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Archive for the ‘sentenze’ Category

Anatocismo bancario e vizi nei contratti: uscita la sesta edizione.

Posted by Roberto Di Napoli su 5 marzo 2020

E’ appena uscita la sesta edizione del mio “Anatocismo bancario e vizi nei contratti“. Il libro, arricchito, di volta in volta, di vari paragrafi, sin dalla prima edizione è stato apprezzato, forse, anche per la sua struttura da “manuale” al fine di tentare di agevolare la comprensione non solo da parte di giuristi.

Il volume, acquistabile nelle librerie giuridiche oltre che dal sito della casa editrice, consente la lettura di una vasta rassegna di pronunce giurisprudenziali (di merito e di legittimità) che, insieme alla normativa di riferimento, è offerta online (oltre al Testo Unico Bancario pubblicato nello stesso libro, in appendice, in modo da agevolarne la lettura).

Copertina Anatocismo Bancario e vizi nei contratti, VI edizione

Ringrazio, oltre che i lettori che spero continuino ad apprezzare il mio contributo, la storica e prestigiosa Maggioli Editore che, già 15 anni fa (con, all’epoca, il dott. Revelino), intuì l’interesse che la divulgazione delle tematiche, affrontate in un volume organico, avrebbe potuto avere nella comprensione dei principali aspetti del contenzioso bancario. 

Per leggere l’indice, cliccare qui

Un volume nato 15 anni fa e sempre rinnovato, nelle sei edizioni, per stare al passo con l’evoluzione normativa e giurisprudenziale:

Era l’estate del 2004 quando pensai di pubblicare un volume con le principali questioni relative alle più frequenti (e più gravose) voci di costo nei rapporti di apertura di credito in conto corrente e che, sebbene affrontate da alcune pronunce di merito e di legittimità, erano ancora poco conosciute. L’entrata in vigore della legge 108/1996 in materia di usura e, nel marzo 1999, due importanti sentenze della Corte di Cassazione in contrasto con quanto era stato precedentemente affermato in merito alla capitalizzazione degli interessi nei rapporti bancari, avevano, da alcuni anni, rafforzato la tutela degli utenti bancari e confermato la fondatezza di eccezioni e domande formulate dai correntisti per ottenere la rideterminazione contabile. La giurisprudenza, tra l’altro, si era già più volte pronunciata in merito ai requisiti per la valida pattuizione delle clausole determinative degli interessi, così come sulla contestabilità degli estratti conto  o sui presupposti per le segnalazioni alla Centrale Rischi. Pensai, quindi, che potesse risultare utile alla difesa degli utenti bancari un volume con la spiegazione, con uno stile e linguaggio più semplice possibile, dei più frequenti vizi del saldo del rapporto di conto corrente nonché dei possibili strumenti di difesa.

La prima edizione del volume, pubblicato da Maggioli Editore e uscito a maggio 2005 (con il cd allegato contenente, insieme alla normativa e ad alcuni schemi di lettere o atti, la giurisprudenza sui vari argomenti trattati nel testo), fu subito apprezzata oltre che da avvocati, magistrati e consulenti, anche da imprenditori e consumatori e, dopo circa 2 anni, fu aggiornato in una seconda edizione con nuovi paragrafi (come quello dedicato al mutuo stipulato a copertura di esposizione su conto corrente) e giurisprudenza. Allo stesso modo, nelle edizioni successive così come in questa appena stampata, ho cercato di aggiornare il testo con i sopravvenuti interventi legislativi e le varie questioni, nel frattempo, emerse e decise dalle più interessanti pronunce. Nel 2014, al fine di fornire una visione ancora più dettagliata sulle questioni e sulle pronunce relative all’usura, il volume è stato affiancato da una sorte di appendice o “parte speciale” dedicata specificatamente a “L’usura nel contenzioso bancario” (II edizione, 2017).

La sesta edizione di “Anatocismo bancario e vizi nei contratti” tiene conto, tra i vari argomenti affrontati, dell’evoluzione normativa in merito alla capitalizzazione nonché delle importanti pronunce giurisprudenziali in tema di prescrizione e onere della prova, diritto e limiti alla richiesta di documentazione bancaria, fideiussioni e pregiudizi derivanti (anche ma non solo) dalle indebite segnalazioni nelle centrali rischi.

