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Dalla costa ionica della Calabria fino al Salento: un viaggio-odissea di circa 10 ore tra due regioni una di fronte all’altra. Perchè i politici non usano questi mezzi pubblici?Anche curando la rete di collegamenti si incentiva il turismo con riflessi positivi per l’economia

Posted by Roberto Di Napoli su 9 settembre 2012

Lunedì 28 Agosto ho appurato le difficoltà di collegamento tra il Salento e la costa ionica della Calabria. Il “tacco” e la “punta dello Stivale” sono quasi di fronte. In alcune giornate, al tramonto, da Gallipoli si intravedono, all’orizzonte, le montagne della Calabria. Forse, però, la vicinanza è solo un’illusione per chi deve muoversi in treno. Da Catanzaro Lido a Lecce, infatti, se non si riesce a prendere un bus notturno da Lamezia Terme a Taranto, si possono impiegare circa dieci ore, quasi quanto un volo da Roma a New York, e dover cambiare 4 treni e un autobus. Se è anche dai servizi pubblici, come i trasporti e la rete di collegamenti, che si valuta l’efficienza e la serietà dei politici o degli amministratori locali, credo che tali difficoltà di collegamento tra due regioni straordinarie, sia sotto il profilo paesaggistico che culturale, costituiscano l’ulteriore motivo per il quale tanti sedicenti politici dovrebbero andarsene a casa se non fossero attaccati alla poltrona, alle diarie e ai ricchi stipendi; dovrebbero prendere atto della loro incapacità e della loro indubbia bravura solo a parlare di tutti i problemi del pianeta senza mai risolverli e, magari, utilizzandoli solo come argomenti della quotidiana campagna elettorale.

Secondo me, non si può negare: esistono, anche relativamente ai trasporti, due “Italie”, se non tre. Viaggiando, per motivi professionali, quasi tutto l’anno, credo che ci sia una profonda differenza nei collegamenti da Roma per il Nord o per il Sud, nonchè all’interno delle singole regioni, oltre ad una differenza nella qualità dei mezzi di trasporto destinati (vedasi mio precedente post o cliccare qui).

Mi limito ad alcuni “appunti” di viaggio. Il pomeriggio del 22 Agosto ero a Padova e, deciso di rientrare a Roma, ho subito trovato un FrecciaRossa col quale sono arrivato nella capitale dopo circa tre ore. La domenica successiva, invitato ad un matrimonio, dovevo tornare da Soverato, a pochi chilometri da Catanzaro e ad alcune decine da Lamezia Terme, a Gallipoli dove mi trovavo in villeggiatura. Dal sito di Trenitalia, uscivano “combinazioni”  con almeno 3-4 cambi (può verificarlo chiunque ancora oggi, o, almeno alla data del presente post). La soluzione “più comoda” sembrava quella di un unico collegamento, con un autobus sostitutivo, da Lamezia Terme a Taranto. Mi sarei accontentato di prendere quest’autobus. Unico disagio sembrava l’orario: circa all’1 da Lamezia Terme con arrivo a Taranto alle 4.5o circa. Un asterisco posto sul luogo di partenza e con l’avviso che la soluzione si riferiva al giorno successivo, tuttavia, poneva in dubbio l’esistenza, quel giorno, del collegamento o di posti disponibili. Mi è sembrata inutile anche la telefonata al call center: non ho avuto certezze se non quella del costo della chiamata (certezza, ovviamente, ex post, dopo l’addebito). Dopo varie ricerche, intorno alle 15 non rimaneva, allora, che un’alternativa: partenza la mattina presto, verso le 5, da Catanzaro Lido fino a Crotone e, da qui, un bus sostitutivo diretto a Taranto. Dopo essermi alzato alle 4 e accettata la gentilezza di un mio prezioso amico e collega di accompagnarmi alla stazione, ecco la scoperta: dalla biglietteria elettronica il bus da Crotone o da Sibari per Taranto sarebbe risultato con posti esauriti. E’ chiaro: un bus non ha la capienza di un treno e non capisco (anche se avrei qualche sensazione) per quale motivo Trenitalia scelga di affidare alcune tratte a compagnie private di autolinee. Dalla stazione di Catanzaro Lido che, a quanto pare, alle 5 di mattina, non permette nemmeno di bere un sorso d’acqua visto che non ho trovato nè un bar aperto nè un distributore di bevande, ho preso, allora, il treno per Sibari: un treno “monocarrozza” simile ad una littorina a gasolio. Arrivato verso le 8, pochi minuti prima che arrivasse quel bus diretto per Taranto (con fermata a Crotone), ho provato a chiedere di poter salire. Niente da fare: posti tutti prenotati. Ho aspettato, allora, fino alle 10 per proseguire con l’unica soluzione possibile: un altro treno da Sibari per Metaponto. Da qui, ancora, un autobus sostitutivo per Taranto (con l’ansia di non fare in tempo a prendere la coincidenza visto che il treno sarebbe poi partito dopo pochissimi minuti). Poi, di nuovo, un treno da Taranto per Brindisi e da qui un altro fino a Lecce (non essendoci un treno diretto Taranto-Lecce).

