IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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  • Dal sito Foroeuropeo: video seminario del 14 maggio 2019

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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

7 luglio 2020: ospite al convegno in videoconferenza organizzato da Il Foro Europeo su usura, mutuo e prova del credito

Posted by Roberto Di Napoli su 7 luglio 2020

Oggi, 7 luglio 2020, dalle 13,30 alle 16,30, sarò relatore, insieme al collega avv. Daniele Rossi, al seminario organizzato da Il Foro Europeo nell’ambito del ciclo di videoconferenze di gruppo accreditate per la formazione continua.

Pubblico di seguito il programma:

– Le principali novità giurisprudenziali della Corte di Cassazione (26946/2019, 26286/2019, 17447/2019)

– L’eccezione di usurarietà: onere probatorio o rilevabilità d’ufficio

-La natura dei decreti ministeriali per la determinazione dei tassi soglia: pronunce e aspetti controversi

-Inquadramento giuridico e perfezionamento del contratto di mutuo;

-Natura giuridica del contratto di mutuo

-Classificazione delle forme di restituzione della somma mutuata e caratteristiche delle modalità di ammortamento. Divergenza tra tasso indicato e quello applicato nel contratto di mutuo

-Regolamentazione del fenomeno anatocistico nel contratto di mutuo

-Indeterminatezza del tasso di interesse ed anatocismo degli interessi

-La prova del credito

-L’esame delle condizioni dell’azione esecutiva: sospensione e vizi rilevabili d’ufficio

 

Maggiori dettagli sulle modalità di iscrizione alle videoconferenze e sull’attività formativa sono pubblicati sul sito foroeuropeo.it (cliccare qui).

Il video del seminario sarà accessibile anche sul canale Foroeuropeo di Youtube (in tal caso senza riconoscimento di crediti formativi)

 

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E’ davvero necessaria un’ulteriore riduzione del periodo di sospensione feriale? Quali sarebbero i diritti fondamentali compromessi dalla normativa vigente?

Posted by Roberto Di Napoli su 14 giugno 2020

Nei giorni scorsi, su alcuni quotidiani e siti internet, sono stati pubblicati alcuni articoli con una proposta per agevolare la ripresa dell’attività giudiziaria dopo la cosiddetta fase 2: la riduzione – anzi, sarebbe meglio dire: l’ulteriore riduzione- del periodo feriale che, come è noto, decorre dal 1° al 31 agosto. Sul quotidiano Il Dubbio, lo scorso 5 giugno, nell’articolo Contro la paralisi della Giustizia, meno ferie alla magistratura è stata pubblicata la proposta di un deputato Dem e del PD secondo cui, quest’anno, sarebbe opportuno limitare il più possibile il periodo feriale. Soluzione analoga è stata prospettata anche su altri siti secondo cui anche una parte dell’avvocatura sarebbe favorevole.

Pur nella consapevolezza della necessaria ripresa, a pieno regime, dell’attività giudiziaria, credo, tuttavia, che l’idea di ridurre, per quest’anno, il periodo di sospensione feriale dei termini non tenga conto di alcuni fattori. E’ sicuramente vero che è diffusa tra i cittadini l’erronea convinzione secondo cui, ogni anno, dal 1° al 31 agosto i Tribunali “chiudano” e gli avvocati siano tutti realmente in vacanza. Accompagnata, probabilmente, da una simile, fantastica “immagine vacanziera”, nel 2014 si è già introdotta una norma di legge (Decreto Legge n. 132/2014, convertito con modificazioni dalla L. 10 novembre 2014, n. 162) che ha ridotto il periodo, sin dal 1969, fissato dal 1° agosto al 15 settembre . Molti cittadini (e, probabilmente, alcuni politici) non sanno che moltissime materie non sono – né mai sono state- soggette a sospensione: alcuni procedimenti (quali, ad esempio, quelli aventi ad oggetto controversie di lavoro, separazioni, alimenti, cautelari, esecuzioni, opposizioni esecutive, opposizioni a dichiarazione di fallimento) sono sempre stati sottratti alla sospensione feriale dei termini, con la conseguenza che, nelle suddette cause, le udienze possono essere fissate e gli avvocati devono, comunque, rispettare i termini per memorie o difese che scadano nel periodo 1-31 agosto

