IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘draghi’ Category

Miei interventi sui rapporti tra banche ed utenti e sul ruolo dello Stato nella difesa del più debole.

Posted by Roberto Di Napoli su 26 gennaio 2011

Contribuire a diffondere informazioni, notizie od opinioni su temi così importanti per l'economia e per gli stessi diritti civili credo sia sempre utile.
Ringrazio, pertanto, il movimento Alba Mediterranea (su youtube Albamed) sia per avere apprezzato la III edizione del mio libro "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", Maggioli, 2010 (cliccare qui per vedere il video) sia per avere richiesto una mia opinione in merito ai rapporti tra banche ed utenti e sul ruolo dello Stato nella difesa della parte più debole.
I video dei miei interventi possono vedersi, oltre che sul canale di Alba Mediterranea su Youtube (Albamed) e sul mio (BlogRobertoDiNapoli oppure cliccando sull'icona youtube, nella colonna a destra), direttamente cliccando sulle immagini sotto. Roberto Di Napoli


Posted in anatocismo, banca ditalia, banche, draghi, estorsione, fainotizia, giustizia giusta, libri, malagiustizia, paese dei balocchi, presentazione libro anatocismo e, restituzione somme da capitalizz, riforma ordinamento giudiziario, solidarietà, stato di diritto, stato sociale, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | Leave a Comment »

Illustre Governatore, l’usura e l’estorsione sono un pericolo ma le banche …………..

Posted by Roberto Di Napoli su 27 luglio 2009

La settimana scorsa il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione Parlamentare Antimafia, ha manifestato la sua preoccupazione che, nel corso dell’attuale crisi, le imprese siano maggiormente esposte al rischio di fenomeni criminali, tra cui, l’usura. Condivido ma credo che l’analisi sarebbe stata più completa se si fosse anche preso atto che le difficoltà cui sono esposte le aziende o le famiglie derivano anche dalle stesse pretese di molti istituti di credito che, a mio avviso, in alcuni casi, non sono meno illecite e meno pericolose.
Pubblico di seguito la mia "lettera aperta" al Governatore della Banca d’Italia che provvedo anche ad inviare formalmente: 

