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Archive for the ‘malagiustizia’ Category

A Cosenza i giardini davanti al Tribunale dedicati a Enzo Tortora. Auspicabile in ogni città l’intitolazione di strade pubbliche alle vittime di errori giudiziari

Posted by Roberto Di Napoli su 17 marzo 2018

La riproduzione anche parziale del contenuto del blog è riservata. E’ consentita la riproduzione solo citando la fonte o il link del blog o del singolo post

Circa dieci anni fa pubblicai, su questo blog, un mio commento dopo avere letto che, a Genova, non senza polemiche, era stata dedicata una galleria ad Enzo Tortora. Aggiungevo che si sarebbe dovuta sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica sui danni che può comportare un errore giudiziario e che, a mio avviso, in ogni città, nelle vicinanze di strade dedicate a magistrati, funzionari o cittadini caduti nell’adempimento dei propri doveri o per ragioni di servizio, sarebbe dovuta essere dedicata una strada anche a quei cittadini morti o che, comunque, hanno patito a causa di gesta non altrettanto eroiche da parte di soggetti che non hanno servito fedelmente la legge. Scrivevo, in particolare:In ogni città italiana dovrebbe esserci una delle vie o piazze principali dedicata a Tortora (a Roma, mi pare che via Enzo Tortora sia una strada periferica) e alle vittime di malagiustizia. (….) Giustissimo ricordare chi è morto al fine di assicurare la Giustizia. Non sarebbe, però, giusto ricordare anche chi è morto, chi ha sofferto o, comunque, ha pianto per un errore o per un uso distorto delle proprie funzioni da parte di soggetti che, per errore o con dolo, non si sono rivelati altrettanto eroi e, magari, sono ancora al loro posto manifestando un diverso senso della Giustizia, dello Stato e del rispetto delle leggi? Si può pensare che le vittime di “malagiustizia”, le loro famiglie soffrano meno o non rischino la vita? Solo chi non ha mai subito un sopruso o un’azione giudiziaria ingiusta, chi non ha mai letto un articolo di giornale può restare indifferente ed insensibile. E’ per questo che, secondo me, sarebbe più rispondente alla realtà di questo Paese se, in ogni città in cui vi sia una strada dedicata ad un magistrato o pubblico ufficiale che eroicamente ha sacrificato la propria vita, sia anche dedicata una strada o un monumento (in una zona della città altrettanto principale) alle vittime delle “gesta” meno eroiche di chi, per colpa, dolo o in buona fede, ha, comunque, fatto soffrire ingiustamente senza, tra l’altro, avere dimostrato, minimamente, di volere riparare il danno provocato (cliccare qui per leggere il post)

Apprendo solo ora, grazie a un post scritto da un amico su Facebook, che a Cosenza, nel 2013, i giardini antistanti il Tribunale sono stati dedicati a Enzo Tortora, esempio clamoroso di vita distrutta per “errore giudiziario” ma, purtroppo, non l’unico visto che troppe volte, ancora oggi, si leggono casi di persone seriamente danneggiate, economicamente e, a volte, anche fisicamente, dopo essersi dovute difendere da processi penali ma anche civili.

È auspicabile che analoghe iniziative siano replicate anche da altre amministrazioni comunali. Dopo quasi 35 anni dal “caso Tortora”, la cronaca ci ha ricordato e, purtroppo, registra ancora casi di detenuti assolti anche dopo 20 anni, di politici messi sotto inchiesta, distrutti politicamente e, poi, scagionati, storie di imprenditori accusati ingiustamente e, poi, dichiarati innocenti dopo avere perso beni e aziende, soggetti a cui hanno venduto tutti i propri beni malgrado le opposizioni contro crediti, in realtà, inesistenti. Sono risarcibili le sofferenze subite dalle vittime di errore giudiziario? Forse non sono nemmeno immaginabili. Chi restituisce gli anni, la salute -se non la vita- persa? La legge 117/1988 non si è rivelata, a quanto pare, sufficiente ed adeguata. Nella scorsa legislatura fu presentato un disegno di legge per restituire ai cittadini processati ingiustamente e, poi, assolti, quantomeno le spese legali affrontate: vedremo se la legislatura che sta per iniziare vorrà prendere atto del problema e fare approvare il progetto di legge.

