IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Anatocismo bancario e vizi nei contratti: uscita la sesta edizione.

Posted by Roberto Di Napoli su 5 marzo 2020

E’ appena uscita la sesta edizione del mio “Anatocismo bancario e vizi nei contratti“. Il libro, arricchito, di volta in volta, di vari paragrafi, sin dalla prima edizione è stato apprezzato, forse, anche per la sua struttura da “manuale” al fine di tentare di agevolare la comprensione non solo da parte di giuristi.

Il volume, acquistabile nelle librerie giuridiche oltre che dal sito della casa editrice, consente la lettura di una vasta rassegna di pronunce giurisprudenziali (di merito e di legittimità) che, insieme alla normativa di riferimento, è offerta online (oltre al Testo Unico Bancario pubblicato nello stesso libro, in appendice, in modo da agevolarne la lettura).

Copertina Anatocismo Bancario e vizi nei contratti, VI edizione

Ringrazio, oltre che i lettori che spero continuino ad apprezzare il mio contributo, la storica e prestigiosa Maggioli Editore che, già 15 anni fa (con, all’epoca, il dott. Revelino), intuì l’interesse che la divulgazione delle tematiche, affrontate in un volume organico, avrebbe potuto avere nella comprensione dei principali aspetti del contenzioso bancario. 

Per leggere l’indice, cliccare qui

Un volume nato 15 anni fa e sempre rinnovato, nelle sei edizioni, per stare al passo con l’evoluzione normativa e giurisprudenziale:

Era l’estate del 2004 quando pensai di pubblicare un volume con le principali questioni relative alle più frequenti (e più gravose) voci di costo nei rapporti di apertura di credito in conto corrente e che, sebbene affrontate da alcune pronunce di merito e di legittimità, erano ancora poco conosciute. L’entrata in vigore della legge 108/1996 in materia di usura e, nel marzo 1999, due importanti sentenze della Corte di Cassazione in contrasto con quanto era stato precedentemente affermato in merito alla capitalizzazione degli interessi nei rapporti bancari, avevano, da alcuni anni, rafforzato la tutela degli utenti bancari e confermato la fondatezza di eccezioni e domande formulate dai correntisti per ottenere la rideterminazione contabile. La giurisprudenza, tra l’altro, si era già più volte pronunciata in merito ai requisiti per la valida pattuizione delle clausole determinative degli interessi, così come sulla contestabilità degli estratti conto  o sui presupposti per le segnalazioni alla Centrale Rischi. Pensai, quindi, che potesse risultare utile alla difesa degli utenti bancari un volume con la spiegazione, con uno stile e linguaggio più semplice possibile, dei più frequenti vizi del saldo del rapporto di conto corrente nonché dei possibili strumenti di difesa.

La prima edizione del volume, pubblicato da Maggioli Editore e uscito a maggio 2005 (con il cd allegato contenente, insieme alla normativa e ad alcuni schemi di lettere o atti, la giurisprudenza sui vari argomenti trattati nel testo), fu subito apprezzata oltre che da avvocati, magistrati e consulenti, anche da imprenditori e consumatori e, dopo circa 2 anni, fu aggiornato in una seconda edizione con nuovi paragrafi (come quello dedicato al mutuo stipulato a copertura di esposizione su conto corrente) e giurisprudenza. Allo stesso modo, nelle edizioni successive così come in questa appena stampata, ho cercato di aggiornare il testo con i sopravvenuti interventi legislativi e le varie questioni, nel frattempo, emerse e decise dalle più interessanti pronunce. Nel 2014, al fine di fornire una visione ancora più dettagliata sulle questioni e sulle pronunce relative all’usura, il volume è stato affiancato da una sorte di appendice o “parte speciale” dedicata specificatamente a “L’usura nel contenzioso bancario” (II edizione, 2017).

La sesta edizione di “Anatocismo bancario e vizi nei contratti” tiene conto, tra i vari argomenti affrontati, dell’evoluzione normativa in merito alla capitalizzazione nonché delle importanti pronunce giurisprudenziali in tema di prescrizione e onere della prova, diritto e limiti alla richiesta di documentazione bancaria, fideiussioni e pregiudizi derivanti (anche ma non solo) dalle indebite segnalazioni nelle centrali rischi.

