IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘tortura e pena di morte’ Category

Il Maryland dice basta alla pena di morte – Mondo – Tgcom24

Posted by Roberto Di Napoli su 15 marzo 2013

Una notizia del genere non può che confortare. Non è mai troppo tardi per il rispetto della vita umana che, qualunque sia il crimine commesso, è sacra. Il Maryland dice basta alla pena di morte – Mondo – Tgcom24.

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Tanzi cade in cella, ricoverato in ospedale – Cronaca – Tgcom24

Posted by Roberto Di Napoli su 26 gennaio 2013

Non entro nel merito delle responsabilità ma, di certo, in Italia, la pena di morte è vietata e la Costituzione prevederebbe il diritto alla riabilitazione del condannato, alla tutela della salute oltre che della vita. Una persona non può e non deve morire in carcere, se ci sono altre possibilità di scontare la pena in luoghi più adatti. Credo, tra l’altro, che Tanzi sia colpevole non più delle banche di cui non mi risulta che alcun responsabile abbia fatto un solo giorno di carcere o di arresti domiciliari o di obbligo di dimora o di divieto di espatrio.  

Tanzi cade in cella, ricoverato in ospedale – Cronaca – Tgcom24.

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Un corto “Come si deve” sull’estremo gesto di umanità al condannato a morte: il suo ultimo pasto

Posted by Roberto Di Napoli su 12 febbraio 2010

cop comeHo visto, in “anteprima assoluta”, “Come si deve”, il bel cortometraggio del mio amico regista, Davide Minnella, che sarà proiettato il prossimo 14 Febbraio al 60° Festival del Cinema di Berlino.

Un corto che, probabilmente, farà riflettere, visto il tema di attualità in un Paese dove, spesso, si discute della condizione dei detenuti nelle carceri (basti pensare al numero di suicidi, quest’anno, in Italia) e che dovrebbe far meditare pensando, soprattutto, a quei Paesi, ancora più incivili, dove vige la pena di morte.

Come si deve” è ambientato, infatti, nella cucina di un carcere di massima sicurezza di un’ipotizzata e “non auspicabile” Italia nella quale è stata ripristinata la pena di morte. E’ un corto sull’importanza e sull’umanità del gesto che, nella vita quotidiana, potrebbe sembrare il più banale: cucinare. Sì, perché l’anziana cuoca del carcere (Piera degli Esposti), addetta a preparare l’ultimo pasto per il condannato a morte, prima di lasciare il posto, si vuole assicurare che la giovane che la sostituirà (l’unica che ha “risposto all’annuncio” e si è presentata per il colloquio: come dire che, alcuni lavori umili o gesti di umanità sono trascurati o ritenuti non importanti) sia preparata a cucinare “come si deve” rispettando scrupolosamente ogni dettaglio e badando alla sostanza anche nello scegliere gli ingredienti. La cuoca, così, non si limita a fornire alla giovane le sue ricette, ma insieme ad insegnamenti di etica ed umanità, le fornisce una rubrica coi menu, ossia, con le ultime richieste dei condannati e si premura che non siano “deluse le aspettative”, gli ultimi desideri del condannato a morte: non interessa chi sia e cosa abbia fatto il reo, è “l’ultimo pasto della loro vita” ed “è un fatto etico”!

Un cortometraggio fatto molto bene, oltre che per l’interpretazione delle famose attrici Piera degli Esposti e Diane Fleri, anche per la musica, i suoni e la scenografia.

Davide Minnella è stato anche regista di altri corti con Sergio Rubini ed ha partecipato al set dell’Isola dei Famosi, La Talpa, Amori.

Recensioni del cortometraggio sono pubblicate sul sito del Corriere della Serae su La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 Gennaio 2010 (sezione Puglia- Lecce). Roberto Di Napoli

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Delara, l’ultima chiamata ai genitori: «Mi impiccano fra poco, aiutatemi»

Posted by Roberto Di Napoli su 4 Mag 2009

Riporto la notizia che ho letto su Corriere.it . Penso che, di fronte a simili crudeltà ancora presenti su questo pianeta, ogni mio commento sia superfluo ed è immaginabile il dispiacere di tutto il mondo per questo ennesimo

SCHIFO!

