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Bilanciamento tra diritto di credito e diritti della persona, esame del titolo esecutivo e danni non patrimoniali (anche biologico) da abusi bancari. Un breve video sul convegno di Perugia del 26 ottobre 2018.

Posted by Roberto Di Napoli su 22 novembre 2018

Lo scorso 26 ottobre, a Perugia, sono intervenuto all’interessante convegno organizzato da A.D.GI. Associazione Donne Giuriste d’Italia su “Le anomalie nei contratti bancari: come riconoscerle e tutelarsi”. Tema del mio intervento è stato: “Il bilanciamento tra diritto di credito e tutela dei diritti della persona. Pronunce in materia di esecutività del titolo esecutivo. Cenni su profili di danno biologico da abusi bancari e su auspicabili modifiche normative”.

Sono stati molto apprezzati, tra gli altri, gli interventi dei relatori avv. Paola Maria Lacorte, avv. Luca Gentili (avvocato e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Perugia) che ha fornito un interessante panorama sulle principali pronunce e sulla tutela penale, del dott. Alessio Mancini, consulente e curatore fallimentare e del dott. Enrico Togliatti che ha fornito esempi pratici sulle criticità, in particolare, nei rapporti di leasing.

Nel mio intervento, dopo avere ricordato i principi che dovrebbero essere tenuti sempre in considerazione nell’esame della legittimità e liceità della pretesa bancaria e le più recenti pronunce giurisprudenziali, ho fornito alcuni spunti di riflessione sui diritti fondamentali della persona umana spesso coinvolti nel contenzioso bancario e sui pregiudizi di natura non patrimoniale (anche di carattere biologico) spesso derivanti dagli abusi bancari.

Credo, infatti, che se, da una parte, in circa 20 anni, la giurisprudenza, sotto vari aspetti, ha dimostrato una crescente professionalità sui vari aspetti contabili e giuridici che emergono nei casi in cui è necessario procedere ad una rideterminazione contabile, dall’altra parte, ad una proliferazione di associazioni, società, professionisti (ma spesso, purtroppo, anche pseudo-professionisti privi di competenze tecniche o di precedenti studi che hanno pensato che la materia possa costituire fonte di facili guadagni) che offrono perizie vantando, molte volte, “primati” inesistenti o infondati, non sembra corrispondere una consapevolezza degli ulteriori pregiudizi, di natura non patrimoniale, connessi a pretese di banche laddove esse si rivelano, alla fine del giudizio, infondate o illegittime. Si pensi, ad esempio, al cambio di vita dell’utente bancario a cui, all’improvviso, viene revocato il fido (con le immaginabili conseguenze nel pagamento dei lavoratori e dei tributi, dell’affitto dei locali), o viene segnalato ingiustamente nelle centrali rischi con conseguente impossibilità di accesso al credito o revoca degli altri rapporti bancari o alle sofferenze sotto il profilo fisico e psichico, dall’insonnia alla depressione o alla compromissione del nucleo familiare o alle gravi patologie che possono insorgere a causa delle sofferenze. L’ordinamento consente una tutela risarcitoria? E’ possibile dimostrare il nesso di causalità? Ci sono pronunce che (sia pure non specifiche sui pregiudizi non patrimoniali da abusi bancari) possano fare riflettere? Sul tema ho partecipato, quale relatore, ad un convegno tenutosi a Roma il 23 maggio 2015 dedicando, poi, alcuni appositi paragrafi (scritti in collaborazione con la dott.ssa Luana Lentini, psicologa) del mio volume “Anatocismo bancario e vizi nei contratti“, V edizione, 2015, Maggioli Editore.

Pubblico di seguito un breve video sul convegno di Perugia del 26 ottobre scorso con una mia breve opinione.

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