Come già avevo scritto nel post dedicato alla precedente edizione, continuo a ritenere che “Scrivere un manuale o un testo giuridico non è solo un’opera di divulgazione di pronunce giurisprudenziali o di leggi la cui lettura può apparire “arida” e “noiosa”: è anche ricerca, studio, organizzazione di ciò che si ritiene possa interessare il lettore, creazione del volume cercando di contemperare l’esigenza di semplicità espositiva degli argomenti -che potrebbero sembrare complessi per chi si affaccia, per la prima volta, alla materia- con l’involontario, a volte necessario, “tecnicismo” e cercando di “far parlare” il libro con la massima semplicità possibile; è, quindi, divulgazione del proprio pensiero o anche dell’interpretazione di una determinata legge o sentenza; è, come ogni libro o come ogni scritto, anche una “proiezione” dell’autore“. “Sentire il lettore contento dell’acquisto credo renda felice ogni autore per il solo fatto di “sentire” la fiducia e quell’affetto di chi ha apprezzato ciò che si è scritto, di chi immagina gli sforzi, le rinunce, il tempo impiegato, di chi ti vuole ringraziare e ti sorride per l’aiuto inconsapevolmente datogli. E’ per questo, però, probabilmente, che si sente anche la non poca responsabilità in quanto si manifesta, si esterna e divulga il proprio pensiero, il proprio “punto di vista” che si materializza su carta, con una vita propria, anche distinta da quella dell’autore”.

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Verifica dell’usurarietà: i decreti ministeriali sono conoscibili dal Giudice del merito anche se non prodotti dalle parti

Posted by Roberto Di Napoli su 18 maggio 2020

Con ordinanza del 13 maggio 2020, n. 8883, la Terza sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione di grande rilevanza in tema di verifica dell’usurarietà e che, finora, è stata molto dibattuta dinanzi ai Giudici di merito: l’onere della produzione dei decreti ministeriali. La Suprema Corte, discostandosi da quanto era stato sostenuto con ordinanza del 30 gennaio 2019, n. 2543, ha affermato, in sostanza, che la disciplina regolamentare in materia di superamento del tasso soglia, ai fini della valutazione dell’usura, ha carattere integrativo della normativa dettata in via generale dalla legge penale e civile e deve, pertanto, essere conosciuta dal giudice del merito, nonché applicata alla fattispecie, indipendentemente dall’attività probatoria delle parti che l’abbiano invocata.

Sulla banca dati Diritto e contenzioso bancario, è pubblicata una breve nota mia e del collega Avv. Carlo Fede: “Verifica dell’usurarietà: i decreti ministeriali sono conoscibili dal Giudice del merito anche se non prodotti dalle parti” – breve nota a Cass. civ., sez. III, ord. 13 maggio 2020, n. 8883.

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Covid-19: Il prontuario delle risposte per imprese e famiglie: una “guida operativa”, in formato ebook, di Fabiola Pietrella e Sara Magi