Roberto Di Napoli

Corriere della Sera.it
TEHERAN – Un’ultima disperata richiesta di aiuto alle persone più care. «Mi impiccano fra pochi secondi, aiutatemi!»: così, alle 06.00 di venerdì mattina Delara Darabi, la 23enne pittrice iraniana condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni, ha informato per telefono i genitori che la stavano portando sul patibolo. Poco dopo, è stata giustiziata. Ora, come ha raccontato il suo Leggi ancora

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La ragazza-pittrice al patibolo in Iran

Posted by Roberto Di Napoli su 17 aprile 2009

Leggere i rapporti sul numero di esecuzioni di condanne a morte nel mondo, di certo, fa riflettere. Leggere che ci sono Paesi che trascinano sul patibolo, perfino, minorenni, credo che faccia rabbrividire ed indignare ogni persona umana. Eppure sono convinto che se il governo di ogni Paese minacciasse di tagliare qualsiasi rapporto -soprattutto commerciale- con quello Stato che preveda la condanna a morte, …. probabilmente, verrebbe eliminata la più grave forma di inciviltà che una Nazione è capace di manifestare mascherandola sotto le sembianze di una sanzione giuridica. So bene, tuttavia, che la mia convinzione è solo un ingenuo desiderio e ci sono rapporti commerciali che nessun governo ha il coraggio di risolvere facilmente. Ho letto la notizia che riporto di seguito sulla ragazza iraniana di 17 anni che rischia, fra tre giorni, di finire sul patibolo pur essendo innocente. Su alcuni siti (ad esempio: sul sito dell’associazione Amnesty International; cliccare qui per leggere la storia e firmare sul sito dell’associazione) è possibile sottoscrivere l’appello per tentare di salvarla. Con un gesto di pochi secondi, ognuno può contribuire nel tentativo di salvare una persona: di certo, può unirsi nel grido contro una VERGOGNA! Roberto Di Napoli

Corriere della Sera.it
Delara Darabi (a sinistra nella foto) è una iraniana di 23 anni con la passione per la pittura. Fra tre giorni sarà impiccata: nel 2003 aiutò il fidanzato in una rapina, Delara si dichiarò poi colpevole per difenderlo. Anche Roxana Saberi (a destra nella foto) è in carcere: giornalista americana-iraniana, è accusata di spionaggio. «Sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Leggi ancora

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Eutanasia: rispetto ma non condivido!