Al sig. Governatore della Banca d’Italia
Dott. Mario Draghi
Palazzo Koch
Via Nazionale
ROMA
Illustre Governatore,
sia quale difensore di imprenditori-vittime di usura ed estorsione sia quale figlio di una vittima della criminalità e della malagiustizia, condivido –sia pure ritenendole, come dirò, lacunose- le Sue recenti dichiarazioni con le quali ha manifestato la preoccupazione che, in questo periodo di crisi, le imprese siano più soggette a fenomeni criminali, tra cui, in primis, l’usura. Mi permetto, però, di evidenziarLe che, a mio avviso, tale rischio è, di certo, uno dei possibili effetti (forse, il più ovvio) in carenza di una seria attività di contrasto -e sostegno a chi denuncia- che, in Italia, secondo quanto si evince da vari provvedimenti, non può, di certo, ritenersi efficiente visto che le vittime, spesso, hanno dovuto fare ricorso ai giudici amministrativi per ottenere il riconoscimento dei diritti negato da un’apposita e costosa struttura statale.
In considerazione della Sua serietà ed autorevolezza, ritengo, tuttavia, inspiegabile l’assenza di un pur minimo cenno, nelle medesime dichiarazioni, alle gravissime responsabilità di moltissimi istituti di credito nell’aggravamento della situazione economico-patrimoniale di molte imprese o famiglie e nell’esposizione delle stesse al rischio, dapprima, dell’usura criminale e, poi, magari, del fallimento o della perdita di serenità o della vita di molti imprenditori. Non si può ignorare, infatti, che è da tempo che tantissime imprese sono esposte ai rischi da Lei stesso paventati –o ne hanno già subito le nefaste conseguenze- non solo a causa della recente crisi, bensì, soprattutto, a causa proprio del comportamento degli istituti di credito!!!
Mi risulta impossibile credere che Lei non sia a conoscenza che nei tribunali italiani -malgrado, da oltre un decennio, siano migliaia le sentenze (perfino della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite) che, quotidianamente, ribadiscono l’illegittimità, sui conti correnti, dell’addebito di interessi su interessi, di commissioni di massimo scoperto, di valuta o di spese in assenza di valida pattuizione- pendono migliaia di esecuzioni immobiliari fondate su titoli aventi ad oggetto la pretesa di saldi determinati, negli anni, dall’addebito illecito di tali somme.
Ciò significa –e Lei lo sa meglio di chiunque altro- che: sebbene la giurisprudenza confermi l’illegittimità dell’anatocismo (quantomeno fino al 2000 e, successivamente, in mancanza del rispetto della nota delibera del Cicr), degli altri addebiti sopramenzionati, nonché il conseguente diritto dell’imprenditore alla restituzione di quanto pagato indebitamente; sebbene la giurisprudenza continui a ribadire che le commissioni di massimo scoperto, le spese ed ogni altro onere concorrono a determinare il tasso annuo effettivo globale ai fini della valutazione dell’eventuale usurarietà degli interessi -e, in molti casi, il tasso d’interesse si è rivelato usurario quanto quello applicato dai criminali (posso dimostrarLe che, in alcuni casi oggetto di processi pendenti, si è applicato finanche il 292%)-, nonostante tutto ciò le banche continuano a non rispettare la legge e la giurisprudenza persistendo nel sostenere la liceità di quanto richiesto (così come potrebbe continuare a difendersi lo strozzino che, ingenuamente, tenti di difendersi sostenendo di non conoscere la legge o affermando l’errore in cui incorrerebbero, a suo dire, i giudici)!!!
Ma non solo. E’ stato accertato, in vari casi, l’abuso da parte degli istituti di credito delle segnalazioni “a sofferenza” presso la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: strumento, questo, di cui gli istituti di credito hanno fatto uso non per i fini per i quali sarebbe stato preposto e nel rispetto delle stesse delibere della Banca d’Italia che ne imporrebbero l’utilizzo solo in seguito all’accertamento di una situazione paragonabile all’insolvenza, bensì ne hanno fatto abuso anche in seguito al semplice inadempimento da parte del correntista che, magari, abbia scelto di non soddisfare le pretese avanzate dalla banca e determinate dall’addebito di importi che la legge e la giurisprudenza riconoscono non dovuti !!!
Sono note le nefaste e distruttive conseguenze di tali “segnalazioni”: la preclusione, per il soggetto segnalato, all’accesso a qualsiasi altra banca o finanziaria per aprire un altro conto corrente, l’impossibilità, finanche, di riscuotere un assegno (con vera esposizione agli strozzini) o di ottenere qualsivoglia prestito, attraverso i “canali legali”, per assicurarsi i mezzi di sussistenza!!! La Suprema Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha riconosciuto la legittimazione passiva anche della Banca d’Italia nei giudizi instaurati dal soggetto ingiustamente segnalato e, dunque, anche la responsabilità della banca centrale.
Si possono ritenere, allora, pretese che la legge e la giurisprudenza riconoscono illecite, idonee a segnalare, i relativi importi, tra le poste attive di un bilancio di un istituto di credito e, in caso di inadempimento del correntista che magari scelga di rivolgersi al giudice, quale posizione “a sofferenza” presso la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia con le conseguenze, sopra ricordate, distruttive per l’azienda e per ogni diritto inviolabile dell’imprenditore e della persona umana?
Si può pensare che tali condotte e tali effetti siano meno pericolosi di quelli posti in essere e derivanti dal comportamento dell’usuraio?
Credo che, esercitando ogni Sua prerogativa e controllo, sia doveroso un Suo severo e pubblico richiamo agli istituti di credito a non persistere nelle medesime pretese aventi, comunque, ad oggetto saldi di conto corrente determinati dall’addebito, nel corso dei rapporti, di somme che la legge e la giurisprudenza riconoscono illecite o aventi ad oggetto mutui stipulati all’unico fine di estinguere le predette, viziate, posizioni di conto corrente.
Ne deriverebbero, innanzitutto, bilanci conformi a legge e una “pulizia” negli istituti di credito da titoli che, a mio avviso, celando, talvolta, tassi di interesse oltre il 200% o, comunque, pretese che, ripeto, la legge e la giurisprudenza vieta, non si possono ritenere meno pericolosi delle cambiali in possesso dello strozzino o dell’usuraio; identici, infatti, quand’anche derivanti dall’utilizzo di “modalità esecutive” differenti, sono, in molti casi, gli effetti a carico di chi non paga quanto richiesto: la distruzione dell’azienda, il conseguente licenziamento dei lavoratori, la perdita, magari, dell’abitazione dell’imprenditore oltre che della serenità e della salute (se non della vita) anche della famiglia.
Credo, inoltre, che un auspicato Suo severo richiamo a desistere da pretese illecite -pena l’applicazione delle sanzioni previste a carico degli istituti che violano la legge o la cui amministrazione è viziata da irregolarità- fugherebbe ogni dubbio di chi, pur consapevole della responsabilità giuridica del Governatore o della Banca d’Italia (anche alla luce della recente pronuncia della Cassazione), dubita sull’imparzialità del controllo “amministrativo” da parte di chi vigila sugli istituti di credito aventi partecipazioni azionarie nell’istituto presieduto dal “controllore”; determinerebbe, infine, proprio in seguito alle Sue recenti affermazioni sul rischio di usura a cui sono sottoposte le imprese in periodo di crisi, il rafforzamento della fiducia che gli imprenditori devono continuare ad avere nelle Istituzioni e, certi del sostegno che si dovrebbe avere dalle banche che non possono essere ritenuti dei soggetti che, di fatto, avanzano pretese parimenti illecite e con conseguenze simili, un incoraggiamento a denunciare l’usuraio o l’estorsore “criminale”. Avv. Roberto Di Napoli
 