Posted by Roberto Di Napoli su 15 maggio 2020

In poco più di tre mesi, la produzione normativa sopravvenuta per fronteggiare un’emergenza che ha investito e coinvolge non solo la vita e la salute “fisica” dei cittadini ma anche la vita di imprese e di ogni altro soggetto giuridico -così come la stessa attività della Pubblica Amministrazione o il funzionamento di settori fondamentali- non poteva che essere copiosa ed articolata. Le limitazioni (per non dire: restrizioni) alla circolazione dei cittadini o all’esercizio di ogni attività (con l’esclusione di quelle ritenute essenziali o delle pochissime consentite) ha determinato, come sappiamo, il lockdown con le note e gravissime ricadute sotto il profilo economico fino a doversi dare risposte alle principali preoccupazioni ed esigenze dei cittadini, dei lavoratori e degli imprenditori. Col d.l. 17 marzo 2020, n. 18 e col successivo d.l. 8 aprile 2020, n. 23 (rispettivamente, denominati -con una valutazione dell’efficacia o della velocità della “terapia”, forse, un pò “sovrastimata”- Decreto “Cura Italia” e “Decreto Liquidità”) sono state introdotte varie misure volte al potenziamento del Servizio Nazionale, al sostegno delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori: ciò anche attraverso il supporto al credito o la sospensione di adempimenti fiscali o previdenziali o incentivi. Pur non potendosi negare le evidenti difficoltà nel fronteggiare, in pochissimo tempo, un’emergenza che soltanto, forse, in tempo di guerra, avrebbe reso indispensabile l’intervento in così tanti settori, appare difficile affermare che gli interventi normativi siano stati sufficienti ed idonei a fornire al cittadino la chiarezza che dovrebbe, in teoria, essere insita in ogni norma di legge e a dare risposta concreta alle concrete necessità quotidiane del cittadino-operatore economico (sia esso lavoratore autonomo o imprenditore o professionista).

L’ultimo lavoro di Fabiola Pietrella e Sara Magi (Studio Pietrella Bruè), entrambe dottoresse commercialiste  “Covid-19: Il prontuario delle risposte per imprese e famiglie“, edito, in formato ebook, da Revelino Editore, che ho letto e apprezzato molto, credo costituisca un valido ausilio nella lettura dei recenti provvedimenti legislativi nonché una pratica guida (o “prontuario” come, appunto,  suggerisce lo stesso titolo) ai più frequenti quesiti che si pone -o si è posto- in questo periodo di emergenza, il professionista ma anche il cittadino, l’imprenditore o il lavoratore autonomo. L’opera è strutturata, infatti, con oltre cento domande e risposte suddivise per sei diverse tematiche corrispondenti alla contabilità, alla fiscalità e consulenza, al diritto fallimentare, al terzo settore, ai soggetti in regime dei minimi e forfetari e alle paghe e contributi: dalle domande (apparentemente) più semplici e frequenti quali “Ho un negozio di ortofrutta, posso proseguire l’attività?“, “Cosa devo fare per effettuare le consegne a domicilio?“, a quelle più specifiche: “Sono un praticante avvocato, senza partita iva né contratto di lavoro, genitore di un figlio di 4 anni. La mia compagna è socia amministratrice di S.r.l.. Posso richiedere il bonus baby sitter?“, “Gli amministratori di una società, iscritti alla gestione separata INPS e che ricevono anche un cedolino per compenso amministratori possono richiedere l’accesso all’indennità dei 600 euro?  o “tecniche”: Le moratorie sui mutui e finanziamenti previste dall’art. 56 D.L. 18/2020 che effetti hanno in bilancio?” , “In presenza di fattura elettronica vi è l’obbligo di emettere documenti di trasporto (cd. d.d.t), considerando la situazione di emergenza sanitaria da Covid-19 e il D.L. 18/2020?

Riporto di seguito il link alla pagina con l’indice sommario: https://revelinoeditore.it/2020/04/29/covid-19-il-prontuario-delle-risposte-per-imprese-e-famiglie/

Fabiola Pietrella e Sara Magi sono autrici anche di “Le procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza“, edito dalla stessa Revelino Editore, nonchè la dott.ssa Pietrella di “Fiscologia”, Bruno Editore, 2019.

 

pietrella covid19

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Dal quotidiano Il Dubbio, l’opinione del Prof. Antonino Galloni “Senza Europa, affonda il debito pubblico. Facciamo da soli, sfida immaginifica”

Posted by Roberto Di Napoli su 12 maggio 2020

Lo scorso 14 aprile, sul quotidiano Il Dubbio è stata pubblicata un’analisi di Ugo Intini dal titolo “Tre scenari da catastrofe. Fuori dalla Ue, senza fondi
e travolti dai debiti“. Pubblico di seguito il link all’autorevole opinione del prof. Antonino Galloni (in risposta all’opinione di Intini), pubblicata oggi sull’edizione cartacea e online dello stesso quotidiano. Il Prof. Galloni, economista, autore di varie pubblicazioni, è stato uno dei più fedeli allievi del Prof. Federico Caffè.

