IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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      Pullman a fuoco sulla A10, galleria chiusa: 12 chilometri di coda Venerdì 20 aprile l'incidente a un autobus che trasportava 30 studenti marchigiani nel tunnel all'altezza di Spotorno, sabato chilometri di file per i vacanzieri diretti nel Ponente ligure Parole chiave: autostrade liguria vigili_del_fuoco incendi traffico […]
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Il diritto di impresa tra tutela del credito e principali vizi nei rapporti bancari- Convegno a Lecce organizzato da Unimpresa

Posted by Roberto Di Napoli su 22 dicembre 2017

Apprezzabile la consapevolezza della rilevanza, per gli imprenditori (oltre che per avvocati, giuristi e consulenti contabili), dei vizi nei rapporti bancari e degli strumenti per difendersi in caso di controversie o, quantomeno, per conoscere gli orientamenti della giurisprudenza sulle questioni che più frequentemente emergono nel contenzioso tra banca e utente.

Ho accettato volentieri, quindi, l’invito a partecipare, accanto ad autorevoli relatori, al convegno organizzato a Lecce, oggi pomeriggio 22 dicembre, da Unimpresa col patrocinio della Provincia di Lecce, delll’Ordine degli Avvocati di Lecce, dell’Ordine dei commercialisti e degli Esperti contabili locale, dell’Aiga e della Fondazione Messapia.

Il convegno è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Lecce per la formazione continua con il riconoscimento di 3 crediti formativi.

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18 milioni di italiani a rischio povertà o esclusione sociale: colpa solo della “crisi economica”?

Posted by Roberto Di Napoli su 15 dicembre 2017

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati alcuni dati statistici secondo cui 18 milioni di italiani sarebbero a rischio di povertà.

Credo che non ci sarebbe stato nemmeno bisogno che una tale “diagnosi” del gravissimo malessere del Paese e, prima ancora, dei suoi cittadini provenisse dall’Istat: e’ sufficiente avere il minimo funzionamento della “vista” e una normale percezione della “triste realtà”, evidente da anni e, forse, anzi, sempre più drammatica. Sarebbe stata un’analisi ancora più completa se si fosse quantificato e pubblicato il numero dei “suicidi” negli ultimi 5 o 6 anni, il numero degli sfratti eseguiti, di rilasci di abitazioni o di chiusura di aziende. Quali sono le reali cause? E’ possibile che si riconducano, sempre, alla solita “crisi economica” e quasi mai alla “crisi della politica” o al “cambio di rotta” nell’attivita’ legislativa rispetto a quelli che dovevano essere i diritti inviolabili sanciti nella Costituzione e gli interessi che lo Stato avrebbe dovuto promuovere? Credo che sarebbe sufficiente riflettere sulla legislazione degli ultimi anni per trovare alcune delle principali cause o, quantomeno, per porsi alcuni interrogativi.

Un confronto tra il numero di provvedimenti emanati nel rispetto -o a tutela- dei diritti fondamentali della persona umana e quelli aventi, invece, come unico scopo la riduzione della spesa pubblica (anche a pena di compromettere quei diritti fondamentali dei cittadini o i servizi essenziali per assicurare la salute o l’amministrazione della giustizia) o il pareggio del bilancio o il salvataggio di banche potrebbe, forse, aiutare a domandarsi se tale drammatica situazione economica in cui versano 18 milioni (se non di più) di persone non sia la normale conseguenza dell’evidente sostituzione dell’obiettivo di assicurare la dignità, la salute, la vita, la giustizia ai cittadini (fini che dovrebbero essere quelli formalizzati in vari articoli della Costituzione oltre che della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) con quello di assicurare la riduzione del debito pubblico (che non si comprende come possa azzerarsi in un Paese che, da tempo, ha ceduto la sovranità monetaria e non solo) o mere logiche contabili di bilancio (anche al costo che sia compromessa l’efficiente -e non solo formale- tutela dei diritti fondamentali).

Pubblico di seguito la notizia e il link alla pagina del sito di Tgcom24 da cui è estratta:

Quasi uno su tre: la schiera delle persone in difficoltà supera di 5.255.000 unità rispetto agli obiettivi della Strategia Europa 2020

Sorgente: Istat: 18 milioni di italiani sono a rischio povertà o esclusione sociale – Tgcom24

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Dal sito Tgcom24 “Gestiva cause per conto di amici imprenditori, arrestato magistrato” 

Posted by Roberto Di Napoli su 11 dicembre 2017

Se i fatti dovessero risultare confermati con sentenza definitiva -visto che non può che valere nei confronti di chiunque il principio di presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva- si dovrebbe dare atto, in questo caso, dell’efficienza della Procura e degli investigatori sebbene ad essere indagato sia un magistrato. E’auspicabile che analoga attenzione sia posta sempre, ovunque, di fronte a fatti gravi : lo impone la necessaria fiducia che il cittadino deve avere nei confronti della Giustizia e la conferma che non ci devono e non ci possono essere soggetti “impunibili” o “irresponsabili”.