In secondo luogo, ho la sensazione che si confonda il periodo di “quarantena” con quello di “vacanza”. Sarei curioso di sapere: quanti avvocati si sono rilassati nel triste e difficile periodo appena trascorso al punto da potere rinunciare alla sospensione dei termini nel “periodo feriale”? Le aule di giustizia, e, ancora prima, gli spazi in cui gli avvocati, in genere, attendono pazientemente prima di entrare per discutere le cause, consentirebbero di lavorare dignitosamente ed efficacemente nel mese di agosto così come nel resto dell’anno? Gli spazi di tutti gli Uffici Giudiziari sono muniti di condizionatori adeguati nel rispetto della normativa e delle condizioni igienico- sanitarie dettate per fronteggiare l’emergenza Covid-19? Quid iuris, quale sarebbe la conseguenza, in merito alla scadenza dei termini per alcuni atti (si pensi alle memorie o comparse conclusionali) che, ad esempio (dal 3 giugno), fossero già iniziati a decorrere e che, in virtù della legge vigente, scadrebbero dopo la sospensione feriale? Sarebbero ridotti con una norma retroattiva? Non mi meraviglierei vista la “chiarezza” di leggi e decreti emessi negli ultimi mesi, ma non saprei quali possano essere i vantaggi in termini di riduzione della durata dei giudizi, nel caso in cui, poi, sorgessero dubbi o dovessero sollevarsi eccezioni di nullità o questioni di costituzionalità.

Altro punto, a mio avviso, non sufficientemente considerato: come già ho scritto più di una volta, su questo mio pur modesto blog, mi pare difficile credere che un avvocato riesca a usufruire dell’intero periodo 1-31 agosto per godere del dovuto riposo dopo un anno di lavoro. Pur se non si considerasse quanto detto sopra, ossia, la circostanza che molte sono le materie che non sono soggette a sospensione, è indubbio che se un atto scade il 1° settembre, la preparazione e redazione necessitino dell’impegno per i giorni o le settimane antecedenti. Credo che, in sostanza, il periodo effettivo in cui un avvocato possa godere della pausa feriale (sempre che non abbia udienze o atti relativi a materie sottratte a sospensione) sia già ridotto a poco più di una settimana o massimo 10 giorni. Ora, mi chiedo: riducendo ulteriormente il periodo di sospensione (o eliminandolo completamente visto che questo sarebbe l’effetto pratico che ne conseguirebbe), quali sarebbero le ricadute nel settore del turismo o dei trasporti qualora vi fossero avvocati costretti ad annullare prenotazioni di voli aerei o biglietti di treni o di alloggi o l’abbonamento dell’ombrellone? Secondo quanto riportato dal settimanale Panorama (n. 23 – 3 giugno 2020) le agenzie di viaggi, dopo 3 mesi di chiusura, avrebbero subito la riduzione dell’80% dei ricavi: non si è considerato, però, che forse potranno esserci pure avvocati che, ad agosto, potranno essere costretti a rinunciare alle “già brevi” vacanze. Sarà previsto, poi, un “bonus bebè” laddove avvocati con figli, per lavorare, siano costretti a richiedere l’assistenza di babysitter, o si dovrebbe utilizzare quello stesso credito di imposta che era stato ideato per incentivare le vacanze di famiglie o single? Oppure, gli avvocati non devono godere di alcun periodo di riposo e non devono ricevere gli stessi sussidi previsti per altre categorie di lavoratori?

Sarebbe utile che i politici ideatori della proposta precisassero quali sarebbero le materie urgenti ed indifferibili che “soffrirebbero” della sospensione dei termini (visto che, mi pare, le materie che incidono sui diritti fondamentali non sono soggette a sospensione).