Senza Europa, affonda il debito pubblico. Facciamo da soli, sfida immaginifica – Il Dubbio

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Il pensiero e la preghiera del Papa per le famiglie in difficoltà e per la conversione degli usurai. Ma “chiunque” sia l’usuraio o a seconda del criterio di calcolo?

Posted by Roberto Di Napoli su 23 aprile 2020

Questa mattina Papa Francesco, nell’omelia durante la Messa a Santa Marta, ha rivolto il pensiero e pregato per quanti, in questo periodo di pandemia,  si trovano in situazione di bisogno e sono vittime dell'”aiuto” degli usurai. Ha ricordato che “In tante parti si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo le “aiuta” il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale: famiglie di gente che ha un lavoro giornaliero, o purtroppo un lavoro in nero, che non possono lavorare e non hanno da mangiare … con figli. E poi gli usurai gli prendono il poco che hanno. Preghiamo. Preghiamo per queste famiglie, per quei tanti bambini di queste famiglie, per la dignità di queste famiglie e preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano.

Mi sono chiesto: è possibile che il Santo Padre abbia inteso riferirsi solo ed esclusivamente agli usurai di strada, ai cosiddetti cravattari? Sono solo questi “gli usurai” che a quanti non possono lavorare o non hanno da mangiare “gli prendono il poco che hanno“? O ha considerato le difficoltà in cui si trovano le persone o famiglie qualunque sia l’usura?

In Italia, l’art. 644 cod. pen. punisce chiunque si fa promettere o dare interessi o altri vantaggi usurari ed il limite oltre il quale gli interessi sono usurari è previsto dalla legge. Qualora venisse superato il tasso soglia relativo alla categoria di operazione, il soggetto che si sia fatto promettere o dare interessi o altri vantaggi usurari sarebbe punito penalmente e incorrerebbe nella sanzione civilistica della “non debenza” di alcun interesse. Se mai a commettere il reato fosse un soggetto nell’esercizio dell’attività bancaria o fosse commesso ai danni di un imprenditore, vi sarebbe, poi, una circostanza aggravante che determinerebbe l’aumento della pena. La questione è un pò complessa ma, sinteticamente, si può dire che la giurisprudenza ha dato alcuni “chiarimenti” (pur essendoci  alcuni dubbi su casi concreti): sarebbe rilevante solo il momento della pattuizione per cui, se oggi venissero chiesti i tassi originariamente pattuiti, sebbene, oggi, possano essere divenuti usurari, la pretesa non sarebbe punibile (e, quindi, il debitore potrebbe essere costretto a corrispondere quegli stessi tassi che, se pattuiti oggi, sarebbero illeciti); se in un rapporto di conto corrente, il saldo contiene commissioni di massimo scoperto realmente addebitate nel corso del rapporto, esse (malgrado il tenore letterale dell’art. 644 c.p.) non dovrebbero essere conteggiate insieme agli interessi per cui, inevitabilmente, la percentuale “sembrerebbe” più bassa e, dunque, non usuraria (se, invece, lo stesso costo fosse richiesto dall’usuraio cravattaro nessuno dubiterebbe sulla punibilità). Vi è anche un contrasto sulla questione della rilevanza degli interessi moratori ai fini della verifica dell’usurarietà. Non sono pochi i casi in cui giudici penali hanno accertato il tasso di interesse usurario ma hanno assolto imputati, funzionari di banche, per mancanza del dolo per avere essi seguito istruzioni della Banca d’Italia senza la consapevolezza e volontà di richiedere interessi usurari. Non sono poche, però, nemmeno le persone che, ancora oggi, subiscono o hanno subito ingiuste pretese e che hanno subito la perdita della casa o della propria impresa o che si sono ammalate o hanno rinunciato alla vita; persone che, per avere il proprio nominativo segnalato ingiustamente in una “centrale rischi”, non hanno “merito creditizio” nonostante, magari, non siano nemmeno realmente “debitori” e non sanno come pagare i dipendenti o le utenze domestiche o sfamare i figli o far loro avere la stessa serenità dei loro amici.