L’intitolazione di piazze o strade alle “vittime di errori giudiziari” o l’introduzione di una giornata in loro memoria sarebbe, intanto, un significativo passo in avanti e un gesto di civiltà col quale lo Stato, piuttosto che negare o nascondere i danni provocati, onorerebbe quei suoi cittadini onesti rimasti vittime di un “apparato” che, in alcuni casi, si è rivelato evidentemente “difettoso” dimostrando quantomeno -sia pure, a volte, troppo tardi- di sapere chiedere scusa a quegli stessi soggetti che sono stati, tra l’altro, anche i suoi contribuenti.

Riporto di seguito il link ad un articolo pubblicato due anni fa sul sito internet del settimanale Panorama su alcune vicende paradossali patite da cittadini ingiustamente processati e sui danni economici subiti (articolo di M. Tortorella: “Sei innocente? Lo Stato deve pagarti l’avvocato” di cliccare qui)

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Dal sito Tgcom24 “Gestiva cause per conto di amici imprenditori, arrestato magistrato” 

Posted by Roberto Di Napoli su 11 dicembre 2017

Se i fatti dovessero risultare confermati con sentenza definitiva -visto che non può che valere nei confronti di chiunque il principio di presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva- si dovrebbe dare atto, in questo caso, dell’efficienza della Procura e degli investigatori sebbene ad essere indagato sia un magistrato. E’auspicabile che analoga attenzione sia posta sempre, ovunque, di fronte a fatti gravi : lo impone la necessaria fiducia che il cittadino deve avere nei confronti della Giustizia e la conferma che non ci devono e non ci possono essere soggetti “impunibili” o “irresponsabili”.

Pubblico di seguito la notizia e il link al sito Tgcom 24: Il giudice, in servizio a Reggio Calabria, ora è ai domiciliari. Per la Procura di Napoli riceveva varie utilità in cambio di sentenze favorevoli. Altre sei persone sono finite nell’inchiesta

Sorgente: Gestiva cause per conto di amici imprenditori, arrestato magistrato – Tgcom24

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Interessi di mora e verifica di usurarietà: un mio breve intervento andato in onda sulla Web Radio Ius Law

Posted by Roberto Di Napoli su 26 settembre 2016

Pubblico di seguito il link alla puntata odierna di “Svegliati Avvocatura“, andata in onda sulla Web Radio IusLaw, con un mio sia pur sintetico intervento in merito alla rilevanza degli interessi di mora ai fini della valutazione di usurarietà e alle conseguenze nel caso di superamento rispetto al tasso massimo consentito. Nel corso degli ultimi anni, infatti, -complice, probabilmente, la confusione creata, spesso, da vere e proprie società “abbagliate” dal desiderio di lucrare considerevoli profitti anche con la “vendita” di perizie fondate su metodologie di calcolo non corrette (se non abnormi) e sull’errata interpretazione di pronunce- si è registrato un contrasto sia in merito alla rilevanza degli interessi di mora (cosi come di altre voci di costo a carico del mutuatario) ai fini della valutazione di usurarietà sia alle sanzioni nel caso di accertato superamento del tasso soglia. Accanto a sentenze ed ordinanze che hanno confermato la rilevanza degli interessi moratori e, in caso di superamento del tasso soglia, l’applicabilità della sanzione di cui all’art. 1815, secondo comma, cod. civ., alcune pronunce, qualificando la clausola determinativa degli interessi di mora come una sorta di “clausola penale” o ritenendo di doversi applicare l’aggiunta di percentuali o di soglie (diverse da quelle previste dall’art. 2 della legge n. 108/1996), hanno negato, invece, l’applicabilità della suddetta norma sanzionatoria. Un contrasto, in realtà, a sommesso avviso di chi scrive, che non dovrebbe sussistere se si considera la ratio della legge 7 marzo 1996 n. 108 che modificò la norma di cui all’art. 644 cod. pen. e all’art. 1815, II comma, cod. civ. introducendo il “meccanismo” dei cosiddetti “tassi medi” e dei “tassi soglia” -all’interno della cui forbice, come riconosciuto da alcuni giudici, dovrebbe essere compreso ogni ulteriore costo per l’utente- e se si considera, inoltre, che il ritardato adempimento non dovrebbe, comunque, giustificare il superamento del tasso massimo consentito dalla legge.

Nel corso dell’intervento ho accennato anche a quanto recentemente riconosciuto dalla Corte d’Appello di Roma, con la sentenza del 7 luglio 2016, n. 4323.

