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Archive for the ‘Strage di Ustica’ Category

Ustica: Giustizia dopo quasi 38 anni? Confermata la condanna dei Ministeri per non avere impedito l’evento

Posted by Roberto Di Napoli su 1 giugno 2018

La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, a Sezioni Unite (Cass. Sez. Un., sent. 22 maggio 2018, n. 12565) (cliccare qui per leggere la notizia riportata da corriere.it), con la quale sono stati rigettati i ricorsi del Ministero della Difesa e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avverso la sentenza che -all’esito del giudizio promosso originariamente dalla compagnia aerea e poi proseguito dalla stessa in amministrazione straordinaria- li aveva condannati al risarcimento, se, da una parte, può concorrere a rafforzare la fiducia nella Giustizia che, comunque, è pervenuta ad alcuni importanti accertamenti, dall’altra parte, suscita più di un interrogativo: può essere considerata Giustizia a quasi 38 anni dall’evento e 37 dall’atto introduttivo della causa civile (senza considerare, tra l’altro, che la pronuncia rimette ad altra sezione la decisione di altri motivi)? Quale rispetto ha avuto lo Stato verso i suoi cittadini e, soprattutto, verso i parenti delle vittime della strage di Ustica?

Credo che la pronuncia impugnata e confermata dalla Suprema Corte lasci una profonda amarezza non solo nei parenti delle vittime ma in tutti i cittadini che pretendono di sentirsi tutelati dallo Stato. Fa riflettere profondamente quanto affermato:  Se i ministeri “avessero adottato le condotte loro imposte dagli specifici obblighi di legge, l’evento non si sarebbe verificato” (…) poiché “attraverso un’adeguata sorveglianza della situazione dei cieli sarebbe stato possibile percepire la presenza di altri aerei lungo la rotta del Dc9 e, quindi, adottare misure idonee a prevenire l’incidente, ad esempio non autorizzando il decollo, assegnando altra rotta, avvertendo il pilota della necessità di cambiare rotta o di atterrare onde sottrarsi ai pericoli connessi alla presenza di aerei militari o, infine, intercettando l’aereo ostile con aerei militari italiani“.

Quest’affermazione, inoltre, suscita inevitabilmente la domanda anche relativamente a tanti altri tragici eventi che hanno colpito il Paese e provocato dolori, sicuramente, indelebili: quanti eventi potevano essere evitati e quanti, anche meno gravi, ogni giorno, possono essere evitati da chi ricopre pubbliche funzioni?

La sentenza -che consiglio di leggere, così come altra emessa nell’ambito di altro giudizio civile promosso dal socio, presidente e amministratore della compagnia aerea e proseguito dai suoi eredi (Cass. civ., sez. III, sent. 22 ottobre 2013, n. 23933)- ricorda, tra l’altro, i principi di diritto affermati dalla Suprema Corte con la sentenza 5 maggio 2009 n. 10285 inerenti le regole nell’accertamento del nesso di causalità, in sede civile, secondo la regola probatoria del “più probabile che non“. La pronuncia è stata emessa dalle Sezioni Unite in quanto chiamate a risolvere il contrasto, insorto in giurisprudenza, tra gli opposti orientamenti (ricordati nell’interessante motivazione) in merito al cumulo tra indennizzo assicurativo e risarcimento. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la pronuncia del 22 maggio 2018 ha affermato il seguente principio: “Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall’ammontare del danno risarcibile l’importo dell’indennità assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto“.

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Ancora una volta lo Stato non paga e si mette contro i suoi cittadini? Strage di Ustica, sospeso risarcimento milionario per i parenti delle vittime.

Posted by Roberto Di Napoli su 17 marzo 2012

Leggere la notizia della sospensione dell’esecutività della sentenza che aveva condannato i Ministeri della difesa e dei Trasporti al risarcimento in favore dei parenti delle vittime della strage di Ustica, pur non conoscendo gli atti del processo, di certo fa riflettere. E’ già assurdo pensare che ci siano parenti di vittime ancora in attesa di giustizia: non è la prima volta o l’unico caso. Pensare, poi, che uno Stato, invece di essere vicino alle vittime, si opponga alle sentenze che liquidano il risarcimento (che mai, tra l’altro, potrà compensare la perdita di familiari o, in genere, la perdita degli affetti, la vita stravolta) rattrista ancora di più qualora l’effettiva ragione sia dilatoria o motivata dall’entità delle somme; soprattutto se la sentenza impugnata dovesse, poi, essere confermata.

