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Archive for the ‘ritardi’ Category

Sud, Sud, Sud, profondo Sud-Est. Fino a quando?

Posted by Roberto Di Napoli su 26 aprile 2008

littorina Lecce Gallipoli

Solo 1 ora

L’altro ieri ho viaggiato, non per la prima volta, da Brindisi a Gallipoli in treno. Sarei potuto essere il turista che, giunto in aeroporto a Brindisi, pensi di arrivare nella località ionica, in poco tempo, con normali treni regionali o con un servizio navetta in autobus. Viaggiando in automobile e percorrendo la superstrada, da Brindisi si può arrivare a Gallipoli in circa tre quarti d’ora o un’ora al massimo. In treno, invece, non c’è un collegamento diretto. Bisogna prendere il treno fino a Lecce. Qui, però, comincia l’avventura per il turista "ecologico" o, comunque, impossibilitato a viaggiare in automobile o in taxi (si spenderebbero da Brindisi oltre cento euro). Perchè? Il capoluogo di provincia salentino dista poco più di 40 km dalla “perla dello Ionio”, dalla bella città. In automobile è sufficiente una ventina di minuti o, al massimo, una mezzoretta. Col treno, il viaggio è un ritorno ……. al passato. Potrebbe essere affascinante per chi ama l’avventura, per gli amanti dei treni d’epoca ma non, di certo, per chi si trova a viaggiare per lavoro, per gli studenti o per chi pretende la qualità dei servizi. A me fa solo innervosire e credo che servizi del genere non incentivano i turisti a tornare. Ritengo incredibile e vergognoso che un turista il quale, senza usufruire dell’automobile, voglia visitare il Salento debba affrontare un’odissea e, d’estate, correre il rischio di svenire in un vagone privo di aria condizionata e coi sedili infuocati dopo essere stati esposti, al sole, ad una temperatura di 40 gradi. Ho preso, dicevo, verso le 7, il treno da Brindisi per Lecce. Giunto qui, ho chiesto se, per miracolo, fosse stato messo in servizio qualche treno nuovo. Ed, invece, sul binario, era pronta la brillante e “sempre arancione” ……… littorina. Ho chiesto conferma, prima di salire, che quello fosse il treno per Gallipoli. Un addetto ha annuito precisandomi, mentre salivo il gradino e dandomi “del tu” (è radicata, secondo me, nel Salento l’errata convinzione che per dare “del Lei” bisogna chiedere il permesso), che: “Giovane, che devi cambiare a Zollino”. Dimenticavo, infatti, questo “scalo”. La littorina è una vecchia locomotiva a motore diesel. E’ davvero caratteristica e avendo, questa volta, programmato di raggiungere Gallipoli in treno (non per piacere ma per non accettare piccole gentilezze da parte di chi, ultimamente, ha adottato, nei miei riguardi, un comportamento che, a dir poco, non condivido), ho sopportato ugualmente il viaggio. Incredibile! Ho notato, in una stazione, una lavagnetta con la cornice di legno (sembrava scolorita dal sole al quale sarà esposta da una trentina d’anni) sulla quale c’erano le scritte, in gesso, di vari comuni. Non so quale sia la funzione ma immagino che sia l’antenata del display. A Zollino (stazione centrale?) sono sceso. Il treno era di fronte. Stavo per vedere dove fosse il sottopassaggio ma, dopo pochi secondi, vedendo gli altri passeggeri che attraversavano il binario, ho capito che alla stazione di Zollino….. si fa così . Il treno Zollino- Gallipoli, a quanto pare, è molto più nuovo della littorina. Sarà, di sicuro, almeno, fine anni ’70-primi ’80. Un treno di lusso, insomma! Ero quasi dispiaciuto. Pensavo che fosse finita l’avventura. Ed, invece, no. Vagone diverso ma motore ed interni simili. Ho pensato che se pubblicizzassero questi servizi pubblici di trasporto con uno spot del tipo: “viaggia nel passato. Ecco il Salento” oppure “Viaggio selvaggio”, in modo da avvertire il passeggero sulle condizioni ferroviarie, sarebbe bellissimo! Quei vagoni, poi, secondo me, potrebbero essere facilmente attrezzati per la sauna: non occorrerebbe una grossa spesa! L’attuale costo del biglietto, allora, sarebbe equo! Lungo il tragitto si possono vedere i muretti a secco e le piante di fichi d’india. vegetazioneNei mesi estivi, soprattutto nelle fermate, il passeggero, se non è stravolto o svenuto per il caldo, può sentire anche il canto delle cicale. Dopo essere passato anche da Galatina, Nardò, Sannicola, Alezio, Gallipoli (Via Agrigento) sono arrivato, così, a Gallipoli (Stazione Centrale). Ma ai pendolari che già conoscono il paesaggio e utilizzano, ogni giorno, il treno quale mezzo di trasporto locale, ai turisti che avrebbero voglia di girare il Salento, è giusto fornire questo servizio in queste condizioni? E’ diritto fondamentale di ogni consumatore- utente quello alla salute, quello all’equilibrio e all’equità nei rapporti contrattuali e quello all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza (art. 2 del codice del consumo). Ho pagato il biglietto Lecce- Gallipoli oltre 3 euro: quanto quello per il tragitto Roma- Latina (mezz’ora per oltre 50 KM) con Trenitalia. I treni di oltre trent’anni fa, senza aria condizionata (è tanto, anzi, se si respira l’aria) e che impiegano oltre un’ora per percorrere Lecce- Gallipoli, secondo me, non rispettano nessuno di questi diritti fondamentali. Mi piacerebbe sapere, quale cittadino-utente, se rispettano tutti gli standard di sicurezza al fine di garantire anche l’incolumità fisica e la salute sia dei passeggeri sia di chi vi opera all’interno. Vorrei, poi, capire con quale criterio possano ritenersi conformi a standard di qualità ed efficienza. Credo, piuttosto, che servizi del genere siano l’esempio di assoluta inefficienza. Così si pensa di incentivare il turismo? Politici pugliesi, fate, ogni tanto, magari la domenica, quello che dite spesso: lasciate l’automobile in garage e usate i mezzi pubblici! Fatevi un giretto su questi treni e portatevi, magari, tutti i vostri familiari! Avreste il coraggio di consigliare ai vostri figli, nel periodo scolastico, di usufruire di questi treni così come fanno tanti altri studenti? Portateli, poi, magari d’estate, verso le 14, all’interno di un vagone del genere e, se si dovessero lamentare per il caldo, spiegate loro cosa avete fatto di buono per migliorare questi servizi! Fate attenzione, poi, anche alla caratteristica tromba della vecchia littorina! E se fosse una pernacchia uscita dalla locomotiva a nome dei passeggeri stanchi delle vostre chiacchiere? Roberto Di Napoli