Fermo restando che sarebbe pur sempre necessario che gli spazi di tutti gli Uffici Giudiziari consentissero, come detto sopra, di potere lavorare nell’intero mese di agosto in condizioni adeguate, qualora non vi siano altre soluzioni se non quella di ridurre -ulteriormente- il periodo di sospensione per ogni materia (anche se, ripeto, dubito che ciò sia necessario e ritengo di dubbia legittimità una norma retroattiva che incida sui termini che siano già iniziati a decorrere) o di assicurare lo svolgimento di quei giudizi in cui le parti non intendano usufruire dei termini di sospensione feriale, allora una soluzione più equa e rispettosa dell’ “affidamento” di tutte le parti o dei difensori, a mio avviso, potrebbe essere quella di consentire la fissazione di udienze o la decorrenza dei termini (nel periodo che, invece, altrimenti, sarebbe “sospeso”) su istanza congiunta delle parti. In tal caso, sarebbe utile prevedere, però, che ogni eventuale provvedimento conseguente debba essere emesso entro un breve termine per non vanificare l’attività svolta dai difensori.

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19 giugno 2020, webinar organizzato da Maggioli Formazione sulle principali contestazioni nei rapporti di mutuo

Posted by Roberto Di Napoli su 6 giugno 2020

Il 19 giugno p.v., dalle 15 alle 17, nuovo webinar organizzato da Maggioli Formazione sulle principali contestazioni nei rapporti di mutuo. Informazioni, modalità di iscrizione e per l’invio di quesiti sono pubblicate sulla pagina dell’organizzatore (cliccando qui). Il webinar è in fase di accreditamento presso il CNF.

Riporto di seguito il programma:
● L’esigenza di liquidità nella crisi economica da Covid-19. Gli interventi normativi. L’utilizzo dei prestiti garantiti
dallo Stato al fine di estinguere pregresse passività
● Il contratto di mutuo
● La nullità per difetto di causa in concreto e differenza con eccezioni relative al mutuo di scopo
● Usurarietà e questioni in merito ad oneri eventuali (interessi moratori, commissioni di estinzione anticipata,
penali per risoluzione contrattuale)
● Problematiche relative alla determinazione del tasso di interesse attraverso parametri estrinseci al contratto.
Alcune decisioni in merito al parametro “Euribor”
● Giurisprudenza sul piano di ammortamento in regime di capitalizzazione semplice e composta.
● L’azione di accertamento negativo del credito e di ripetizione – Onere della prova.
● I requisiti del titolo esecutivo- L’esame della sussistenza delle condizioni dell’azione esecutiva- L’opposizione all’esecuzione
● Il bilanciamento tra diritto di credito e tutela dell’esecutato. Da alcune pronunce della Corte di Giustizia ai recenti interventi normativi a tutela del debitore

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Verifica dell’usurarietà: i decreti ministeriali sono conoscibili dal Giudice del merito anche se non prodotti dalle parti

Posted by Roberto Di Napoli su 18 maggio 2020

Con ordinanza del 13 maggio 2020, n. 8883, la Terza sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione di grande rilevanza in tema di verifica dell’usurarietà e che, finora, è stata molto dibattuta dinanzi ai Giudici di merito: l’onere della produzione dei decreti ministeriali. La Suprema Corte, discostandosi da quanto era stato sostenuto con ordinanza del 30 gennaio 2019, n. 2543, ha affermato, in sostanza, che la disciplina regolamentare in materia di superamento del tasso soglia, ai fini della valutazione dell’usura, ha carattere integrativo della normativa dettata in via generale dalla legge penale e civile e deve, pertanto, essere conosciuta dal giudice del merito, nonché applicata alla fattispecie, indipendentemente dall’attività probatoria delle parti che l’abbiano invocata.

Sulla banca dati Diritto e contenzioso bancario, è pubblicata una breve nota mia e del collega Avv. Carlo Fede: “Verifica dell’usurarietà: i decreti ministeriali sono conoscibili dal Giudice del merito anche se non prodotti dalle parti” – breve nota a Cass. civ., sez. III, ord. 13 maggio 2020, n. 8883.