Come già avevo scritto nel post dedicato alla precedente edizione, continuo a ritenere che “Scrivere un manuale o un testo giuridico non è solo un’opera di divulgazione di pronunce giurisprudenziali o di leggi la cui lettura può apparire “arida” e “noiosa”: è anche ricerca, studio, organizzazione di ciò che si ritiene possa interessare il lettore, creazione del volume cercando di contemperare l’esigenza di semplicità espositiva degli argomenti -che potrebbero sembrare complessi per chi si affaccia, per la prima volta, alla materia- con l’involontario, a volte necessario, “tecnicismo” e cercando di “far parlare” il libro con la massima semplicità possibile; è, quindi, divulgazione del proprio pensiero o anche dell’interpretazione di una determinata legge o sentenza; è, come ogni libro o come ogni scritto, anche una “proiezione” dell’autore“. “Sentire il lettore contento dell’acquisto credo renda felice ogni autore per il solo fatto di “sentire” la fiducia e quell’affetto di chi ha apprezzato ciò che si è scritto, di chi immagina gli sforzi, le rinunce, il tempo impiegato, di chi ti vuole ringraziare e ti sorride per l’aiuto inconsapevolmente datogli. E’ per questo, però, probabilmente, che si sente anche la non poca responsabilità in quanto si manifesta, si esterna e divulga il proprio pensiero, il proprio “punto di vista” che si materializza su carta, con una vita propria, anche distinta da quella dell’autore”.

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Dal 5 febbraio 2020, su Diritto.it alcuni miei videointerventi sul contenzioso bancario

Posted by Roberto Di Napoli su 29 dicembre 2019

Ringrazio, oltre che la redazione di Diritto.it, Maggioli Editore che, già 15 anni fa, nel maggio del 2005, pubblicando la prima edizione del mio primo, modesto lavoro “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”  -divenuto un manuale e giunto, nel 2015, alla V edizione- affiancato da “L’usura nel contenzioso bancario” (II ediz., 2017), avvertì l’interesse alla divulgazione dei vizi nei rapporti bancari e degli strumenti di difesa.

Pubblico di seguito il calendario degli interventi nonché il link alla pagina di Diritto.it (cliccare qui) da cui è possibile anche leggere e scaricare il testo in pdf.

videolezioni su Diritto.it 5 febbraio 2019

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A Ragusa, l’8 febbraio 2020, seminario sul contenzioso bancario organizzato da G.M. Giuridica

Posted by Roberto Di Napoli su 19 dicembre 2019

Lieto dell’invito quale relatore, accanto al dott. Francesco Olivieri e alla collega Avv. Alessandra Fabiani, tornerò anche quest’anno, a Ragusa, al seminario sul contenzioso bancario organizzato da G.M. Giuridica e che si terrà il prossimo 8 febbraio.

Tante le novità giurisprudenziali, soprattutto nell’ultimo anno, per cui spero di potere fornire un utile contributo alla divulgazione delle principali questioni, degli strumenti di difesa e pronunce dei giudici di merito e di legittimità.

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Da Il Sole 24 ORE: Procida, dopo 79 anni perde l’eredità l’ospedale che non cura gratis i poveri

Posted by Roberto Di Napoli su 20 settembre 2019

Cliccare sul  seguente link per leggere l’articolo sul sito de Il Sole 24 Ore: Procida, dopo 79 anni perde l’eredità l’ospedale che non cura gratis i poveri – Il Sole 24 ORE

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La banca chiede ed ottiene decreto ingiuntivo ma non prova il (contestato) credito con gli estratti conto completi. Ritenuta insufficiente la documentazione prodotta, il giudice revoca il decreto.

Posted by Roberto Di Napoli su 23 aprile 2019

Nel giudizio di opposizione avverso il decreto ingiuntivo, chiesto ed ottenuto al fine di ottenere il preteso saldo derivante dal rapporto di conto corrente, la banca, laddove non provi il credito attraverso la produzione di tutti gli estratti conto sin dalla prima operazione, non può invocare nemmeno il cd. “saldo zero” e il decreto ingiuntivo deve essere, quindi, revocato.