Pubblico di seguito la notizia e il link al sito Tgcom 24: Il giudice, in servizio a Reggio Calabria, ora è ai domiciliari. Per la Procura di Napoli riceveva varie utilità in cambio di sentenze favorevoli. Altre sei persone sono finite nell’inchiesta

Sorgente: Gestiva cause per conto di amici imprenditori, arrestato magistrato – Tgcom24

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30 novembre 2017, seminario a Velletri sulle “Controversie tra banca e utente”

Posted by Roberto Di Napoli su 29 novembre 2017

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio: banche condannate anche dall’Antitrust per pratiche scorrette al fine di ottenere l’autorizzazione per capitalizzare gli interessi

Posted by Roberto Di Napoli su 21 novembre 2017

Pubblico di seguito il testo della notizia estratta dal sito del quotidiano La Repubblica e il link alla relativa pagina.

Multate Unicredit, Banca Nazionale del Lavoro e Intesa San Paolo per anatocismo: hanno attivato le procedure attraverso autorizzazioni online che non consentivano ai clienti di dire no

Fonte: La Repubblica.it Antitrust, 11 milioni di sanzioni alle banche per gli interessi sugli interessi

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Taranto, 10 novembre 2017- seminario su usura e indebiti bancari: approccio giurimetrico e modalità rivendicative

Posted by Roberto Di Napoli su 9 novembre 2017

Domani interverro’, a Taranto, all’interessante seminario organizzato da Sos Utenti – col patrocinio dell’Universita’ degli studi di Bari, degli Ordini degli Avvocati e dei Commercialisti di Taranto, dell’Aiga, del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria di Taranto- presso il Dipartimento in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo, su usura e indebiti bancari. Tra i relatori, autorevoli professori universitari, magistrati e avvocati. Moderatrice sara’ la collega Avv. Alessandra Fabiani. Il seminario è accreditato per il riconoscimento di crediti formativi.

Per scaricare il file pdf con il programma e la scheda dei relatori, cliccare qui.

Sul sito della Sos Utenti è possibile scaricare anche i lavori di altro interessante seminario tenutosi a Catania lo scorso 13 ottobre (cliccare qui)

locandina seminario Taranto 10 novembre 17 1

locandina seminario Taranto 10 novembre 17 2

locandina seminario Taranto 10 novembre 17 3

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Convegno gratuito a Santa Lucia di Piave, sabato 21 ottobre 2017

Posted by Roberto Di Napoli su 18 ottobre 2017

Ricevo e pubblico volentieri la notizia di un interessante convegno, sabato 21 ottobre p.v., a Santa Lucia di Piave (Treviso). Tra i relatori, l’amica e collega avv. Sabrina Macciò.

convegno su soluzione debiti Santa Lucia di Piave

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La banca pignora il quinto dello stipendio a causa di un mutuo del 1996 ma l’esecutato contesta l’effettiva erogazione del capitale. Il giudice sospende e, poi, estingue la procedura condannando la banca alla rifusione delle spese di lite

Posted by Roberto Di Napoli su 11 ottobre 2017

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La prova della destinazione del capitale di un mutuo ad una società piuttosto che al mutuatario, in assenza di valida giustificazione da parte della banca, ha determinato il giudice, dapprima, ad accogliere l’istanza –proposta dall’esecutato da me assistito- di sospensione della procedura esecutiva mobiliare presso terzi e, successivamente, ad estinguere la procedura condannando la banca al pagamento delle spese di lite.