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Covid-19: Il prontuario delle risposte per imprese e famiglie: una “guida operativa”, in formato ebook, di Fabiola Pietrella e Sara Magi

Posted by Roberto Di Napoli su 15 maggio 2020

In poco più di tre mesi, la produzione normativa sopravvenuta per fronteggiare un’emergenza che ha investito e coinvolge non solo la vita e la salute “fisica” dei cittadini ma anche la vita di imprese e di ogni altro soggetto giuridico -così come la stessa attività della Pubblica Amministrazione o il funzionamento di settori fondamentali- non poteva che essere copiosa ed articolata. Le limitazioni (per non dire: restrizioni) alla circolazione dei cittadini o all’esercizio di ogni attività (con l’esclusione di quelle ritenute essenziali o delle pochissime consentite) ha determinato, come sappiamo, il lockdown con le note e gravissime ricadute sotto il profilo economico fino a doversi dare risposte alle principali preoccupazioni ed esigenze dei cittadini, dei lavoratori e degli imprenditori. Col d.l. 17 marzo 2020, n. 18 e col successivo d.l. 8 aprile 2020, n. 23 (rispettivamente, denominati -con una valutazione dell’efficacia o della velocità della “terapia”, forse, un pò “sovrastimata”- Decreto “Cura Italia” e “Decreto Liquidità”) sono state introdotte varie misure volte al potenziamento del Servizio Nazionale, al sostegno delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori: ciò anche attraverso il supporto al credito o la sospensione di adempimenti fiscali o previdenziali o incentivi. Pur non potendosi negare le evidenti difficoltà nel fronteggiare, in pochissimo tempo, un’emergenza che soltanto, forse, in tempo di guerra, avrebbe reso indispensabile l’intervento in così tanti settori, appare difficile affermare che gli interventi normativi siano stati sufficienti ed idonei a fornire al cittadino la chiarezza che dovrebbe, in teoria, essere insita in ogni norma di legge e a dare risposta concreta alle concrete necessità quotidiane del cittadino-operatore economico (sia esso lavoratore autonomo o imprenditore o professionista).

L’ultimo lavoro di Fabiola Pietrella e Sara Magi (Studio Pietrella Bruè), entrambe dottoresse commercialiste  “Covid-19: Il prontuario delle risposte per imprese e famiglie“, edito, in formato ebook, da Revelino Editore, che ho letto e apprezzato molto, credo costituisca un valido ausilio nella lettura dei recenti provvedimenti legislativi nonché una pratica guida (o “prontuario” come, appunto,  suggerisce lo stesso titolo) ai più frequenti quesiti che si pone -o si è posto- in questo periodo di emergenza, il professionista ma anche il cittadino, l’imprenditore o il lavoratore autonomo. L’opera è strutturata, infatti, con oltre cento domande e risposte suddivise per sei diverse tematiche corrispondenti alla contabilità, alla fiscalità e consulenza, al diritto fallimentare, al terzo settore, ai soggetti in regime dei minimi e forfetari e alle paghe e contributi: dalle domande (apparentemente) più semplici e frequenti quali “Ho un negozio di ortofrutta, posso proseguire l’attività?“, “Cosa devo fare per effettuare le consegne a domicilio?“, a quelle più specifiche: “Sono un praticante avvocato, senza partita iva né contratto di lavoro, genitore di un figlio di 4 anni. La mia compagna è socia amministratrice di S.r.l.. Posso richiedere il bonus baby sitter?“, “Gli amministratori di una società, iscritti alla gestione separata INPS e che ricevono anche un cedolino per compenso amministratori possono richiedere l’accesso all’indennità dei 600 euro?  o “tecniche”: Le moratorie sui mutui e finanziamenti previste dall’art. 56 D.L. 18/2020 che effetti hanno in bilancio?” , “In presenza di fattura elettronica vi è l’obbligo di emettere documenti di trasporto (cd. d.d.t), considerando la situazione di emergenza sanitaria da Covid-19 e il D.L. 18/2020?