Sarebbe auspicabile che le parole del Santo Padre fossero ascoltate da “chiunque” si faccia “promettere” o “dare” interessi o altri vantaggi in corrispettivo di denaro o altra utilità riflettendo, profondamente, se una determinata pretesa possa essere usuraria o illegittima e, soprattutto, sulle sofferenze che essa può comportare, sulle privazioni, sulle lacrime delle persone oneste e delle loro famiglie.

Chissà se e come, nel Giorno del Giudizio, il Signore giudicherà l’usuraio e se, a parità di sofferenze patite dalle vittime, riterrà “ammissibili” giustificazioni fondate su una diversa “metodologia di calcolo”. Il Papa ha pronunciato alcune parole che credo possano essere un monito e un aiuto chiunque sia l’usuraio che faccia soffrire: (…) “preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano“.

Non è la prima volta, peraltro, che Papa Francesco ha rivolto il  pensiero e la preghiera verso chi ha difficoltà di sostentamento e sia esposto al pericolo dell’usura. Si ricorda ancora quanto disse il 29 gennaio 2014, alla fine dell’udienza Generale in Piazza San Pietro: (…) “auspico che le Istituzioni possano intensificare il loro impegno al fianco delle vittime dell’usura, drammatica piaga sociale. Quando una famiglia non ha da mangiare, perché deve pagare il mutuo agli usurai, questo non è cristiano, non è umano! E questa drammatica piaga sociale ferisce la dignità inviolabile della persona umana”. 

Dal sito Vatican News, 23 aprile 2020: “Il Papa prega per le famiglie in crisi e per la conversione degli usurai che le affamano

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La sospensione dei termini nei giudizi civili nel periodo di emergenza. Un mio ebook edito da Maggioli.

Posted by Roberto Di Napoli su 8 aprile 2020

Cosa significa “sospensione dei termini”? E’ sospeso il processo? Ricevuta la notifica di un atto di precetto, è possibile proporre opposizione ex art. 615, primo comma, c.p.c. richiedendo la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo? Sono sospesi i termini di scadenza delle rate determinate in seguito a conversione di pignoramento?copertina ebook Le sospensioni processuali guida operativa per l'avvocato civilista

Sono alcune delle domande a cui ho cercato di dare una mia personale risposta in un vademecum Le sospensioni processuali: Guida operativa per l’avvocato civilista, uscito da pochi giorni, in formato ebook, edito da Maggioli Editore (acquistabile dalla pagina del sito della casa editrice, qui da cui e’ possibile scaricare anche l’addenda che tiene conto, oltre che della proroga dei termini fino all’11 maggio p.v., di quanto sancito dal d.l. 23/2020 in merito alla scadenza di cambiali, titoli cambiari e altri titoli esecutivi nonché relativamente alla improcedibilità dei ricorsi per fallimento).

La vasta partecipazione al webinar organizzato da Maggioli Formazione il 24 marzo 2020 sugli effetti delle recenti misure emergenziali nei giudizi civili, unitamente ai numerosi quesiti posti, mi ha indotto a pensare che potesse considerarsi utile una pur breve guida sui più frequenti dubbi che possono sorgere dalla (non chiarissima) normativa sulla sospensione (cosiddetta) “straordinaria” dei termini procedurali, nei giudizi civili, prevista dal decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 (termini prorogati fino all’11 maggio p.v. dal sopravvenuto decreto legge 8 aprile 2020 n. 23).

