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La banca notifica precetto ma non fornisce prova sufficiente avverso le eccezioni proposte. Il giudice sospende l’efficacia esecutiva del mutuo

Posted by Roberto Di Napoli su 8 settembre 2018

La riproduzione anche parziale del contenuto del blog è riservata. E’ consentita la riproduzione solo citando la fonte o il link del blog o del singolo post

Il Tribunale di Trapani, con ordinanza del 3 aprile 2018 resa in un giudizio di opposizione a precetto, ha sospeso l’efficacia esecutiva di un contratto di mutuo affermando la necessità di espletare l’attività istruttoria resasi necessaria dalle eccezioni sollevate dagli opponenti stante l’omessa produzione da parte della banca del titolo esecutivo e del rispettivo piano di ammortamento.

Il caso: A fine settembre 2017, la banca, vantandosi creditrice di circa 300 mila euro nei confronti di un’impresa, notificava (anche a due soci, ritenendoli datori di ipoteca) un atto di precetto fondato su contratto di mutuo. La società mutuataria ed i suoi soci, difesi da me e dal collega avv. Daniele Rossi, proponevano opposizione eccependo diversi e gravi vizi, comprovati anche da consulenza tecnica di parte effettuata dal dott. Roberto Fede (consulente iscritto all’albo di Trapani) sia con riferimento al rapporto di mutuo -tra cui, in particolare, la usurarietà degli interessi convenuti e applicati e, comunque, l’usurarietà del costo complessivo della operazione di mutuo; la violazione della normativa riguardante l’ISC -Indicatore Sintetico di Costo; la nullità della clausola sul tasso di interesse corrispettivo stante anche dell’adozione di un piano di ammortamento alla francese e la determinazione attraverso il riferimento ad un parametro non univoco, né certo e né determinato da un organo terzo ed imparziale e, comunque, accertato come falsificato, quale è l’Euribor- sia con riferimento ad ulteriori e diversi rapporti di conto corrente con apertura di credito e conto anticipi oggetto di domande riconvenzionali spiegate dagli opponenti: si rilevava, in particolare, la pretesa e l’applicazione di interessi usurari e ultralegali non dovuti, spese e commissioni non dovute e la illegittima capitalizzazione trimestrale applicata dalla banca.

L’ordinanza – All’esito della prima udienza del 3 aprile 2018, il Giudice ha emesso l’ordinanza con la quale, attesa la fondatezza delle deduzioni avanzate da parte degli opponenti (difesi da me e dal collega Avv. Daniele Rossi, grazie anche alla collaborazione all’udienza dell’Avv. Apollonia Fodale) ha sospeso l’efficacia esecutiva del titolo azionato (contratto di mutuo), ritenendo, in particolare, “che la fondatezza delle eccezioni sollevate dovrà essere valutata appieno a seguito dell’espletanda attività istruttoria, tenuto conto, peraltro, che la mancata produzione da parte convenuta (che ne era onerata, rivestendo dal punto di vista sostanziale la qualità di creditrice) del titolo esecutivo azionato e del relativo piano di ammortamento, impedisce una preliminare prognosi -ancorchè limitata al piano del fumus boni iuris- della bontà delle ragioni di opposizione avanzate; considerato, in ultima analisi, che in considerazione della complessità delle questioni sollevate con gli articolati motivi di opposizione, e del consistente ammontare del credito azionato, devono ritenersi sussistere i gravi motivi di cui all’art. 615 c.p.c. primo comma; P.Q.M. sospende provvisoriamente l’efficacia esecutiva del titolo”.

L’ordinanza è pubblicata sul sito della rivista telematica ilcaso.it (cliccare qui per leggere il testo integrale del provvedimento)

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Da Diritto24-Il Sole 24 Ore, una mia breve nota ad ordinanza su: L’esame del titolo esecutivo e la verifica anche d’ufficio della sussistenza delle condizioni dell’azione esecutiva

Posted by Roberto Di Napoli su 4 settembre 2018

I recenti interventi modificativi del codice di procedura civile, nel cercare di rendere più celere il soddisfacimento del credito, lasciano la sensazione che sia lasciato in secondo piano il principio che deve fondare ogni azione esecutiva, ossia, nulla executio sine titulo. Si avverte, spesso, la sensazione che l’esecutato sia considerato comunque “il debitore”, sebbene non siano poche le ordinanze o sentenze con le quali si è riconosciuta la mancata produzione, da parte del creditore, di un valido titolo o della prova del credito.

Pubblico di seguito il link a un mio commento, pubblicato sul sito di Diritto24 – Il Sole 24 Ore, a un’interessante ordinanza emessa dal Tribunale di Potenza il 17 luglio 2018.