Posted by Roberto Di Napoli su 13 febbraio 2009

Il rispetto per i diritti, le libertà e le idee di ognuno (anche quando non le condivido) non mi permetterebbe mai di giudicare nè di colpevolizzare chi, di sicuro soffrendo, ha manifestato (e, purtroppo, concretizzato) una concezione della vita (e della morte) diversa dalla mia e da quella di tante altre persone. Non posso, però, negare di essere rimasto dispiaciuto sull’epilogo della vicenda E. . Chi, nei giorni scorsi, convinto di esercitare un diritto ed eseguendo, effettivamente, una sentenza (scritta e motivata in assenza di leggi in materia), ha scelto di far terminare le sofferenze e l’agonia della figlia, per me, ha compiuto un gesto coraggioso ma inaccettabile e, per la mia concezione della vita, contro natura! Posso comprendere la sofferenza di un familiare nel vedere, per anni o decenni, un proprio caro in coma irreversibile ma non riesco proprio a capire come possa pensarsi che la soluzione sia "staccare la spina": un gesto volontario, ad opera di un "terzo", compiuto per anticipare un evento, la morte, che, quand’anche non si è cristiani, è e dovrebbe restare naturale, ossia, affidato solo alla natura! E’ questo che avrebbe voluto il malato? Non credo che la volontà, la scelta di ognuno sul se e come morire (su un evento che non si può conoscere) possa essere sempre manifestato, davvero, consapevolmente nè, tanto meno, credo che si possa affermare, con sicurezza, che una scelta così importante (anzi, la più importante che possa compiere un uomo "razionale") possa considerarsi, sempre, immutabile. Come si può essere sicuri che una persona non avrebbe, poi, cambiato idea sulla scelta prima manifestata? Ritengo assurdo che si possa ragionare con presunzioni quando si tratta della vita di un uomo e quando essa dovrebbe essere indisponibile! Non lo dico soltanto da cristiano: lo dico da cittadino, da persona umana! Come si può escludere, con certezza, che una persona non cambierebbe (o non avrebbe desiderato cambiare) idea sul suo destino pur nel caso in cui, per qualsiasi disgrazia, dovesse entrare in coma o dovesse trovarsi a vivere in uno "stato vegetale" e pur soggetta a quello che può sembrare un "accanimento terapeutico"? e se, tra anni, tra decenni, tra millenni, si scoprisse che le nostre sensazioni di fame o di sete, di dolore o di piacere, la percezione dell’affetto, hanno origine in un remoto "angolo" della persona o in qualche cellula che, nel 2009, si ignorava o sfuggiva ai macchinari o agli "scienziati"? Lo so: potrei apparire un matto, un bambino o uno che voglia sognare: credo, però, che la scienza sia in continua evoluzione; quante sono state le scoperte della medicina che hanno rivelato l’erroneità di quelle che, in un determinato periodo, sembravano certezze? E, in ogni caso, come si può pensare di far morire una persona "per amore"? Rispetto le scelte di ognuno ma, come sono contrario alla pena di morte, così sono anche contrario all’eutanasia e a qualsiasi ragionamento "per presunzione" quando si tratti della vita altrui. Anzi, sarei contrario pure in presenza di una scelta dichiarata espressamente. In ogni caso, quand’anche fosse consentito decidere sul se, sul quando e su come morire nel caso in cui non si dovesse essere più in grado di deliberare, in un Paese civile non si potrebbe mai consentire o ritenere valida la scelta di morire "staccando il sondino" e, dunque, di fame o di sete!!! Roberto Di Napoli

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BUON ANNO (sperando in un Paese più civile) !!!

Posted by Roberto Di Napoli su 3 gennaio 2009

auguri buon anno 2009Con l’auspicio che il 2009 porti a tutti tanta serenità,
che sia anche l’anno della annunciate riforme
che permettano ad ogni cittadino di poter confidare
in un Paese più civile e in una giustizia più giusta,
amministrata da giudici che appaiano (oltre ad esserlo)
sempre imparziali, effettivamente responsabili e soggetti
alle leggi e alle sanzioni
come tutti i cittadini,
sperando che le promesse non restino solo
fuochi d’artificio,
i miei più cari auguri di
BUON ANNO!!!
Roberto Di Napoli

Posted in auguri alle vittime, capodanno 2009, caste, fainotizia, giorno del giudizio, giustizia giusta, malagiustizia, malasanità, paese dei balocchi, riforma ordinamento giudiziario, stato di diritto, stato sociale, tortura e pena di morte, usura ed estorsione bancaria, vittime, welfare | 1 Comment »

