa dichiarato di essere stata costretta a chiudere l’attività a causa del danno psicologico subito. Il Tar ha annullato il provvedimento osservando, tra l’altro, che l’articolo 15 l. 44/99, laddove subordina l’erogazione delle rate successive alla prova che le precedenti siano state destinate ad attività economica, tuttavia, “presuppone, logicamente, che l’aiuto erogato sia stato tale da permettere la continuazione dell’attività stessa” (cliccare qui per leggere alcune mie considerazioni e la sentenza).

Ora, leggo quest’ulteriore triste vicenda e mi chiedo: ma è possibile che ci siano vittime che, dopo avere denunciato l’usuraio o l’estorsore, debbano rivolgersi ai giudici per ottenere il riconoscimento di quei diritti e benefici che una struttura pagata dai contribuenti e istituita appositamente per aiutare ed incentivare le vittime dovrebbe fornire con la massima celerità?

Era proprio opportuna, anni fa, la nomina a Commissario Straordinario di un soggetto (ora, non più in carica) condannato dalla Corte dei Conti e coi propri beni pignorati (non certo quale vittima di usura) ? Da cosa è stata desunta quella “comprovata esperienza“? 

Sempre che corrisponda al vero la notizia che un precedente Commissario Straordinario del Governo (lo stesso che, forse “distratto da altri pensieri” firmò il diniego alla vittima di ottenere l’accesso al Fondo a causa di una procedura fallimentare pur  non definitiva), dopo essere stato arrestato, abbia patteggiato la pena nell’ambito di un processo per abusi sessuali (questo almeno ho letto cliccando qui), non sarebbe doveroso che il Ministero degli Interni chiedesse scusa alle vittime e a tutti i cittadini?

Usura, Tar: “Colpito da depressione e ictus perché vittima degli strozzini” – Bari – Repubblica.it.

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12 Risposte to “Ma è possibile che si deve ricorrere al giudice contro una struttura appositamente istituita a tutela delle vittime? Un’altra sentenza del Tar in favore di una vittima di usura colpita da depressione e ictus”

  1. LUCIANO PEROTTO said

    .. E ANCOR PEGGIO..
    SE IL FRODATORE, IL TRUFFATORE, L’USURAIO E IL VIOLENTO è LO STATO
    CON LE SUE ISTITUZIONI DOVE DIRIGENTI E RESPONSABILI
    SONO FUNZIONARI CHE FUNZIONANO PER TERZI O QUARTI
    SENZA RISPONDERE DELL’ OPERATO
    ANZI COPERTI DALL’ ALTO, DI FIANCO, DVANTI E DI DIETRO…

    POSSO DOCUMENTARE CON UN QUINTALE DI DOCUMENTIII
    IN UN PAESE DOVE LA SPERANZA STA CEDENDO IL PASSO ALLA DISPERAZIONE..

    DOVE LO STATO COSTA SEMPRE DI PIU’ ED ESIGE SEMPRE DI PIU’..
    FORTE, IRRESPONSABILE, ARROGANTE, INCIVILE, DISUMANO CON I DEBOLI
    DEBOLE, ACCOMODANTE, INSABBIANTE, CLEMENTE CON I FORTI…

    INCAPACE, MA NON TANTO, DI ESSERE EQUO..
    FRODATORE E TRUFFATORE PER MANCANZE DI SERVIZI E TUTELE PER CUI SI PAGARE,
    MINACCIANDO ED ESTORCENDO, ANTICIPATAMENTE..

    ASSASSINO DEI SUOI CITTADINI, DI FAMIGLIE E DI IMPRESE…
    CON CONCLAMATI ED IRRISPETTOSI COMPORTAMENTI ANTICOSTITUZIONALI…

  2. enrico crisafulli said

    Ho querelato la Banca …in tre anni su uno scoperto di 25 mila euro ben 5.500 di interessi anatocistici …dopo aver fatto periziare gli estratti conto !

    • Dovrebbe valutare, oltre alla querela e, dunque, al procedimento penale che mi pare di avere capito che ha già proposto, la sussistenza dei presupposti per in giudizio civile volto alla restituzione. Se la clausola anatocistica è contenuta in un contratto stipulato prima del 2000 non ci dovrebbero essere problemi; altrimenti, potrebbe avere ugualmente diritto, ma è opportuna una maggiore attenzione.

  3. aldous said

    Il problema è come possono le vittime spendere tutti quei soldi per andare al TAR o per le varie cause civilistiche senza nessun aiuto ? Purtroppo la legge sulle esecuzioni o pignoramento presso terzi autorizza il tribunale a portare via tutti i beni, conti e crediti del cittadino moroso anche senza rispetto per i soldi di imposte accantonati per stipendi o imposte ecc.ad esempio così equitalia porta via quello che serviva per pagare le cartelle delle tasse facendo diventare il cittadino o l’impresa evasore fiscale due volte. Per le prime perchè la crisi non gli permetteva di pagare e poi perchè non potendo ancora pagare poichè gli hanno pignorato le cifre accantonate. Sulla Costituzionale “capacità contributiva” i governi ci hanno marciato alla grande facendo pagare imposte su importi mai incassati dall’impresa.

  4. […] di idrocarburi e te…LUCIANO PEROTTO su Estrazione di idrocarburi e te…aldous su Ma è possibile che si deve ric…Roberto Di Napoli su Ma è possibile che si deve ric…enrico crisafulli su Ma è possibile che […]

  5. […] rivolgersi ai giudici per ottenere sentenze che nemmeno vengono puntualmente rispettate! (cliccare qui per leggere un mio precedente post: “Ma è possibile che si deve ricorrere al giudice contro […]

  6. […] Il Ministro degli In… su Ma è possibile che si deve ric… […]

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  8. Shelli said

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    Another very effective natural way to tighten face skin is through facial exercises.

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