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La mia opinione su:”Credito alle imprese e massimo scoperto, pressing di Draghi sulle banche”

Posted by Roberto Di Napoli su 8 luglio 2009

Ho letto su Corriere.it le recenti dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia che riporto di seguito. Credo, tuttavia, e l’ho scritto anche nei miei precedenti post (clicca qui per leggere il mio post del 12  Novembre), che le imprese abbiano non solo bisogno di credito da parte delle banche ma anche di una tutela effettiva e celere di fronte a persistenti pretese di somme non dovute (e sarebbe già un progresso per un Paese che deve riacquistare la massima fiducia dei cittadini nella Giustizia). Malgrado la giurisprudenza sia ormai unanime nel ribadire il divieto imposto dalla legge di richiedere -soprattutto per il periodo antecedente al 1° Luglio 2000- il pagamento di interessi anatocistici (interessi su interessi), di commissioni di massimo scoperto non validamente pattuite o di altri oneri non validi, molte banche, invece, continuano a presentare ed ottenere ricorsi per decreti ingiuntivi finalizzati ad ottenere il pagamento del saldo di conto corrente lievitato, negli anni, proprio a causa di tali addebiti; pendono, poi, addirittura, migliaia di esecuzioni per espropriazione immobiliare fondate su mutui stipulati all’unico fine di estinguere apparenti posizioni debitorie su conti correnti ma, in realtò, viziate da addebiti di somme che, come detto, la legge sancisce come non dovute; oppure, ancora, esecuzioni fondate su decreti ingiuntivi che, sebbene, magari, non impugnati, hanno ad oggetto una pretesa che, in alcuni casi, potrebbe essere penalmente illecita e che in un’aula di giustizia, a mio avviso, non dovrebbe trovare alcun ausilio. E’ vero che, all’esito dei giudizi, probabilmente, l’impresa risulterà vittoriosa e sarà accertata l’illegittimità di simili richieste ma è altrettanto nota la durata dei processi in Italia. Non sono poche le imprese fallite o, comunque, danneggiate anche per colpa di pretese rivelatesi, all’esito delle cause, insussistenti o per crediti inferiori a quelli effettivamente tutelabili. E’ auspicabile, quindi, che il Governatore della Banca d’Italia, dopo le pur apprezzabili, recenti dichiarazioni, raccomandi agli istituti di credito -esercitando ogni sua prerogativa o potere-dovere- di non persistere nelle richieste di pagamento di somme che la legge e la giurisprudenza unanime riconoscono non dovute. Ne deriverebbe, sono certo, un grande e fondamentale aiuto agli imprenditori -che non sarebbero costretti a chiudere i battenti licenziando i lavoratori, a rivolgersi agli usurai o, addirittura, ad ammazzarsi (ho letto che alcuni imprenditori non hanno avuto il coraggio di mandare a casa i dipendenti)- e, di conseguenza, ne trarrebbe beneficio l’intera economia italiana. Roberto Di Napoli

Corriere della Sera.it
ROMA – La Banca d’Italia ha «costituito una task force per valutare gli effettivi meccanismi di remunerazione» dei manager bancari «e chiedere correttivi dove necessario». Lo ha annunciato il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi intervenendo all’Assemblea dell’Abi nella quale ha spiegato che, a livello internazionale, il legame con risultati a breve ha favorito una «una falsa Leggi ancora

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