IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘giorno del giudizio’ Category

Alcune bellissime parole di Piero Calamandrei su chi è (o dovrebbe essere) l’avvocato

Posted by Roberto Di Napoli su 7 aprile 2014

“Molte professioni possono farsi col cervello e non col cuore. Ma l’avvocato no. L’avvocato non puo’ essere un puro logico, ne’ un ironico scettico, l’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in se’, assumere su di se’ i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce. L’avvocatura e’ una professione di comprensione, di dedizione e di carita’.
Non credete agli avvocati quando, nei momenti di sconforto, vi dicono che al mondo non c’e’ giustizia. In fondo al loro cuore essi sono convinti che e’ vero il contrario, che deve per forza esser vero il contrario: perche’ sanno dalla loro quotidiana esperienza delle miserie umane, che tutti gli afflitti sperano nella giustizia, che tutti ne sono assetati: e che tutti vedono nella toga il vigile simbolo di questa speranza… Per questo amiamo la nostra toga: per questo vorremmo che, quando il giorno verra’, sulla nostra bara sia posto questo cencio nero: al quale siamo affezionati perche’ sappiamo che esso ha servito a riasciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso: e, soprattutto, a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non merita di essere vissuta, nella vincente giustizia. Beati coloro che soffrono per causa di giustizia… ma guai a coloro che fanno soffrire con atto di ingiustizia!
E, notate, di qualunque specie e grado di ingiustizia… perche’ accogliere una raccomandazione o una segnalazione, favorire particolarmente un amico a danno di un estraneo o di uno sconosciuto, usare un metro diverso nella valutazione del comportamento, o delle attitudini, o delle necessita’ degli uomini, e’ pur questo ingiustizia, e’ pur questo offesa al prossimo, e’ pur questo ribellione al comando divino”.
Piero Calamandrei

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Il banchiere che presta soldi a mendicanti, straccivendoli e lebbrosi per liberarli dagli usurai – Repubblica.it

Posted by Roberto Di Napoli su 3 aprile 2014

Sono notizie come queste -precedute, in passato, dalle analoghe iniziative di Yunus, premio Nobel per la Pace- che, credo, lasciano, ancora, qualche speranza su un mondo e una società migliore e meno egoista.

Sarebbe confortante assistere ad un’imitazione, anche in Italia, di iniziative simili ma ho il timore che sarebbero ostacolate. Esistono, è vero, alcune forme di microcredito ma dubito sull’efficienza rispetto alle necessità quotidiane di un numero sempre crescente di persone in stato di indigenza  e senza lavoro.

Il banchiere che presta soldi a mendicanti, straccivendoli e lebbrosi per liberarli dagli usurai – Repubblica.it.

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Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili – Corriere del Mezzogiorno

Posted by Roberto Di Napoli su 27 marzo 2014

Spero che un giorno provvedimenti analoghi a quelli riportati sul sito del Corriere della Sera di oggi siano adottati nei confronti di direttori di banche responsabili del fallimento di imprese e, a volte, della compromissione della vita e della salute di tanti cittadini. In quello stesso distretto di Corte d’Appello, ossia Lecce, in seguito ad una denuncia del 1996 per usura bancaria (quando il fenomeno sembrava sconosciuto) presentata da mio padre, la Procura della Repubblica accerto’ tassi di interesse applicati fino al 292%. Non fu arrestato alcun direttore ma, anzi, i responsabili imputati chiesero e ottennero (dopo il precedente rigetto da parte del Tribunale) il fallimento della società. Dopo varie astensioni dei giudici delegati, a partire dal 2005 un giudice (controparte in vari giudizi e che, dunque, si sarebbe dovuto astenere) svendette un intero patrimonio di oltre quaranta milioni di euro per soddisfare le pretese degli usurai ed estorsori bancari. Dopo qualche mese a subire gli arresti domiciliari, per oltre quattro mesi, fu …..la persona offesa. L’anno prima quegli imputati furono prosciolti in primo grado; l’appello proposto dalla parte civile fu dichiarato inammissibile ma la Cassazione, nel 2010, cassò i provvedimenti. La corte d’Appello ha, così, disposto il giudizio. Uno degli imputati è morto. Sono passati 18 anni dalla denuncia e, nel frattempo, la mia famiglia ha subito di tutto coi veri danni (sofferenze, umiliazioni, pensieri) che mai potranno essere risarciti, come si direbbe in termini giuridici: “in forma specifica”, “in natura”. (per una sintesi sia pure aggiornata a qualche anno fa e che non riporta, tra l’altro, l’assoluzione con formula piena dall’accusa di “lancio del bicchiere” a un soggetto che sembrava un poliziotto rispettoso della legge e della verità, vd LiberoReporterhttps://ilblogdirobertodinapoli.files.wordpress.com/2012/02/pages-from-casodinapoli.pdf; al caso fu dedicato anche un servizio del TG5- Indignato Speciale, https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2007/11/07/tg5-indignato-speciale-sul-caso-della-mia-famiglia/).