Ho ricordato, infine, il corso sull’usura bancaria che fu organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura, nel luglio 2014, presso la sede dell’ABI (tra i relatori ci furono noti difensori di banchieri) e l’invito che fu successivamente inviato dall’associazione Sos Utenti Onlus (che da oltre dieci anni si occupa di tutela di vittime di abusi bancari contribuendo all’affermazione di vari principi) ad organizzare seminari di formazione nel contraddittorio con legali o consulenti di utenti bancari.

Pubblico di seguito il link alla puntata odierna di “Svegliati Avvocatura” con il mio intervento (a partire dal minuto 27, 34”).

http://www.spreaker.com/embed/player/standard?episode_id=9488135

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Un senatore ad una suora: “Da oggi in poi comando io, se no vi piscio in bocca”. Sarebbe lo stesso soggetto che, nel 2011, pensava di trattare allo stesso modo le vittime di abusi bancari

Posted by Roberto Di Napoli su 13 giugno 2015

Pur con la solita e doverosa premessa che le frasi sono quelle riportate da organi di stampa e, dunque, col rispetto del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, mi sembra evidente che se tali parole, insieme ai gravissimi fatti oggetto dell’accusa e della richiesta di arresto, dovessero trovare conferma in una sentenza definitiva costituirebbero, purtroppo, la conferma della cafonaggine, della cialtroneria e del delirio di onnipotenza che può caratterizzare perfino un parlamentare: frasi che non possono che rattristare ancora di più quei cittadini onesti alle prese con difficoltà economiche e sofferenze di cui soggetti simili, con i noti stipendi e benefici economici, abituati a vivere in uffici e ambienti ovattati, o non hanno la minima idea o se ne fregano.

Il nome del senatore che, tuttavia, nega di averle pronunciate (cliccare qui) e di cui la Procura di Trani ha chiesto al Senato l’autorizzazione all’arresto è ben noto alle vittime di abusi bancari per essere stato, nel 2011, autore di un emendamento alla legge di conversione del decreto “milleproroghe” col quale aveva pensato di modificare una norma del codice civile (art. 2935). L’articolo, rimasto invariato per quasi 70 anni, avrebbe dovuto prevedere un’interpretazione autentica secondo cui, in materia di conti correnti, la prescrizione delle annotazioni sarebbe dovuta iniziare a decorrere dal giorno delle annotazioni stesse. Non si sarebbe dato luogo, in ogni caso, alla restituzione degli importi già corrisposti.

Una norma, in sostanza, con cui si sarebbe voluto dichiarare la prescrizione del diritto alla restituzione di quanto pagato in più dai correntisti nel corso di rapporti ultradecennali e contrastante con quanto, invece, circa due mesi prima aveva affermato la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (con sentenza del 2 Dicembre 2010, n. 24418).

L’emendamento di Azzolini apparve subito un regalo alle banche tanto più che fu inserito “last minute” senza passaggio alle commissioni competenti e senza, dunque, che fosse preceduto da dibattito parlamentare (cliccare qui per leggere l’articolo sul sito de Il Corriere della Sera del 22 febbraio 2011).

Già all’indomani dell’entrata in vigore della legge, la norma, invocata dalle banche nel tentativo di ottenere l’accoglimento di eccezioni di prescrizione, fu ritenuta inapplicabile nei giudizi aventi ad oggetto la ripetizione degli importi indebitamente pagati (vedasi Corte d’Appello di Ancona, ord. 3 Marzo 2011). In seguito a varie ordinanze con cui era stata sollevata di questione di legittimità costituzionale, la Consulta ad Aprile 2012 la dichiarò incostituzionale (Corte Costituzionale, sent. 5 Aprile n. 78; per leggere il mio post su questo stesso blog, cliccare qui).