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Trenincubo/2- Il 4 Febbraio, sull’Eurostar, oltre un’ora e venti minuti di ritardo: ancora una volta sulla tratta Lecce-Roma!

Posted by Roberto Di Napoli su 9 febbraio 2008

Stazione di LecceA Dicembre, in seguito allo scandaloso ritardo di circa 20 ore dell’Eurostar Lecce-Roma, qualche politico, mi pare, aveva pubblicizzato la sua richiesta a Trenitalia di sostituire i treni utilizzati lungo quella tratta.
Non era ancora caduto il Governo, non erano state ancora sciolte le Camere per cui non credo sia stata una “promessa” o un’“esternazione” da campagna elettorale.
Dopo qualche giorno, il 31 Dicembre, ho viaggiato sul treno Roma-Lecce. Mai visto dal 1996, su quella linea, un treno pulito quanto quello sul quale ho viaggiato l’ultimo giorno dello scorso anno. Il treno non era il solito “pendolino” bianco e rosso di oltre dieci anni fa; era proprio un “moderno” Eurostar simile a quello utilizzato nel resto d’Italia: poltrone larghe, comodissime, bagni pulitissimi senza nemmeno una goccia di pipì fuori dal water. C’era, addirittura, molto più spazio per sistemare le valigie e, ad ogni posto, finanche, una presa elettrica per collegare il pc
E’ arrivato in orario, puntualissimo
Mi sono chiesto: sarà stato, questa volta, grazie a qualche politico particolarmente sensibile alle esigenze dei passeggeri che vanno in Puglia? Oppure all’efficienza di Trenitalia che ha posto rimedio, subito, sostituendo i treni obsoleti?
Sono tornato a Roma il 6 Gennaio, festa dell’Epifania, che, come si dice, “tutte le feste porta via”. Ha portato via, in effetti, anche il piacere che avevo provato -nemmeno una settimana prima- nel pensare che Trenitalia avesse destinato, per la tratta Roma-Lecce, un Eurostar moderno. Ma mi sbagliavo, evidentemente.
Dopo lo "scandalo" e i risarcimenti ……… tutto è tornato come prima. E’ ricomparso il “pendolino” style “primi anni ’90” con lo spazio insufficiente per sistemare i bagagli.
Su quel treno (quando è affollato, come è prevedibile e come i responsabili di una società per azioni, d’altronde, devono augurarsi lo sia ogni giorno) è impossibile che tutti i passeggeri riescano a sistemare le valigie (a volte voluminose) negli spazi appositi sopra le poltrone o nei ridicoli spazi all’ingresso delle carrozze.spazio valigie su un eurostar
Si è costretti, così, a lasciarle in mezzo allo strettissimo corridoio con inevitabile intralcio al transito degli altri passeggeri. Non mi sembra proprio, questo, un modo di viaggiare proporzionato al costo del biglietto (ben 54 euro: quasi quanto un volo low cost da Roma per una capitale europea). Dubito, fra l’altro, che ciò sia compatibile con le norme di sicurezza essendo prevedibili i pericoli, in caso di emergenza, determinati da un corridoio occupato da ingombranti valigie. Lasciando il bagaglio accanto alla propria poltrona, poi, il viaggiatore seduto è costretto, più volte durante il viaggio, a scomodarsi per cercare di consentire il transito all’altro passeggero; se ciò non è possibile, quest’ultimo deve scavalcare, magari, con la propria pesante valigia.
Insomma: si può rivelare –o, di certo, io l’ho avvertito così- un viaggio stressante, incompatibile col costo del biglietto pari ad oltre 50 euro.