Riporto di seguito il link alla pagina con l’indice sommario: https://revelinoeditore.it/2020/04/29/covid-19-il-prontuario-delle-risposte-per-imprese-e-famiglie/

Fabiola Pietrella e Sara Magi sono autrici anche di “Le procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza“, edito dalla stessa Revelino Editore, nonchè la dott.ssa Pietrella di “Fiscologia”, Bruno Editore, 2019.

 

pietrella covid19

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Il pensiero e la preghiera del Papa per le famiglie in difficoltà e per la conversione degli usurai. Ma “chiunque” sia l’usuraio o a seconda del criterio di calcolo?

Posted by Roberto Di Napoli su 23 aprile 2020

Questa mattina Papa Francesco, nell’omelia durante la Messa a Santa Marta, ha rivolto il pensiero e pregato per quanti, in questo periodo di pandemia,  si trovano in situazione di bisogno e sono vittime dell'”aiuto” degli usurai. Ha ricordato che “In tante parti si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo le “aiuta” il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale: famiglie di gente che ha un lavoro giornaliero, o purtroppo un lavoro in nero, che non possono lavorare e non hanno da mangiare … con figli. E poi gli usurai gli prendono il poco che hanno. Preghiamo. Preghiamo per queste famiglie, per quei tanti bambini di queste famiglie, per la dignità di queste famiglie e preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano.

Mi sono chiesto: è possibile che il Santo Padre abbia inteso riferirsi solo ed esclusivamente agli usurai di strada, ai cosiddetti cravattari? Sono solo questi “gli usurai” che a quanti non possono lavorare o non hanno da mangiare “gli prendono il poco che hanno“? O ha considerato le difficoltà in cui si trovano le persone o famiglie qualunque sia l’usura?

In Italia, l’art. 644 cod. pen. punisce chiunque si fa promettere o dare interessi o altri vantaggi usurari ed il limite oltre il quale gli interessi sono usurari è previsto dalla legge. Qualora venisse superato il tasso soglia relativo alla categoria di operazione, il soggetto che si sia fatto promettere o dare interessi o altri vantaggi usurari sarebbe punito penalmente e incorrerebbe nella sanzione civilistica della “non debenza” di alcun interesse. Se mai a commettere il reato fosse un soggetto nell’esercizio dell’attività bancaria o fosse commesso ai danni di un imprenditore, vi sarebbe, poi, una circostanza aggravante che determinerebbe l’aumento della pena. La questione è un pò complessa ma, sinteticamente, si può dire che la giurisprudenza ha dato alcuni “chiarimenti” (pur essendoci  alcuni dubbi su casi concreti): sarebbe rilevante solo il momento della pattuizione per cui, se oggi venissero chiesti i tassi originariamente pattuiti, sebbene, oggi, possano essere divenuti usurari, la pretesa non sarebbe punibile (e, quindi, il debitore potrebbe essere costretto a corrispondere quegli stessi tassi che, se pattuiti oggi, sarebbero illeciti); se in un rapporto di conto corrente, il saldo contiene commissioni di massimo scoperto realmente addebitate nel corso del rapporto, esse (malgrado il tenore letterale dell’art. 644 c.p.) non dovrebbero essere conteggiate insieme agli interessi per cui, inevitabilmente, la percentuale “sembrerebbe” più bassa e, dunque, non usuraria (se, invece, lo stesso costo fosse richiesto dall’usuraio cravattaro nessuno dubiterebbe sulla punibilità). Vi è anche un contrasto sulla questione della rilevanza degli interessi moratori ai fini della verifica dell’usurarietà. Non sono pochi i casi in cui giudici penali hanno accertato il tasso di interesse usurario ma hanno assolto imputati, funzionari di banche, per mancanza del dolo per avere essi seguito istruzioni della Banca d’Italia senza la consapevolezza e volontà di richiedere interessi usurari. Non sono poche, però, nemmeno le persone che, ancora oggi, subiscono o hanno subito ingiuste pretese e che hanno subito la perdita della casa o della propria impresa o che si sono ammalate o hanno rinunciato alla vita; persone che, per avere il proprio nominativo segnalato ingiustamente in una “centrale rischi”, non hanno “merito creditizio” nonostante, magari, non siano nemmeno realmente “debitori” e non sanno come pagare i dipendenti o le utenze domestiche o sfamare i figli o far loro avere la stessa serenità dei loro amici.