Un tentativo, dunque, non riuscito ma che, sicuramente, resta tra le norme -per fortuna, cancellata dalla Corte Costituzionale-con cui, grazie alla “brillante idea” del senatore Azzolini (secondo quanto riportato, all’epoca, da organi di stampa, fratello di un consigliere di amministrazione di istituti bancari) si era tentato di favorire, ancora una volta, le banche. Quella volta il senatore Azzolini dimostrò l’arroganza verso gli utenti bancari e quanto avevano deciso i giudici anche di legittimità cercando di introdurre una norma che avrebbe calpestato quanto era stato riconosciuto dalla giurisprudenza. Ora è accusato per avere arbitrariamente imposto il proprio potere su una struttura pubblica. Tra le frasi intercettate pare che avrebbe manifestato il proprio potere anche con una frase, di certo, “non onorevole”, volgare e scurrile (cliccare qui per leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano). Chissà se, nel 2011, non avrà pensato la stessa cosa nei confronti dei cittadini onesti, vittime di abusi bancari e dei giudici che, in materia di prescrizione sui rapporti di conto corrente, avevano manifestato un orientamento opposto a quanto avrebbe voluto! Allora, probabilmente, dimostrò il massimo favore verso il mondo bancario e la massima arroganza verso le vittime di abusi bancari continuando, tuttavia, ad occupare il seggio ed, anzi, riuscendo a farsi rieleggere nella legislatura successiva. Oggi è accusato, per gravi fatti, con una richiesta di arresti domiciliari. Potrebbe essere una buona occasione per riflettere maggiormente sul doveroso rispetto verso gli altri e, soprattutto, verso gli imprenditori e cittadini onesti.

In Parlamento, mentre c’è chi si è già espresso preannunciando di votare favorevolmente alla richiesta di arresto, non manca chi tenta di difenderlo. Opinione e comportamento, questi ultimi che, “in nome del garantismo”, potrebbero anche, in teoria, condividersi, in linea con l’opportunità di evitare l’adozione di misure cautelari quando non se ne ravvisi la necessità o non sussistano gravi indizi. Ma se indagato per il crac fosse non il senatore Azzolini (autore, come detto, nel 2011, di un emendamento “salva banche”) ma, ad esempio, un imprenditore fallito a causa del comportamento posto in essere da banche? Sarebbero così garantisti quei ministri o parlamentari che cercano di fare evitare gli arresti al loro (davvero onorevole?) collega? (cliccare qui)

Azzollini a suor Marcella: “Da oggi in poi comando io, se no vi piscio in bocca” – Il Fatto Quotidiano.

“Vi piscio in bocca? Mai detto”. Azzolini nega, ma tace sul Pd pronto a votare l’arresto

Nuova grana per Alfano: chiesto l’arresto del senatore Azzollini (Ncd)

 

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Trema il palazzo di giustizia: otto ordinanze di custodia cautelare, arrestato anche un magistrato – Corriere di Latina

Posted by Roberto Di Napoli su 20 marzo 2015

Una notizia che, da una parte, lascia delusi e sconforta i cittadini confermando, forse, alcuni sospetti e che, dall’altra, rafforza l’auspicio che analoga attenzione sia volta anche in altre parti d’Italia.

Trema il palazzo di giustizia: otto ordinanze di custodia cautelare, arrestato anche un magistrato – Corriere di Latina.

Da Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/20/latina-retata-tribunale-fallimentare-arrestati-magistrato-cancelliere-sottufficiale-gdf-commercialisti/1524272/

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Su Striscia la notizia un mio intervento su alcuni abusi bancari

Posted by Roberto Di Napoli su 16 novembre 2014

Ieri sera, 15 Novembre, nel corso della puntata di Striscia la notizia, è andato in onda un servizio sugli abusi bancari con un mio breve intervento insieme a quello del dott. Gennaro Baccile, fondatore di Sos Utenti, e ad altre testimonianze di vittime.

Per vedere la puntata intera (il servizio, con l’introduzione e il commento del conduttore Ezio Greggio, può essere visto a partire da 14′ 50”) cliccare qui o copiare e incollare il seguente link http://mdst.it/03v495833/ .

Per vedere direttamente il solo servizio, cliccare qui.

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Un’ennesima dimostrazione delle ragioni per cui tante imprese sono fallite o aggredite ingiustamente: CASO AUTOLELLI, LA BANCA CHIEDE DI INSINUARSI AL FALLIMENTO PER OLTRE 5 MILIONI. IN SEGUITO AD OPPOSIZIONE CONTRO IL RIGETTO, E’ LA BANCA A DOVERE RESTITUIRE OLTRE 3 MILIONI DI EURO.

