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L’invito di ex terroristi alla Scuola Superiore della Magistratura, accanto ai familiari delle vittime, poteva valere solo come “testimonianza” del percorso rieducativo? E il seminario di luglio 2014 sull’usura bancaria presso la sede dell’Abi?

Posted by Roberto Di Napoli su 13 febbraio 2016

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Ha suscitato polemiche e opinioni opposte, nei giorni scorsi, l’originario programma della Scuola Superiore della Magistratura che prevedeva, quali invitati in una sessione del corso rivolto a magistrati sulla “Giustizia riparativa”, insieme a familiari di vittime del terrorismo, anche alcuni ex brigatisti (clicca qui per leggere l’articolo pubblicato su Il Sole 24 ore”.

Non è la prima volta che la scelta degli “ospiti” ai corsi organizzati dalla Scuola Superiore sia -forse, non senza ragione- criticata. Dalla lettura dei giornali dei giorni scorsi, sembra sia stato dimenticato un altro seminario organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura, nel mese di luglio 2014, su un tema che -probabilmente a causa di fuorvianti circolari diffuse dalla Banca d’Italia a partire dal mese di ottobre 1996 che hanno contribuito a generare una confusione contrastante con l’apparente chiarezza di una norma di legge- ancora oggi è oggetto di orientamenti giurisprudenziali contrapposti e che coinvolge rilevanti interessi economici: l’usura bancaria e la rilevazione del tasso usurario. Il seminario “L’usura: profili civilistici e penalistici” organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura in collaborazione con la Banca d’Italia e l’Abi e rivolto, appunto, ai magistrati, si è tenuto il 14 e 15 luglio 2014 presso la sede dell’Abi: tra i relatori,  “illustri” difensori di banchieri. Non mancò, allora, chi diede risalto all’iniziativa, resa singolare sia dalla location (la sede dell’Abi; forse, quantomeno, discutibile dal momento che oggetto delle due giornate di studio era proprio la rappresentazione giurisprudenziale in materia di usura bancaria) sia dalla scelta dei relatori; tra questi nessuno dei principali rappresentanti di consumatori e utenti che, in ossequio a quanto riconosciuto ora anche dalla Corte di Cassazione, da anni, sostengono l’inidoneità delle circolari della Banca d’Italia a derogare all’unico criterio di calcolo desumibile dall’art. 644 cod. pen. per la determinazione del tasso effettivo globale ai fini della valutazione di usurarietà.

In seguito alle nuove, recenti polemiche, l’invito agli ex brigatisti è stato annullato. Potrei anche accettare che, nell’ottica di “rieducazione del condannato” prevista dall’art. 27 della Costituzione, la partecipazione di ex terroristi possa non scandalizzare od, anzi, possa essere utile quale testimonianza. Ed è per questo che, a mio avviso, potrebbero anche condividersi le parole di un magistrato di sorveglianza che, nella mailing list dei magistrati, avrebbe risposto alle polemiche sollevate da alcuni colleghi sostenendo di non potere immaginare un settore della giustizia, quale quello della rieducazione seguente alla condanna, senza considerare le parole del condannato e che, solo in tal modo, si potrebbe dare sostanza all’art. 27, terzo comma, della Costituzione “in modo non automatico, scontato magari fasullo“. Allo stesso modo potrebbero condividersi le parole dell’ex presidente della Corte Costituzionale prof. Onida il quale ha sottolineato, innanzitutto, come all’incontro annullato sulla “giustizia riparativa” erano previste, accanto a quelle dei familiari di vittime, le “testimonianze” e non le lezioni dei due ex terroristi e che ha ricordato la necessità che la Scuola Superiore resti “indipendente” sostenendo che “la formazione, iniziale e continua, dei magistrati è chiamata a fornire ad essi strumenti culturali e occasioni di confronto affinché nel «servizio giustizia» sia non solo garantita l`indipendenza del giudiziario dagli altri poteri, ma sia anche assicurata la necessaria apertura alla società e alle sue esigenze. Una formazione solo tecnico-giuridica, o solo autoreferenziale, «di categoria», non può servire allo scopo“.