Cliccare sul seguente link per leggere la nota ad ordinanza: L’esame del titolo esecutivo e la verifica anche d’ufficio della sussistenza delle condizioni dell’azione esecutiva

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La banca notifica decreto ingiuntivo chiesto a giudice territorialmente incompetente. Accolta l’opposizione con declaratoria di nullità del decreto e condanna alle spese

Posted by Roberto Di Napoli su 16 agosto 2018

Nel 2012, la banca, dopo avere rifiutato una proposta transattiva formulata da un’impresa correntista e dalla fideiubente, notificava loro un decreto ingiuntivo asserendo di essere creditrice di circa 56 mila euro (precisamente, €56.590,26 oltre interessi convenzionali e spese). Al fine di richiedere ed ottenere il decreto aveva adito il Tribunale di Foggia, sezione distaccata di Trinitapoli. Gli opponenti, da me assistiti, eccepivano preliminarmente l’incompetenza territoriale dal momento che, dall’esame della documentazione contrattuale prodotta dalla stessa banca, risultava che competente sarebbe dovuto essere, invece, il Tribunale di Trani. All’udienza di prima comparizione e trattazione, la difesa dell’impresa creditizia contestava l’eccezione di incompetenza insistendo, oltre che nel rigetto dell’opposizione, nella concessione della provvisoria esecutorietà. In seguito allo scambio di memorie ex art. 183, il Giudice rigettava l’istanza formulata dalla banca e rinviava la causa per la precisazione delle conclusioni. Disposti vari rinvii dovuti anche alla chiusura della sezione distaccata, con sentenza dell’11 aprile 2018 n. 1028, il giudice del Tribunale di Foggia, ritenendola fondata, ha accolto l’eccezione preliminare e dichiarato nullo il decreto ingiuntivo condannando severamente la banca alla restituzione delle spese legali.

La massima e la sentenza integrale sono pubblicate anche sulla rivista giuridica telematica ilcaso.it (cliccare qui).

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Un’altra (forse evitabile) tragedia italiana. Da Il Sole 24 Ore: “Genova, si scava tra le macerie: 35 morti. Toninelli: vertici Autostrade si dimettano. Di Maio: via concessione

Posted by Roberto Di Napoli su 16 agosto 2018

Genova, si scava tra le macerie: 35 morti. Toninelli: vertici Autostrade si dimettano. Di Maio: via concessione – Il Sole 24 Ore
— Leggi su mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2018-08-14/genova-crolla-ponte-autostrada-120516.shtml

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Da Repubblica.it: Usa, Monsanto condannata a risarcire 289 milioni di dollari a malato di cancro

Posted by Roberto Di Napoli su 11 agosto 2018

Per il giudice di San Francisco l’azienda ha omesso di segnalare la pericolosità del prodotto contenente glifosato usato dal giardiniere. I legali: “Faremo ricorso”
— Leggi su www.repubblica.it/esteri/2018/08/11/news/usa_monsanto_condannata_a_risarcire_290_milioni_di_dollari_a_malato_di_cancro-203856420/

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Punta Perotti, altra condanna contro l’Italia per le confische degli “ecomostri” . Il link ad un post con alcune mie considerazioni scritte nel 2010.

Posted by Roberto Di Napoli su 29 giugno 2018

E’ stata diffusa ieri la notizia dell’ulteriore condanna inflitta all’Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo per l’illegittima confisca degli “ecomostri” di Punta Perotti.

Riporto di seguito il link ad un post con alcune mie considerazioni scritte nel novembre 2010, quasi 8 anni fa (cliccare qui).

La decisione di cui si è avuta notizia oggi fa riflettere maggiormente: quanto è tutelato, da parte delle Istituzioni e giudici nazionali, il diritto di proprietà privata? Quante sono le violazioni a tale diritto protetto dall’articolo 1 del Protocollo Addizionale alla CEDU? E’ giusto che, poi, a pagare sia sempre e solo lo Stato e, cioè, i contribuenti?

E gli utenti bancari che hanno perso i propri beni malgrado confidassero nella tutela da parte dello Stato e della Giustizia da pretese usurarie o aggressioni illegittime? Auspicabili analoghe decisioni da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in merito ad altre forme di espropriazioni, spesso, solo apparentemente conformi a legge o disposte senza una adeguata ed effettiva verifica (a volte, imposta, invece, anche da ragioni rilevabili “d’ufficio”) della sussistenza dei presupposti.