21 Marzo 2007- 21 marzo 2008. Un anno di vera ricchezza: migliaia di amici in più!

Posted by Roberto Di Napoli su 21 marzo 2008

il blog per la difesa dei diritti civiliL’anno scorso, grazie anche al prezioso aiuto dei miei amici "grafici" Diego, Laura e Antonio, nasceva (anzi facevo nascere) questo mio blog (cliccare qui per leggere il mio primo post). Nel 2007, la data del 21 Marzo coincideva -oltre che con l’inizio della primavera, come quest’anno, a Roma, salutata con la pioggia- con la giornata in memoria delle vittime delle mafie: giornata, quest’anno, anticipata al 15 Marzo. Pur avendo, sin dall’inizio, l’idea di utilizzare questo mega- spazio per scrivere mie piccole considerazioni sulle mafie, sui soprusi ai danni dei più deboli, sulla difesa dei diritti civili, non avrei mai immaginato che, in poco tempo, sarei riuscito a far leggere le mie pur banali opinioni da tante persone che, a loro volta, mi scrivono lasciandomi un messaggio, un commento o, ancora più spesso, email. Sono contento di ricevere manifestazioni di apprezzamento di questo blog -pur così spartano e semplice nella grafica- da parte di tanti che, evidentemente, condividono ciò che penso e s’immedesimano in quanto capitato a me, alla mia famiglia e a chissà quanti altri cittadini. Ho preferito e preferisco non pubblicare – per "buon gusto" e senso del pudore- qualche racconto di soprusi inauditi commessi da "personaggi" simili a quelli che hanno fatto soffrire la mia famiglia. Anzi: paragonandoli, mi rendo conto che non si può mai immaginare fin dove può arrivare la follia umana! Il 26 Settembre 2006, su un quotidiano nazionale (Il Tempo) che dedicò un articolo al mio sciopero della fame e a quanto stava succedendo alla mia famiglia (vittima di usura, estorsione bancaria e, soprattutto, di malagiustizia), dichiarai che quanto verificatosi il giorno prima (ancora non sapevo quanto -di ancora peggio- sarebbe accaduto il 16 Ottobre) non lo avevo mai "(…) visto nè mai letto essere avvenuto in altre epoche e in altri Stati". Ho letto, invece, in questi mesi, quanto accaduto a qualche altra vittima che ha subito, addirittura, offese più gravi paragonabili, secondo me, a quei metodi "subdoli" che, da quanto raccontato sui libri di storia o nei documentari, mi pare siano stati, talvolta, utilizzati soltanto nel regime nazista contro gli oppositori o contro le vittime delle leggi razziali. Si vergogni chi, in qualsiasi veste, ha fatto ingiustificato uso della violenza o della tortura fisica o psichica solo per paura di compromettere la (forse non sempre brillante) carriera oppure, "approfittando del momento", per vendicarsi contro qualche soggetto antipatico (o odiato) o, ancora, seguendo la propria inclinazione a piegarsi e rispondendo alla logica (a volte confusa) del "signorsì", per accontentare il prepotente di turno. Si vergognino tali "personaggi"! Potranno avere goduto qualche ora di gioia ma io (proprio come tante persone civili che, per fortuna, ancora esistono) sono più forte: perchè sono un cittadino e continuerò sempre a credere nella giustizia amministrata dal Giudice terzo ed imparziale; sono e mi ritengo, poi, anche un cristiano per cui credo, voglio e devo credere in quella vera, unica Giustizia amministrata dal Giudice davanti al quale tutti siamo…. citati nel Giorno del Giudizio. Si ricordi, quindi, chiunque, abusando illegittimamente delle proprie prerogative, funzioni o di una determinata situazione, faccia o abbia fatto soffrire  il più debole o, comunque, la persona onesta, che, oltre ad essere un delinquente, è ridicolo. Anzi: è piccolo, piccolo, piccolo! Ci rifletta! Prima o poi, perde! Potrà essere favorito ogni giorno, potrà avere accontentato qualcuno ma …… esiste, pur sempre, il famoso Giudice a Berlino e dovrebbe esserci un Altro Giudice ancora più in Alto: ed è con Lui che, di certo, tutti, faremo i conti!

Sono davvero contento, insomma, di avere conosciuto, tramite il blog, tanti "amici" sparsi in ogni parte d’Italia: molti, come dicevo, vittime di malagiustizia o, comunque, di soprusi. Leggere, scrivere, parlare, confrontarsi, d’altronde, è il peggior dispetto che si possa fare a chi, ogni giorno, tenta di fare del male e di rubare in silenzio. Continui pure (finchè la Giustizia non se ne accorga e lo punisca)! Non riuscirà mai, però, a rubare del tutto o ad impedire la parola: tanto meno le idee delle persone oneste! Roberto Di Napoli

Posted in amici veri, caste, censura, clan, collusioni, comitato solidarietà vittime us, degrado pubblica amministrazione, egoismo, eroi, esaltati, estorsione, fanatici, giorno del giudizio, giustizia giusta, idioti, indifferenti, informazione, intrecci, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, paese dei balocchi, pazzi, porcate, portatori di mafia, racket, radicali, regolamento di conti, responsabilità magistrati, salento, solidarietà, stato di diritto, storie semplici, tortura e pena di morte, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 4 Comments »

 
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