Pur se si potesse condividere l’idea di invitare ex terroristi al fine di ascoltare le loro esperienze nel percorso di rieducazione o quanto detto dal Prof. Onida circa la formazione dei magistrati anche quale offerta di confronto per assicurare al “servizio giustizia” l’apertura alla società e alle sue esigenze, credo che molti cittadini, giuristi, consulenti contabili e vittime di usura bancaria sarebbero curiosi di sapere se il valore e l’importanza del “confronto” e della “testimonianza” possano essere riconosciuti anche in un tema quale è quello dell’usura bancaria o se, invece, su tale tematica il Verbo divulgato dai rappresentanti del mondo bancario debba costituire la Verità assoluta: argomento, di certo, non meno importante sia per gli interessi coinvolti (di miliardi di euro) in ambito nazionale sia per i diritti delle banche e degli utenti (diritto di credito, di proprietà, di impresa, alla salute, alla vita, alla realizzazione della personalità) . Nel caso in cui, malgrado la palese organizzazione con l’ABI e la Banca d’Italia, si riconoscesse che l’invito rivolto, nel mese di luglio 2014, a relatori notoriamente difensori di banchieri e presso la sede dell’Abi non avrebbe leso l’immagine di imparzialità dei magistrati in quanto la scelta sarebbe stata determinata unicamente quale “testimonianza” dei protagonisti del tema in quella sede dibattuto, non si potrebbe, però, sfuggire da alcune domande che, fino ad ora, non hanno trovato risposta: dal momento che al consolidarsi della giurisprudenza in favore degli utenti bancari sull’anatocismo, sull’usura bancaria, sulle spese ed oneri fondati su clausole nulle hanno contribuito anche difensori degli utenti e di alcune associazioni dei consumatori che lottano da oltre 10 anni e che, ancora oggi, continuano a sostenere nei tribunali le loro motivazioni (finora, in gran parte condivise dai giudici) e ad opporsi alle diverse metodologie prospettate dalle difese delle banche, perché non sono stati invitati anche questi ultimi? Perché, tra i lavori del corso pubblicati sul sito, figurano soltanto slides e documenti che sembrerebbero sostenere la maggiore correttezza delle cosiddette “formule” della Banca d’Italia per la rilevazione del tasso effettivo globale? Perché non sono stati richiesti ed offerti ai magistrati altri studi dottrinari e giurisprudenziali che sostengono l’erroneità se non la falsità di quelle Istruzioni? Per quale motivo la Scuola Superiore della Magistratura, a luglio 2014, ha scelto di invitare solo relatori esperti in difese in favore delle banche? 

Sos Utenti onlus, associazione che, dal 2005 ad oggi, coi suoi tecnici (contabili e giuristi), ha contribuito a fare ottenere migliaia di sentenze in favore degli utenti, da circa un anno, a mezzo del suo presidente onorario dott. Gennaro Baccile, ha chiesto formalmente di organizzare un altro incontro rivolto ai magistrati (cliccare qui): non per divulgare e per sostenere come unica Verità la giurisprudenza o i ragionamenti in favore degli utenti, bensì, “in contraddittorio” e in un confronto coi giuristi e tecnici di schieramento opposto. Per quale motivo, ancora oggi, non si è fornita alcuna risposta all’invito di organizzare un sereno confronto con giuristi e coi tecnici sostenitori degli opposti orientamenti? Come mai -visto, tra l’altro, che anche la Corte di Cassazione ha, più di una volta, sostenuto l’inidoneità delle Istruzioni della Banca d’Italia a derogare alla legge penale- non si è ritenuto, in ossequio a quell’idea di occasione di “confronto” che la Scuola Superiore dovrebbe offrire ai magistrati, di organizzare analogo incontro in contraddittorio anche con difensori o associazioni di difesa delle vittime di usura bancaria? Eppure, oggi, forse, non sono poche le vittime o i familiari di vittime che, per abusi bancari, hanno subito la distruzione della loro vita o della salute. Conoscendo la serietà e il rigore del Presidente della Scuola Superiore della Magistratura credo si possa ancora confidare nell’organizzazione di un altro seminario con relatori di diversi orientamenti.

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