Dopo essere partito alle 5 da Catanzaro Lido e cambiato 4 treni e un autobus, sono arrivato a Lecce intorno alle 15, dopo quasi 10 ore.

Ho riflettuto: quanti posti di lavoro si potrebbero creare con una rete di aliscafi o traghetti dal Salento fino alle coste calabre? Quante ore di viaggio si risparmierebbero? In ogni caso, con una rete di trasporti efficiente (e non vergognosa, quale, a mio avviso, è quella oggi presente)  quali sarebbero i riflessi per il turismo? Quanta “ricchezza” si genererebbe?

Credo che una rete di collegamenti efficiente tra luoghi che, oltre che meravigliosi, sono ricchi di storia, il cuore della Magna Grecia, contribuirebbe a cambiare, ad arricchire l’economia del Mezzogiorno. 

Vorrei tanto chiedere a tutti i politici calabresi e pugliesi (tra l’altro, vari politici salentini e calabresi hanno ricoperto varie cariche di rilevanza nazionale) che, ogni giorno, non esitano a parlare di tutto senza risolvere niente, che non perdono occasione per apparire e ricordare la loro esistenza agli elettori (i quali, invece, probabilmente, ne farebbero volentieri a meno), intenti (quando non delegano la loro segreteria) a scrivere sui social network ogni passo che compiono nella giornata, a quei politici che, forse, non hanno mai preso i mezzi pubblici e subito disagi: perchè non lavorate seriamente? Viaggiate un po’ coi vostri familiari sulle littorine di 40 anni fa o con gli aerei rumeni di minimo 30 anni fa presi in affitto dalla compagnia con la quale si illude di viaggiare il passeggero che ha comprato il biglietto con un’altra! (vedasi mio precedente post o cliccare qui)! Provate a fare il giro della Calabria o della Puglia coi mezzi pubblici, sudati e senza acqua come, a volte, partono i passeggeri da stazioni senza biglietteria elettronica, senza bar e senza distributori di bevande. Sono sicuro che fareste il massimo e in pochi anni sareste in grado di creare una rete di trasporti davvero efficiente affinchè due regioni fantastiche non restino sempre isolate nel profondo e maltrattato Sud!

2 Risposte to “Dalla costa ionica della Calabria fino al Salento: un viaggio-odissea di circa 10 ore tra due regioni una di fronte all’altra. Perchè i politici non usano questi mezzi pubblici?Anche curando la rete di collegamenti si incentiva il turismo con riflessi positivi per l’economia”

  1. […] Dalla costa ionica della Calabria fino al Salento: un viaggio-odissea di circa 10 ore tra due region… […]

  2. Antonella Barbuto said

    Durante lo scorso mese di agosto, ho soggiornato nelle zone più belle della costa salentina e, osservando il mare, ho pensato anche io a quanto sarebbe semplice collegare con aliscafi la Puglia e la Calabria. Condivido la Sua riflessione e cercherò, ora che sono rientrata a Crotone, di sensibilizzare qualche politico locale. Speriamo!

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