Girando l’Italia, vedo, purtroppo, industriali, piccoli imprenditori, persone che, spesso con le lacrime o con gli occhi lucidi, raccontano della loro impresa o dei loro beni costruiti in una vita di duro lavoro. In un caso nel quale assisto i familiari, il protagonista, un imprenditore, non ha nemmeno avuto la forza di resistere: si è ammazzato pressato dalle banche quando, invece, era creditore anche della Pubblica Amministrazione. Spero, ora, davvero, che qualcosa stia cambiando, anche a Lecce. I numerosi provvedimenti di questi giorni contro usurai e l’arresto, perfino, di un direttore di banca lasciano sperare. Sotto, alcune foto di un sit-in del Settembre 2005, quando il fenomeno dell’usura bancaria sembrava sconosciuto e la gente, forse, non ci credeva (e, ancora, l’anatocismo e l’usura bancaria non avevano attirato l’attenzione di società, finti periti, associazioni, mediatori, promoter che sembrano, invece, averlo inteso come motivo di business, spesso, senza nemmeno i necessari studi)

Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili – Corriere del Mezzogiorno.

http://www.lecceprima.it/cronaca/operazione-anti-usura-guagnano-25-marzo-2014.html

Alcune foto del sit-in del 20 Settembre 2005, a Roma, nei pressi del Ministero della Giustizia.

Image for L'informazione "fai da te" delle vittime

 

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Le parole di due grandi Papi contro i mafiosi

Posted by Roberto Di Napoli su 22 marzo 2014

Riporto di seguito il link del video pubblicato sul sito del Corriere della Sera con le parole pronunciate il 21 Marzo scorso da Papa Francesco precedute, circa vent’anni fa, da un analogo ma ancora più severo anatema di Papa Giovanni II contro i mafiosi. E’ di qualche giorno fa la notizia che Bergoglio, per la rivista economica Fortune, è il leader più influente al mondo: al primo posto in una classifica di 50 protagonisti assoluti della politica e dell’economia mondiale (cliccare qui per leggere l’articolo pubblicato su Il sole 24 Ore).

http://video.corriere.it/invettive-contro-mafia-confronto-grido-papa-francesco-papa-giovanni-paolo-ii/8d993134-b1a5-11e3-a9ed-41701ef78e4b

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Le parole di Papa Francesco contro l’usura (e, forse, non solo contro “i cravattari”): “…quando una famiglia non ha da mangiare perché deve pagare il mutuo agli usurai, quello non è cristiano! Non è umano! “

Posted by Roberto Di Napoli su 29 gennaio 2014

Non c’è giorno, sin da quando è stato eletto, che il Papa non fa sentire la Sua voce, anzi, la vicinanza in difesa dei più deboli. Non solo parole ma anche fatti concreti. Prima di Natale, ad un commerciante siciliano, vittima del racket (che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere), aveva fatto inviare un piccolo assegno. Non immaginava, però, probabilmente, i paradossi di questo Paese visti gli ostacoli incontrati dalla povera vittima cui le Poste non cambiavano l’assegno -pure se del Papa- in quanto non titolare di un conto corrente; clicca qui per leggere la notizia )