Non conosco, ripeto, gli atti del processo ma leggo, spesso, le difese delle Amministrazioni controparti laddove, ad esempio, cercano di difendersi nei ricorsi per il risarcimento per la durata eccessiva dei processi o per i benefici economici alle vittime di usura ed estorsione. In quest’ultimo caso, ad esempio, mi pare assurdo che lo Stato, dopo avere incentivato i cittadini, le vittime a denunciare e dopo avere dimostrato, più di una volta, la propria inefficienza, si opponga, perfino, nei giudizi promossi dalle vittime (ad esempio, per l’annullamento  di provvedimenti illegittimi) o nemmeno rispetti le sentenze, pure definitive, quando l’Amministrazione viene condannata. Se poi penso, ad esempio, che lo Stato ha nominato e tenuto in carica un Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura che, oltre ad avere emesso qualche provvedimento dichiarato illegittimo dal Tar, è stato, addirittura, arrestato e che ha patteggiato per “abusi sessuali”, mi domando se e quando lo Stato chiederà scusa ai cittadini per avere tenuto ai vertici di importanti uffici soggetti che non meritavano tali delicatissime funzioni e importanti stipendi pagati da tutti noi! 

Se la sentenza in favore dei parenti delle vittime di Ustica dovesse essere confermata, chi chiederà scusa per le vite distrutte (non solo quelle dei passeggeri ma anche dei parenti), per le ferite, per le sofferenze di quelle famiglie rovinate per sempre per avere visto i loro parenti partire e mai più tornare? Funzionari eventualmente responsabili (se ancora in vita visto che, ad oggi, sono trascorsi 30 anni dalla tragedia) pagheranno mai? Lo Stato ha ottenuto la sospensione dell’esecutività della sentenza ma, non conoscendo gli atti, mi domando: ha chiesto o poteva chiedere il sequestro dei beni dei preposti alle strutture responsabili o dei Ministri dell’epoca o dei loro eventuali eredi?

Rispetto il sacrosanto diritto di chiunque di difendersi e anche, dunque, dello Stato o delle Amministrazioni  di impugnare le sentenze (a beneficio del pubblico interesse), soprattutto se ritenute illegittime, infondate o condannatorie per importi sproporzionati. Ritengo vergognoso, però, che un cittadino possa vedersi distrutta la vita propria o dei familiari, subire le più profonde perdite, sofferenze o ingiustizie senza che lo Stato chieda mai scusa ma, addirittura, sia sempre puntuale e preciso nel mettersi contro i cittadini e quasi mai altrettanto severo nei confronti dei responsabili o dei funzionari infedeli!

Strage di Ustica, sospeso risarcimento milionario per i parenti delle vittime – Corriere del Mezzogiorno.

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27 Giugno 1980 – 27 Giugno 2010. Una tragedia italiana: dopo trent’anni i parenti delle vittime attendono ancora giustizia

Posted by Roberto Di Napoli su 27 giugno 2010

Riporto di seguito l’articolo di Andrea Purgatori sul Corriere della Sera intitolato “Dai caccia fantasma al caffè di Gheddafi. E se la verità battesse la ragion di Stato?“.
Invito, inoltre, chi non l’ha mai visto a vedere il bellissimo film di Marco Risi del 1991 “Il muro di gomma” dove il giornalista è interpretato dal bravissimo Corso Salani scomparso proprio pochi giorni fa. Un film che ben rappresenta il coraggioso lavoro del giornalista d’inchiesta di fronte ai depistaggi, all’omertà, alle collusioni che hanno fatto sì che i parenti delle vittime, dopo trent’anni, ancora attendano giustizia con la non meno tragica conseguenza che nessuno sarà punito per una sciagura costata la vita a 81 persone, tra cui anche bambini, che, una sera d’estate, partite da Bologna e dirette a Palermo, non sono mai arrivate tra le braccia dei loro cari.
Segnalo, inoltre, l’interessante sito del mio amico ing. Luigi Di Stefano (cliccare
qui) che, nel 1995, è stato perito di parte civile della compagnia aerea Itavia proprietaria del DC9 precipitato al largo di Ustica.

Corriere della Sera.it
(27/06/2010) Trent’anni sono un tempo infinito per i familiari di quelle 81 vittime che devono ancora avere giustizia Leggi ancora

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