Il 29 Gennaio, dovendo partire da Roma per Lecce e volendo continuare a lavorare col pc, dopo avere notato che su alcuni Eurostar non tutti i posti, ma, soltanto, quelli situati al lato del finestrino, sono dotati della presa per la corrente elettrica, ho scelto una poltrona posta su questo lato.
La presa c’era ma, purtroppo, mancava un "comfort": la corrente! Ho fatto la prova ad inserire la spina in un’altra presa elettrica. Niente. Quando è passato un assistente di Trenitalia ho domandato come mai le prese non funzionassero. Mi ha risposto che erano guaste e che potevo inoltrare un reclamo: ciò che, in realtà, ho fatto. Ma non è stato l’unico inconveniente: il treno che sarebbe dovuto arrivare a Lecce alle 21,50 è arrivato dopo oltre venti minuti.
Lo scorso 4 Febbraio, il ritardo, ancora una volta sulla tratta Lecce- Roma, è stato di un’ora e venti minuti circa! Il pendolino bianco e rosso, sin dalla stazione di Lecce, è partito qualche minuto dopo rispetto al previsto, a quanto pare, a causa di un problema nella chiusura delle porte di una carrozza. Spero che non sia vero quello che ho sentito e, cioè, che il difetto "comprometteva un impulso alla locomotrice" impedendone la partenza. E se durante il viaggio questo difetto si fosse ripetuto? Si sarebbe fatto correre ai passeggeri il rischio di pernottare, un’altra volta, sull’Eurostar?  
La presa della corrente elettrica, poi, questa volta, non c’era proprio né al mio posto né sulla parete al lato del finestrino. Ho notato soltanto una presa dietro alla poltrona all’inizio della carrozza. Buono a sapersi! Mi domando, però, se chi ha progettato l’interno di quell’Eurostar e chi ancora li fa circolare abbiano, per caso, pensato che i passeggeri salgano senza valigie (o, al massimo, con una ventiquattrore) e, magari, con una prolunga elettrica per attaccare alla corrente gli strumenti elettronici.
Durante il viaggio sono entrato (per "improrogabili" esigenze) in una "toilette". Mi è stato particolarmente facile notare, dopo pochi secondi, affisso sulla parete, un cartello in cui vi era scritto che era stata pulita e disinfettata (che lusso!) alla stazione di Lecce il 2 Febbraio, ossia, due giorni prima.
Il treno, piuttosto che arrivare alle ore 23,26, è arrivato a Roma alle 0.50 circa. A prescindere dal danno non patrimoniale subito, per andare a casa ho dovuto prendere il taxi. Dopo mezzanotte, alla Stazione Termini, come è noto, non ci sono autobus “diurni”. Bisogna aspettare l’arrivo di qualche “notturno” che, peraltro, segue percorsi diversi. I passeggeri, in caso di ritardo dei treni Eurostar, hanno diritto ad un bonus ma, secondo quanto riconosciuto in alcune sentenze, hanno diritto, se riescono a fornire prova, anche al risarcimento dell’ulteriore danno eventualmente patito.
Una cosa mi sembra evidente: il ritardo di 20 ore sulla tratta Lecce- Roma e l’indennizzo di circa 800 euro pagato a centinaia di passeggeri non è bastato ad indurre i responsabili di Trenitalia a porre rimedio su quella tratta. I soliti treni e i soliti, insopportabili ritardi sono, come si vede, tornati. Si è aperta la campagna elettorale: torneranno anche i soliti parlamentari salentini e le solite promesse che fanno sorridere o incazzare sempre più quei cittadini che non godono di privilegi, dorati stipendi, favolose diarie e usano l’Eurostar, invece,  per guadagnare solo un tozzo di pane ? Roberto Di Napoli

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