Le parole pronunciate oggi, quindi, non meravigliano. Nel silenzio e nella -quasi generale- indifferenza dei politici in merito al fenomeno dell’usura (tranne qualcuno che si è contraddistinto per immagini o spot che sembrano, piuttosto, quotidiane campagne elettorali sulla pelle delle vittime) e di fronte all’inefficienza, dimostrata, in questi anni, anche da parte di chi dovrebbe tutelare le vittime,  le semplici parole pronunciate da Papa Francesco costituiscono un messaggio di fortissimo impatto e di enorme importanza. Il Papa non ha rivolto parole solo contro gli usurai ma ha affermato che “non è umano”, “non è cristiano” che una famiglia non abbia da mangiare per dovere pagare i mutui agli usurai.

E’ ovvio, quindi, il riferimento a qualsiasi forma di mutuo usurario.

Non ho mai visto nè credo sia verosimile, d’altronde, pensare che “il cravattaro” o “lo strozzino” proponga o “deliberi” un “mutuo”. Credo, piuttosto, che lo qualifichi “prestito”.

Era immaginabile, quindi, di fronte alle parole “forti e chiare” pronunciate questa mattina dal Pontefice, l’informazione parziale data da alcuni organi di stampa come se il messaggio fosse rivolto solo agli usurai criminali (clicca qui per leggere quanto attentamente osservato da Libero Reporter).

Sicuro che il riferimento non fosse anche alle banche? Per quale motivo dovrebbero essere escluse? Chissà se, di fronte a qualche interrogativo del Papa, i banchieri o chi li difende sarebbero capaci di giustificarsi -così come hanno tentato, spesso- sostenendo, ad esempio: “No, scusi, le commissioni di massimo scoperto, per noi, non rientrano nel tasso effettivo perché le Istruzioni della Banca d’Italia suggerivano di escluderle; le commissioni di istruttoria veloce nemmeno; gli interessi di mora, nemmeno. In genere, in una procedura esecutiva chiediamo, intanto, la vendita dell’abitazione; poi, la verifica se il tasso è usurario lo facciamo dopo, in sede di riparto“.

Credo che questo Papa costituisca, davvero, una speranza, soprattutto in questo momento, affinché i governi riprendano atto della centralità della persona umana e della necessità che sia solo la salvaguardia di quest’ultima e non la finanza a determinare la politica.

Riporto, di seguito, il link del quotidiano L’Avvenire.

Il Papa: «Usura disumana per le famiglie» | Chiesa | www.avvenire.it.

Riporto anche alcuni miei precedenti post con miei interrogativi sul funzionamento delle strutture che dovrebbero tutelare le vittime di usura e racket:

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2012/05/02/ancora-unaltra-sentenza-del-tar-in-favore-di-vittima-usura-colpita-da-depressione-e-ictus-ma-e-possibile-che-si-deve-ricorrere-al-giudice-contro-il-min-interno/;

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2012/06/07/a-proposito-di-usura-ed-estorsione-nessuna-provvisionale-senza-il-parere-del-pm-tar-campania-accoglie-il-ricorso-della-vittima-di-estorsione/;

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2013/02/06/il-ministro-degli-interni-dovrebbe-chiedere-scusa-per-linefficiente-tutela-delle-vittime-di-usura-sos-racket-e-usura-il-presidente-si-da-fuoco-cronaca-tgcom24/

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Un altro suicidio per “crisi”. Dal sito de “La Stampa”: imprenditore fiorentino chiama 113 e poi si spara