Sarebbe auspicabile che le parole del Santo Padre fossero ascoltate da “chiunque” si faccia “promettere” o “dare” interessi o altri vantaggi in corrispettivo di denaro o altra utilità riflettendo, profondamente, se una determinata pretesa possa essere usuraria o illegittima e, soprattutto, sulle sofferenze che essa può comportare, sulle privazioni, sulle lacrime delle persone oneste e delle loro famiglie.

Chissà se e come, nel Giorno del Giudizio, il Signore giudicherà l’usuraio e se, a parità di sofferenze patite dalle vittime, riterrà “ammissibili” giustificazioni fondate su una diversa “metodologia di calcolo”. Il Papa ha pronunciato alcune parole che credo possano essere un monito e un aiuto chiunque sia l’usuraio che faccia soffrire: (…) “preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano“.

Non è la prima volta, peraltro, che Papa Francesco ha rivolto il  pensiero e la preghiera verso chi ha difficoltà di sostentamento e sia esposto al pericolo dell’usura. Si ricorda ancora quanto disse il 29 gennaio 2014, alla fine dell’udienza Generale in Piazza San Pietro: (…) “auspico che le Istituzioni possano intensificare il loro impegno al fianco delle vittime dell’usura, drammatica piaga sociale. Quando una famiglia non ha da mangiare, perché deve pagare il mutuo agli usurai, questo non è cristiano, non è umano! E questa drammatica piaga sociale ferisce la dignità inviolabile della persona umana”. 

Dal sito Vatican News, 23 aprile 2020: “Il Papa prega per le famiglie in crisi e per la conversione degli usurai che le affamano

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La sospensione dei termini nei giudizi civili nel periodo di emergenza. Un mio ebook edito da Maggioli.

Posted by Roberto Di Napoli su 8 aprile 2020

Cosa significa “sospensione dei termini”? E’ sospeso il processo? Ricevuta la notifica di un atto di precetto, è possibile proporre opposizione ex art. 615, primo comma, c.p.c. richiedendo la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo? Sono sospesi i termini di scadenza delle rate determinate in seguito a conversione di pignoramento?copertina ebook Le sospensioni processuali guida operativa per l'avvocato civilista

Sono alcune delle domande a cui ho cercato di dare una mia personale risposta in un vademecum Le sospensioni processuali: Guida operativa per l’avvocato civilista, uscito da pochi giorni, in formato ebook, edito da Maggioli Editore (acquistabile dalla pagina del sito della casa editrice, qui da cui e’ possibile scaricare anche l’addenda che tiene conto, oltre che della proroga dei termini fino all’11 maggio p.v., di quanto sancito dal d.l. 23/2020 in merito alla scadenza di cambiali, titoli cambiari e altri titoli esecutivi nonché relativamente alla improcedibilità dei ricorsi per fallimento).

La vasta partecipazione al webinar organizzato da Maggioli Formazione il 24 marzo 2020 sugli effetti delle recenti misure emergenziali nei giudizi civili, unitamente ai numerosi quesiti posti, mi ha indotto a pensare che potesse considerarsi utile una pur breve guida sui più frequenti dubbi che possono sorgere dalla (non chiarissima) normativa sulla sospensione (cosiddetta) “straordinaria” dei termini procedurali, nei giudizi civili, prevista dal decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 (termini prorogati fino all’11 maggio p.v. dal sopravvenuto decreto legge 8 aprile 2020 n. 23).