Il caso: Nel 1996, un ragazzo appena ventenne si trovava costretto a stipulare un mutuo fondiario concedendo garanzia su un bene immobile. Il capitale, pari a 105.000.000 di vecchie lire, corrispondente, oggi, ad Euro 54.227,97, non veniva erogato al mutuatario ma veniva destinato a ripianare quello che sembrava essere il saldo passivo del conto corrente intestato all’impresa dei genitori. Dopo avere subito vari dispiaceri e perso l’immobile dato in garanzia, ad oltre 20 anni di distanza, nel 2016, si vedeva notificare un atto di precetto con il quale la banca chiedeva il pagamento del residuo: dopo avere incassato il ricavato dalla vendita dell’immobile dato in garanzia malgrado il capitale mai fosse entrato nelle tasche del mutuatario, la società a cui la banca aveva, nel frattempo, ceduto il (contestato) credito chiedeva, ancora, € 104.340,22 “oltre gli interessi al tasso legale dal 22.07.2003″ . Dopo qualche giorno, non avendo più nulla se non il bisogno e la forza dell’onesto lavoratore, gli veniva notificato il pignoramento del già modesto stipendio fino alla concorrenza della somma di € 156.510,33, comprensiva delle competenze relative all’atto di precetto, oltre agli interessi convenzionali liquidati fino al soddisfo.

Proposto ricorso in opposizione con contestuale istanza di sospensione, l’esecutato, da me difeso, tra le varie ragioni di nullità, eccepiva il “difetto di causa in concreto” del mutuo (non avendo mai ricevuto il capitale né potendo, questo, avere assolto un’effettiva utilità) provando, oltretutto, la non congruenza tra quanto dichiarato nell’atto di quietanza e la documentazione da cui risultava che il capitale, in effetti, era stato erogato su un conto intestato alla società dei genitori; produceva, poi, una relazione contabile effettuata dal consulente di parte dott. Francesco Olivieri al fine di dimostrare come, oltretutto, anche a causa del piano di ammortamento “alla francese“, il tasso di interesse effettivo che la banca si era fatta promettere era superiore e non poteva corrispondere a quello -solo apparente- pattuito.

La decisione: Concesso alle parti termini per note, il Tribunale di Tivoli, con ordinanza del 16 marzo 2017, ha sospeso la procedura esecutiva mobiliare presso terzi. Dopo essere stati ricordati i principi in materia di mutuo fondiario e come possa, in teoria, ritenersi legittimo il contratto laddove il capitale sia destinato all’estinzione di pregresse passività (nel caso di specie, tuttavia, si era eccepito che lo stesso saldo passivo del conto corrente era viziato dall’addebito di importi non dovuti), l’attento giudice, accertata la coincidenza tra il capitale netto oggetto del mutuo e il versamento non in favore del mutuatario, bensì, sul conto di un soggetto diverso da quest’ultimo (ossia, intestato alla società) ha confermato che “Non può esserci dubbio, allora, che la contestualità cronologica delle operazioni poste in essere induca a ritenere – con sufficiente grado di certezza – non solo che il mutuo sia stato ottenuto dall’opponente per essere utilizzato per il ripianamento di separata situazione debitoria (scopo del tutto legittimo, per quanto sopra detto e, soprattutto, non incidente sulla liceità della causa contrattuale), ma – decisivamente – che la somma oggetto del contratto non sia mai stata, nel concreto, posta nella disponibilità del mutuatario, così contravvenendo a quanto stabilito dal sopra richiamato art. 1813 cc che, come detto, individua nella “consegna” del denaro (o di altre cose fungibili) al mutuatario uno degli indefettibili requisiti del contratto“. Provata l’effettiva erogazione del capitale a soggetto diverso dall’apparente mutuatario, è stato, poi, ritenuto “privo di valore sostanziale” l’atto di quietanza: “In quest’ottica – tralasciando qui ogni altra considerazione sulle eccezioni di “forma” sollevate dal (….) circa la validità dell’atto di erogazione e quietanza depositato in copia dalla parte opposta soltanto con le sue note illustrative – proprio quest’atto, per le argomentazioni sopra dette, appare – almeno per quanto è dato desumere dai documenti prodotti – privo di ogni valore sostanziale, essendo provato che l’importo liquidato all’opponente in data 28.5.1996 sia stato versato, sempre in data 28.5.1996, su un conto corrente di un altro soggetto giuridico, a ripianamento di un debito di questi“.

Decorso il termine stabilito per l’eventuale reclamo e in assenza di introduzione del giudizio di merito, con ordinanza del 17 luglio 2017 il Giudice, dichiarata l’estinzione della procedura, ha svincolato e liberato ogni somma trattenuta in forza del pignoramento eseguito condannando la società di recupero del credito al pagamento delle spese di lite in favore dell’opponente.

Cliccare qui per leggere l’ordinanza di sospensione e qui per l’ordinanza di estinzione della procedura.

Posted in ammortamento alla francese, anatocismo, banche, fainotizia, Giurisprudenza, sospensioni esecuzioni e abusi bancari, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , | 2 Comments »

 
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