E’ questo il principio confermato dal Tribunale di Chieti che, con sentenza n. 301 pubblicata il 19 aprile 2019, accogliendo l’opposizione proposta da due miei assistiti, ha revocato il decreto ingiuntivo che era stato loro notificato (originariamente, munito anche di clausola di provvisoria esecutorietà, poi sospesa con ordinanza) da una banca che si vantava creditrice di oltre 118 mila euro. Accertata la mancata produzione, da parte dell’impresa creditizia, degli estratti conto relativi ad un periodo di circa 5 anni (relativamente ad un rapporto che si era protratto per meno di 10 anni), il Giudice, accogliendo l’opposizione proposta dal correntista (a cui carico, nelle more di giudizio, era stata emessa sentenza di fallimento) e dalla moglie, quale fideiussore, ha ribadito il principio ribadito con più pronunce dalla Corte di Cassazione secondo cui, in considerazione della natura del rapporto di conto corrente, la banca che non produce gli estratti conto integrali sin dalla prima operazione non può invocare nemmeno l’azzeramento dell’eventuale saldo debitore del primo estratto conto che è riuscita a produrre se non corrisponde a quello iniziale.

Il  tribunale abbruzzese, accogliendo quanto era stato evidenziato anche dalla difesa degli opponenti, ha confermato, in particolare, che: “La banca che intende far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente, deve provare l’andamento dello stesso per l’intera durata del suo svolgimento, dall’inizio del rapporto e senza interruzioni (Cass. Sez. 1 – , Sentenza n. 23313 del 27/09/2018).
Infatti (Cass. Sez. 1 – , Sentenza n. 9365 del 16/04/2018) nel contratto di conto corrente bancario, la banca che assuma di essere creditrice del cliente ha l’onere di produrre in giudizio i relativi estratti conto a partire dalla data della sua apertura, non potendo pretendere l’azzeramento delle eventuali risultanze del primo degli estratti utilizzabili, in quanto ciò comporterebbe l’alterazione sostanziale del medesimo rapporto, che vede nella banca l’esecutrice degli ordini impartiti dal cliente, i quali si concretizzano in operazioni di prelievo e di versamento ma non integrano distinti e autonomi rapporti di debito e credito tra cliente e banca, rispetto ai quali quest’ultima possa rinunciare azzerando il primo saldo.
In conclusione l’opposizione va accolta per carenza di prova del credito”.

Nel caso di specie, il decreto ingiuntivo, come sopra accennato, era stato richiesto ed ottenuto con clausola di provvisoria esecutorietà. Proposta opposizione da parte degli ingiunti, il giudizio, interrottosi a causa del sopravvenuto fallimento del correntista, veniva riassunto –con contestuale comparsa di nuovo difensore– sia dal fideiussore sia -nell’inerzia della curatela- dallo stesso correntista i quali insistevano nella sospensione della provvisoria esecutorietà. Successivamente al deposito delle memorie ex art. 183 c.p.c., con ordinanza molto analitica ed interessante nella motivazione –di cui avevo dato notizia, nel 2014, su questo mio blog e pubblicata su Diritto.it con una breve nota del sottoscritto– il Giudice sospendeva la provvisoria esecutorietà ed ammetteva la richiesta di consulenza tecnica d’ufficio.

Richiesta ed ottenuta anche un’integrazione di c.t.u. , la difesa degli opponenti ha insistito nell’eccezione di mancata prova del credito ingiunto evidenziando, oltretutto, la mancata produzione, da parte della banca, degli estratti conto completi visto che, relativamente ad un rapporto protrattosi per circa 10 anni, il c.t.u. aveva attestato la mancata produzione degli estratti conto per un periodo di circa 5 anni. La difesa degli opponenti, oltretutto, sia nelle osservazioni alla c.t.u. sia negli scritti conclusionali aveva contestato la validità di qualsiasi metodologia utilizzata, per colmare le lacune nella documentazione prodotta dalla banca, fondata su “riconciliazione contabile” mediante una sorta di “annotazioni di raccordo” tra il saldo finale di un periodo e quello iniziale del periodo successivo.

Il Tribunale di Chieti, con sentenza del 19 aprile 2019 n. 301, aderendo, come detto, ai principi affermati dalla Corte di Cassazione con le recenti pronunce -richiamate, peraltro, nella motivazione- ha accolto l’opposizione revocando integralmente il decreto ingiuntivo opposto.

La sentenza integrale è pubblicata sulla banca dati Diritto e Contenzioso bancario www.contenzioso-bancario.it.

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