Posted by Roberto Di Napoli su 26 ottobre 2014

Ecco un’ennesima dimostrazione di come le banche hanno affossato e pregiudicano l’economia italiana distruggendo le imprese con pretese che, poi, all’esito di lunghi giudizi e quando i diritti fondamentali della persona sono irrimediabilmente compromessi, si rivelano infondate e con conseguenze che inevitabilmente si riverberano su tutto il Paese, sull’economia nazionale e sui contribuenti. In questo caso, non si può negare la serietà della curatela fallimentare che, piuttosto che ammettere, con superficialità, crediti bancari inesistenti o superiori al dovuto, ha non solo rigettato la domanda di insinuazione al passivo ma ha anche proseguito il giudizio facendo condannare la banca alla restituzione.

CASO AUTOLELLI. CON 8.800.000 Euro VINCE LA DIFESA GIURIMETRICA DI SOS UTENTI. | SOS UTENTI.

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Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili – Corriere del Mezzogiorno

Posted by Roberto Di Napoli su 27 marzo 2014

Spero che un giorno provvedimenti analoghi a quelli riportati sul sito del Corriere della Sera di oggi siano adottati nei confronti di direttori di banche responsabili del fallimento di imprese e, a volte, della compromissione della vita e della salute di tanti cittadini. In quello stesso distretto di Corte d’Appello, ossia Lecce, in seguito ad una denuncia del 1996 per usura bancaria (quando il fenomeno sembrava sconosciuto) presentata da mio padre, la Procura della Repubblica accerto’ tassi di interesse applicati fino al 292%. Non fu arrestato alcun direttore ma, anzi, i responsabili imputati chiesero e ottennero (dopo il precedente rigetto da parte del Tribunale) il fallimento della società. Dopo varie astensioni dei giudici delegati, a partire dal 2005 un giudice (controparte in vari giudizi e che, dunque, si sarebbe dovuto astenere) svendette un intero patrimonio di oltre quaranta milioni di euro per soddisfare le pretese degli usurai ed estorsori bancari. Dopo qualche mese a subire gli arresti domiciliari, per oltre quattro mesi, fu …..la persona offesa. L’anno prima quegli imputati furono prosciolti in primo grado; l’appello proposto dalla parte civile fu dichiarato inammissibile ma la Cassazione, nel 2010, cassò i provvedimenti. La corte d’Appello ha, così, disposto il giudizio. Uno degli imputati è morto. Sono passati 18 anni dalla denuncia e, nel frattempo, la mia famiglia ha subito di tutto coi veri danni (sofferenze, umiliazioni, pensieri) che mai potranno essere risarciti, come si direbbe in termini giuridici: “in forma specifica”, “in natura”. (per una sintesi sia pure aggiornata a qualche anno fa e che non riporta, tra l’altro, l’assoluzione con formula piena dall’accusa di “lancio del bicchiere” a un soggetto che sembrava un poliziotto rispettoso della legge e della verità, vd LiberoReporterhttps://ilblogdirobertodinapoli.files.wordpress.com/2012/02/pages-from-casodinapoli.pdf; al caso fu dedicato anche un servizio del TG5- Indignato Speciale, https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2007/11/07/tg5-indignato-speciale-sul-caso-della-mia-famiglia/).

Girando l’Italia, vedo, purtroppo, industriali, piccoli imprenditori, persone che, spesso con le lacrime o con gli occhi lucidi, raccontano della loro impresa o dei loro beni costruiti in una vita di duro lavoro. In un caso nel quale assisto i familiari, il protagonista, un imprenditore, non ha nemmeno avuto la forza di resistere: si è ammazzato pressato dalle banche quando, invece, era creditore anche della Pubblica Amministrazione. Spero, ora, davvero, che qualcosa stia cambiando, anche a Lecce. I numerosi provvedimenti di questi giorni contro usurai e l’arresto, perfino, di un direttore di banca lasciano sperare. Sotto, alcune foto di un sit-in del Settembre 2005, quando il fenomeno dell’usura bancaria sembrava sconosciuto e la gente, forse, non ci credeva (e, ancora, l’anatocismo e l’usura bancaria non avevano attirato l’attenzione di società, finti periti, associazioni, mediatori, promoter che sembrano, invece, averlo inteso come motivo di business, spesso, senza nemmeno i necessari studi)

Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili – Corriere del Mezzogiorno.

http://www.lecceprima.it/cronaca/operazione-anti-usura-guagnano-25-marzo-2014.html

Alcune foto del sit-in del 20 Settembre 2005, a Roma, nei pressi del Ministero della Giustizia.

Image for L'informazione "fai da te" delle vittime

 

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