Posted by Roberto Di Napoli su 20 gennaio 2014

Ormai non si contano più. Ricordo che, tre – quattro anni fa, si rimaneva colpiti nel leggere il numero di imprenditori che, in Grecia, si suicidavano. In Italia temo che, ormai, un evento così tragico, la disperazione massima di cui può essere vittima una persona, non sia più una notizia; ancora più triste è solo il pensare che le Istituzioni non facciano di tutto per fermare ed impedire eventi simili. Dalla lettura dell’articolo -la notizia è stata riportata da vari giornali- in questo caso, non sono riuscito a capire quali sarebbero state le responsabilità delle banche. Penso, però, anche a quanti imprenditori sono vittime di pretese assurde che, all’esito dei lunghi giudizi, si rivelano, spesso, ingiuste e non dovute. Nel frattempo -è già accaduto troppe volte- la banca, munita, magari, di un titolo esecutivo agevolmente concesso o ingiustamente non sospeso, tenta di ottenere la vendita dell’azienda, del “capannone” industriale e, perfino, della casa costruita o comprata con i sacrifici di una vita. Come si deve sentire un imprenditore, un cittadino onesto, magari con una famiglia, che è stato depredato dei suoi risparmi o che sa che non deve pagare le somme così come quantificate dalla banca e che, ciononostante, ha paura che l’indomani bussi l’ufficiale giudiziario per lo sfratto o un altro creditore o che non sa come pagare i lavoratori e far mangiare le loro famiglie? E’ questo quello che accade spesso e che i giornali o, in genere, i media tradizionali (nei cui consigli di amministrazione non è raro trovare qualche banchiere) ignorano o, forse, volutamente tacciono. Ho la sensazione che, quando si riporta la notizia di un suicidio di un imprenditore, si faccia capire sempre che si tratti di un povero disperato, uno sfortunato, la cui impresa è andata male e le banche non gli abbiano dato più credito. No, il problema non è sempre quello del “credito negato”, bensì, quello delle pretese illecitamente vantate. Nel caso dell’imprenditore fiorentino, da quanto riportato dagli organi di stampa, non si capisce bene quale sarebbe stata la responsabilità delle banche citate, a quanto pare, in un biglietto. So bene che la perdita di una persona non è risarcibile nè la punizione dei colpevoli conforterebbe i poveri parenti. Spero, però, che si faccia la massima chiarezza e si indaghi se davvero ci possa essere qualcuno che abbia istigato al suicidio. Conosco la storia un imprenditore che, anni fa, si suicidò sentendosi pressato dalle banche che, invece, all’esito di una consulenza contabile, si è rivelato essere debitrici piuttosto che creditrici. Credo che fin quando il governo, i politici non agiscono efficacemente per evitare ulteriori tragedie, non possono che ritenersi responsabili quantomeno moralmente “per omissione” per non abrogare, ad esempio, norme che consentono alle banche di chiedere decreti ingiuntivi sulla base di dichiarazioni unilaterali quasi mai confermate -quando l’utente si oppone- all’esito dei giudizi, oppure, che, di fatto, ad alcune condizioni, legittimano l’anatocismo. Una cosa dovrebbe essere certa: se un Paese dimentica la “sacralità” della persona umana costringendola alla rinuncia alla vita o alla salute, è un Paese incivile e vergognoso. Spero che chi ha il potere di cambiare le leggi o di applicarle, non dorma la notte pensando a queste vite distrutte!

La Stampa – Crisi, imprenditore fiorentino chiama 113 e poi si spara.

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Severa multa dell’Antitrust Ue ad alcune banche: manipolarono euribor

Posted by Roberto Di Napoli su 6 dicembre 2013

La notizia mi sembra la conferma di quello che ho sempre pensato e detto, più di una volta, in alcuni convegni, sulle perplessità che, secondo me, suscita il criterio di determinazione del tasso Euribor. Non mi meraviglierei, quindi, se qualche giudice ne dichiarasse la nullità come è già avvenuto e avviene in caso di contratti contenenti clausole, per la determinazione dei tassi di interesse, con rinvio ai cosiddetti “usi piazza”. Ora l’Antitrust europea ha accertato il cartello tra i vari colossi bancari. Possibile ritenerlo ancora un criterio univoco e valido?

Dal sito del quotidiano Avvenire: Megamulta dellAntitrust Ue alle banche: manipolarono euribor | Economia | www.avvenire.it.

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Tutti a Roma, domani, alla prima manifestazione nazionale per fermare le banche e i loro abusi.