Dal sito di TGCOM 24: Punta Perotti, la Corte Strasburgo condanna l’Italia per confische ecomostri – Tgcom24

Dalla versione online del Corriere del Mezzogiorno : Punta Perotti, terreni confiscati a Bari Corte di Strasburgo condanna l’Italia

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Cittadini che non si rassegnano: “Io non voglio fallire”, un libro scritto da una coraggiosa imprenditrice

Posted by Roberto Di Napoli su 15 giugno 2018

Mi è capitato e capita spesso, girando l’Italia, di incontrare imprenditori, lavoratori o cittadini, ognuno, per diversi motivi, protagonista o testimone di vicende paradossali, a volte drammatiche, tristi ma anche incoraggianti e profondamente istruttive. Mi sono sentito arricchito e confortato ogniqualvolta ho riflettuto sulle storie da loro raccontate o quando mi hanno onorato della loro fiducia o amicizia: storie di imprenditori, di persone “vere” e con grandi valori che hanno “creato”, “prodotto”, “costruito”, offerto lavoro, pagato tasse per una vita (o per più vite come nel caso di imprese familiari succedutesi per generazioni) e, poi, magari, in periodi di grandi difficoltà, abbandonati nell’indifferenza (quando non cinismo) dello Stato o storie di lavoratori, a volte, costretti a subire le sorti del datore di lavoro e rimasti, ognuno, a dovere far fronte alle conseguenti difficoltà familiari. Sono rimasto colpito, spesso, nel vedere e ascoltare persone che, pur con sacrifici enormi, hanno saputo superare drammi con dignità, coraggio e pazienza infinita.

Resto sempre convinto che se ogni politico, rappresentante di Istituzioni o funzionario dedicasse maggiore tempo ad ascoltare storie comuni (e, purtroppo, frequenti) sofferte dai cittadini e tentasse di immedesimarsi per comprendere a pieno i drammi vissuti – così come il coraggio avuto da tanti nel risollevarsi o, comunque, nel resistere e sopravvivere- si inchinerebbe di fronte a tanti “eroi”, parlerebbe di meno, capirebbe i tanti paradossi intollerabili e, qualora non vi fossero soluzioni, contribuirebbe a trovarle.

Giorni fa, a Loreto, nel corso di un interessantissimo convegno, ho conosciuto personalmente Serenella Antoniazzicopertina libro Io non voiglio fallireAvevo letto, sia pure in parte, anni fa, su vari quotidiani nazionali e siti internet, la sua storia e già conoscevo il suo coraggio e determinazione. Giorni fa, ho letto il suo libro: “Io non voglio fallire“: il racconto di quanto subito da lei ma che, purtroppo, è un esempio di quanto, in questo Paese, è capitato e capita a tantissimi imprenditori e lavoratori che hanno improntato tutta la loro vita a grandi sacrifici, a sfamare sia le proprie famiglie che quelle dei lavoratori, a rinunciare a festeggiare festività e, ciononostante, contenti del loro lavoro, soddisfatti nel vedere crescere i propri figli col necessario per vivere dignitosamente, educati coi quei valori che oggi sembrano rari e lontani nel tempo.

Quella raccontata da Serenella Antoniazzi è la storia dell’impresa di famiglia, di rinunce, di una vita -quella sua e dei suoi familiari- spesa con orgoglio e soddisfazione nell’azienda con il reciproco confronto con gli operai fino a quando non entra in un periodo di difficoltà a causa dei mancati pagamenti, delle furbizie e del successivo fallimento della principale cliente. Tra paure e difficoltà, non solo resiste ma, con la comprensione anche degli affezionati lavoratori, trova anche il modo affinché altri imprenditori non si sentano abbandonati. Serenella Antoniazzi non solo ha salvato la sua azienda ma, sensibilizzando politici e istituzioni su ciò che può subire l’imprenditore quando resta vittima di fallimenti e mancati pagamenti “dolosi” di imprese clienti, contribuisce alla creazione di un apposito “Fondo Serenella”. Ha fondato, inoltre, un’associazione culturale “La stanza delle idee” .

Riporto di seguito il link agli articoli dedicati da Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Corriere del Veneto.

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Viterbo 8 giugno 2018, convegno su segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, prova del credito e requisiti del titolo esecutivo nel contenzioso bancario

Posted by Roberto Di Napoli su 7 giugno 2018

Domani pomeriggio 8 giugno, presso il Tribunale di Viterbo (Aula della Corte d’Assise), sarò relatore insieme al collega avv. Daniele Fantini al convegno organizzato da Aiga- sez. di Viterbo sulle segnalazioni bancarie alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, sulla prova del credito e sui requisiti del titolo esecutivo nel contenzioso bancario. Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Viterbo per la formazione continua con riconoscimento di 3 crediti formativi.

locandina convengo Viterbo 8 giugno 2018

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