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Posts Tagged ‘mediazione obbligatoria’

Mediazione obbligatoria: revocato il decreto ingiuntivo alla banca che ha rifiutato il dialogo dinanzi all’Organismo

Posted by Roberto Di Napoli su 6 dicembre 2021

La banca che chiede ed ottiene il decreto ingiuntivo e a cui carico è posto l’onere, in caso di giudizio di opposizione, di introdurre la mediazione, può subire la revoca del provvedimento monitorio qualora, malgrado la disponibilità manifestata dalla controparte, rifiuti di proseguire al fine di tentare una composizione.

Nel contrasto giurisprudenziale sull'”effettività” della mediazione e sulle conseguenze in caso di rifiuto di una delle parti a tentare una composizione dinanzi all’Organismo previsto dalla legge, il Tribunale di Trapani, con sentenza del 28 aprile 2021, n. 383 ha aderito all’orientamento secondo cui non è sufficiente che la parte adempia all’onere di introdurre la mediazione se, poi, nonostante la disponibilità a trattare manifestata dalla controparte, si rifiuta di proseguire.

Nel caso oggetto della decisione, gli opponenti (difesi da me e dal collega avv. Daniele Rossi), su invito del Giudice, avevano già instaurato la procedura di mediazione (obbligatoria in materia di contratti bancari) che si concludeva con verbale negativo. Successivamente, intervenuta la nota pronuncia della Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, del 18 settembre 2020, n. 19596, il Giudice invitava, questa volta, la banca ad introdurre la procedura. Dinanzi all’Organismo, tuttavia, quest’ultima, pur preso atto della disponibilità degli opponenti a entrare nella successiva fase finalizzata all’esame dei presupposti per un accordo, manifestava la “volontà” di non procedere. Il Giudice fissava, quindi, l’udienza per la precisazione delle conclusioni e discussione orale ex art. 281 sexies c.p.c. accogliendo, all’esito, le richieste della difesa degli opponenti di improcedibilità del giudizio e di revoca del decreto opposto. Una decisione, a mio avviso, che appare conforme alla funzione della mediazione che, come motivato dal Giudice, implica che le parti si confrontino nel merito per valutare la sussistenza delle condizioni per un accordo conciliativo. Ne deriverebbe, altrimenti, un inutile allungamento dei tempi del giudizio e si vanificherebbe la ratio dell’istituto che è volta proprio al tentativo di deflazionare il contenzioso dinanzi a un organo diverso dal Giudice e fuori dal giudizio.

Una decisione che risulta rilevante, infine, anche in considerazione di quel potenziamento dell’istituto della mediazione auspicato dal Legislatore attraverso le norme inserite nella legge delega per la riforma del processo civile recentemente approvata dal Parlamento.

Una breve nota sulla sentenza è pubblicata sulla banca dati Diritto e contenzioso bancario

Ricordo a quanti dovessero essere interessati la II edizione del corso organizzato da Maggioli Editore su “Le controversie tra banca e utente tra diritto di credito, diritto di impresa e diritti fondamentali La composizione delle liti nel nuovo codice della crisi d’impresa” che si terrà a partire dal 3 al 18 febbraio 2022 e che avrò l’onore di coordinare insieme all’avv. Monica Mandico e ad autorevoli relatori. Tra i vari argomenti, oggetto della prima giornata sarà anche “La mediazione quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria. La valutazione del comportamento delle parti dinanzi all’organismo di mediazione”. Maggiori dettagli sul programma e sulle modalità di iscrizione sono pubblicati sul sito della casa editrice (qui).

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Mediazione obbligatoria incostituzionale: la motivazione della sentenza

Posted by Roberto Di Napoli su 7 dicembre 2012

E’ stata pubblicata la motivazione della sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del d.lgs 28/2010 nella parte in cui prevedeva l’obbligatorietà della mediazione. Con un comunicato stampa del 24 Ottobre scorso, era stato già comunicato il dispositivo, seguito, dopo pochi giorni, da vari (e vani) tentativi di reinserire  emendamenti, in alcune leggi di conversione di decreti legge, al fine di salvare l’obbligatorietà della mediazione.

Ieri 6 Dicembre è stata pubblicata la sentenza. Appare, tra l’altro, significativa la motivazione della pronuncia laddove, al contrario di quanto sostenuto, specialmente, dagli organismi di mediazione, viene precisato che dalla legislazione dell’UE non si desume “alcuna esplicita o implicita opzione a favore del carattere obbligatorio dell’istituto della mediazione“.

Considerata la celerità e l’insistenza con cui gli organismi di mediazione hanno auspicato -prima ancora che venisse pubblicata la motivazione della pronuncia della Corte- la reintroduzione dell’obbligatorietà e vista “l’efficienza” di quei parlamentari che si sono manifestati subito disponibili a presentare emendamenti (poi non approvati) che, a mio avviso, erano invocati dalle grandi società ma, probabilmente, non dai cittadini a conoscenza dei costi, non è irragionevole aspettarsi ulteriori tentativi di reintrodurre la mediazione obbligatoria.

Personalmente, non sarei del tutto contrario ma, di certo, non con i costi proibitivi che erano stati previsti (si ricorda, ad esempio, che nei rapporti tra utente e gestore dei servizi di telefonia, da tempo, è previsto il tentativo di conciliazione dinanzi ai Corecom o alle Camere di commercio ma senza oneri a carico del cittadino); riterrei necessario, poi, che i mediatori siano esperti delle materie oggetto del procedimento, che sia prevista l’assistenza dei difensori e diverse (rispetto a quelle che erano state previste nella legge ormai dichiarata incostituzionale) le materie.

Per ora, comunque, la mediazione di cui all’art. 5, primo comma, del d.lgs. 28/2010 è incostituzionale e resta, quindi, solo facoltativa.

Riporto di seguito il link del sito Leggi Oggi con il testo della sentenza della Corte Costituzionale 6 Dicembre 2012 n. 272 Mediazione. Sentenza Corte Costituzionale n.272/2012.

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