Posted by Roberto Di Napoli su 23 settembre 2013

MANIFESTAZIONE ROMAParteciperò volentieri, domani, a quella che sarà, sicuramente, la prima manifestazione nazionale alla quale diverse associazioni, imprenditori e professionisti saranno uniti nel protestare contro gli abusi bancari, spesso, reiterati malgrado la consapevolezza, da parte dei banchieri, della illegittimità delle pretese e in mancanza di severe misure cautelari o di condanne dal momento che, in sede penale, hanno goduto, forse, finora, di eccessiva indulgenza pur in casi nei quali è emersa l’usurarietà degli interessi applicati (anche se, a dire il vero, non sono mancati provvedimenti di giudici preparati e coraggiosi che hanno disposto il rinvio a giudizio o condanne penali; provvedimenti, tuttavia, poco diffusi in considerazione della vastità del fenomeno).

Ho sempre ritenuto -come ho scritto su questo blog fin dal 2007 e, purtroppo, anche in considerazione di quanto ho visto (purtroppo) da vicino- che la vera crisi dell’economia italiana non dipende solo da quella “globale” in questo momento storico, bensì, è volutamente determinata dalle banche che, malgrado quanto sancito dalla legge e ribadito dalla copiosa giurisprudenza civile, continuano ad insistere in pretese riconosciute illegittime ed illecite (ad esempio; saldi su c/c determinati dall’illegittima capitalizzazione o dall’applicazione di interessi e cms non validamente convenute; mutui nulli per essere stipulati in frode alla legge o per difetto di causa e per non essere mai stati effettivamente erogati o per non essere mai stati destinati ad effettiva utilità del mutuatario, ecc. ). Vi è, tra l’altro, sotto vari profili, una pericolosissima disparità di trattamento considerato che, quasi sempre, la banca riesce ad ottenere decreti ingiuntivi in base ad una  dichiarazione unilaterale attestante un credito che, solo in caso di opposizione e quando, magari, l’imprenditore o il cittadino ha subito danni ingenti, viene accertata infondata o per importi inferiori a quelli originariamente vantati. A tal proposito, nel 2010, fu presentata anche una proposta di legge, alla Camera dei Deputati, per modificare l’art. 50 del Testo Unico bancario (sollecitata e redatta da vari imprenditori e professionisti tra cui il sottoscritto). Ad oggi, malgrado, sicuramente, la disponibilità del parlamentare che la depositò, non si conoscono i parlamentari coinvolti nè l’avvio dell’iter (probabilmente continuerà, però, ad essere “pubblicizzata” e ritenuta utile per comizi e quotidiane campagne elettorali). 

La manifestazione di domani non è stata organizzata da politici ma solo, come detto, da associazioni e imprenditori vittime di tali abusi oltre che sostenuta da professionisti che, ogni giorno, si battono, nei tribunali per far valere i loro diritti. 

Probabilmente avrebbero partecipato anche altri imprenditori onesti che, invece, sono stati presi dalla disperazione e, come la cronaca degli ultimi due anni ha registrato, non ce l’hanno fatta a resistere.

Il fine della manifestazione è quello di sensibilizzare ancora di più la magistratura oltre che quei politici onesti e sensibili che, lontani da possibili ricatti o pressioni, vogliano prendere atto del drammatico fenomeno e varare provvedimenti normativi al fine di contemperare il diritto di credito col sacrosanto e fondamentale diritto alla proprietà nonchè alla vita, alla salute, alla dignità spesso compromessa a causa di pretese che si rivelano infondate o ingiuste all’esito di processi troppo lunghi e quando, ormai, i danni sono irrimediabili e le umiliazioni e le sofferenze subite restano indelebili e irrisarcibili.

La manifestazione (è prevista una grande partecipazione con vari pullman provenienti da varie parti d’Italia) avrà inizio alle ore 10 in Piazza Cavour.

Indico di seguito il link col

programma della giornata: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/11%5E_comunicato-novita’-33%5E_settimana-2013-.pdf

scopo della manifestazione: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/%20volantino%20a4%20bev.pdf

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