Ho cercato di riunire le domande più frequenti all’interno delle seguenti aree:

1. Sospensione dei termini ed esercizio dell’azione
2. Atti difensivi, memorie e comparse
3. Procedimento monitorio ed opposizione a decreto ingiuntivo
4. Separazioni, alimenti e mantenimento
5. Impugnazioni
6. Precetto ed opposizioni
7. Procedure esecutive
8. C.T.U.
9. Procedure concorsuali
10. Termini sostanziali
11. Strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie
12. Rilascio degli immobili
13. Termini per la domanda di risarcimento per la durata eccessiva del processo (cd. Legge Pinto)

In Appendice, è riprodotto il testo dei seguenti provvedimenti normativi:
D.L. 23 febbraio 2020, n. 6
D.L. 2 marzo 2020, n. 9
D.L. 8 marzo 2020, n. 11 

D.L. 17 marzo 2020, n. 18
Comunicato Banca d’Italia del 3 aprile 2020 

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Il 27 marzo 2020 è morto il dott. Federico Di Napoli. Da dirigente di banche fino ad esserne anche Lui vittima. Oggi, sarà rivolta una preghiera durante la Messa nella Cattedrale di Gallipoli che potrà essere vista in streaming.

Posted by Roberto Di Napoli su 6 aprile 2020

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In un periodo già reso triste, per tutti, dalle attuali e note misure restrittive che impongono di rimanere a casa a causa dell’emergenza solitaria, Lui, mio zio Federico, persona ironica e scherzosa ma pur sempre Uomo distinto e riservato (come è stato ricordato dalle centinaia di amici, conoscenti o “contatti” su facebook), se ne è andato così, in silenzio, da solo, a 68 anni.

Laureato a Bari in Economia e Commercio, ha ricoperto, fino a metà degli anni ’90, cariche di rilievo in varie banche e istituti di credito sia di rilevanza locale che nazionale.

Anche Lui, tuttavia, ha conosciuto gli abusi bancari. Socio accomandante di una società fondata da mio padre, ha conosciuto, negli ultimi 20 anni, i paradossi di una procedura fallimentare per la quale , ancora oggi, si cerca di avere Giustizia dal momento che è stata chiesta ed ottenuta nel 2000 senza prove di validi crediti -e, addirittura, con tassi dichiarati fino al 292%- nonostante un patrimonio di oltre 30 milioni di euro svenduto. Sebbene la Cassazione abbia riconosciuto illegittimo il proscioglimento dal reato di usura dei responsabili di una nota banca locale, nessuno degli imputati è stato punito. Anzi. Il 22 gennaio 2020 è stata dichiarata la prescrizione del reato e chissà se anche questo non abbia aggravato la Sua sofferenza.

Viveva a Lecce. Soffriva di alcune patologie e a metà marzo è stato ricoverato nell’ospedale di Casarano dove è deceduto il 27 marzo scorso. Non nascondo, oltre al dispiacere, la tristezza per non essere potuto andare a stargli affianco quando avevo capito la gravità delle condizioni. Forse, però, era così che dovevo salutarlo: da lontano, col pensiero e ricordando, verso di me, la Sua solarità. Pur dopo alcuni anni di “pausa” dovuta ad alcune “vicissitudini” familiari, quando mi telefonava o incontrava sapeva farmi sorridere anche quando ero preoccupato o non ero “in vena” di scherzare.

Ringrazio anche qui per le centinaia di commenti e pensieri affettuosi ricevuti su facebook, sia sulla bacheca mia che su quella di mio padre, Luigi. Oggi, alle 18,30, durante la Santa Messa celebrata nella Cattedrale di Gallipoli, che può essere ascoltata e vista in streaming dalla pagina Facebook “La Sentinella di Gallipoli” o sotto al presente post, sarà ricordato il Suo nome pregando e confidando che sia già nel Regno dei Giusti abbracciato dal Signore.

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