Ho cercato di riunire le domande più frequenti all’interno delle seguenti aree:

1. Sospensione dei termini ed esercizio dell’azione
2. Atti difensivi, memorie e comparse
3. Procedimento monitorio ed opposizione a decreto ingiuntivo
4. Separazioni, alimenti e mantenimento
5. Impugnazioni
6. Precetto ed opposizioni
7. Procedure esecutive
8. C.T.U.
9. Procedure concorsuali
10. Termini sostanziali
11. Strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie
12. Rilascio degli immobili
13. Termini per la domanda di risarcimento per la durata eccessiva del processo (cd. Legge Pinto)

In Appendice, è riprodotto il testo dei seguenti provvedimenti normativi:
D.L. 23 febbraio 2020, n. 6
D.L. 2 marzo 2020, n. 9
D.L. 8 marzo 2020, n. 11 

D.L. 17 marzo 2020, n. 18
Comunicato Banca d’Italia del 3 aprile 2020 

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Dal sito Corriere.it: Mafia, «ingiusta detenzione»: a 89 anni risarcito l’ex 007 Contrada

Posted by Roberto Di Napoli su 7 aprile 2020

Leggendo la notizia riportata oggi sui principali organi di informazione sul risarcimento riconosciuto a Contrada, mi chiedo ancora una volta: quando si inizierà, in questo Paese, una seria riflessione sugli errori giudiziari e una modifica della legge sulla responsabilità disciplinare e civile? Chi dovrebbe risarcire e come possono concretamente essere compensati gli anni perduti dalle vittime di ingiustizie (non solo dalla giustizia penale ma anche civile)?

Anni fa, più di una volta, su questo mio blog ho dedicato alcuni post con mie personali considerazioni sulla “malagiustizia” compresa quella sull’opportunità di intitolare in ogni città d’Italia, quantomeno, una strada alle vittime (cliccare qui per leggere uno dei miei precedenti post)

Pubblico di seguito la notizia riportata oggi sul sito Corriere.it e dai principali organi di stampa.

Dal sito Corriere.it: Mafia, «ingiusta detenzione»: a 89 anni risarcito l’ex 007 Contrada

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Il 27 marzo 2020 è morto il dott. Federico Di Napoli. Da dirigente di banche fino ad esserne anche Lui vittima. Oggi, sarà rivolta una preghiera durante la Messa nella Cattedrale di Gallipoli che potrà essere vista in streaming.

Posted by Roberto Di Napoli su 6 aprile 2020

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In un periodo già reso triste, per tutti, dalle attuali e note misure restrittive che impongono di rimanere a casa a causa dell’emergenza solitaria, Lui, mio zio Federico, persona ironica e scherzosa ma pur sempre Uomo distinto e riservato (come è stato ricordato dalle centinaia di amici, conoscenti o “contatti” su facebook), se ne è andato così, in silenzio, da solo, a 68 anni.

Laureato a Bari in Economia e Commercio, ha ricoperto, fino a metà degli anni ’90, cariche di rilievo in varie banche e istituti di credito sia di rilevanza locale che nazionale.

Anche Lui, tuttavia, ha conosciuto gli abusi bancari. Socio accomandante di una società fondata da mio padre, ha conosciuto, negli ultimi 20 anni, i paradossi di una procedura fallimentare per la quale , ancora oggi, si cerca di avere Giustizia dal momento che è stata chiesta ed ottenuta nel 2000 senza prove di validi crediti -e, addirittura, con tassi dichiarati fino al 292%- nonostante un patrimonio di oltre 30 milioni di euro svenduto. Sebbene la Cassazione abbia riconosciuto illegittimo il proscioglimento dal reato di usura dei responsabili di una nota banca locale, nessuno degli imputati è stato punito. Anzi. Il 22 gennaio 2020 è stata dichiarata la prescrizione del reato e chissà se anche questo non abbia aggravato la Sua sofferenza.

Viveva a Lecce. Soffriva di alcune patologie e a metà marzo è stato ricoverato nell’ospedale di Casarano dove è deceduto il 27 marzo scorso. Non nascondo, oltre al dispiacere, la tristezza per non essere potuto andare a stargli affianco quando avevo capito la gravità delle condizioni. Forse, però, era così che dovevo salutarlo: da lontano, col pensiero e ricordando, verso di me, la Sua solarità. Pur dopo alcuni anni di “pausa” dovuta ad alcune “vicissitudini” familiari, quando mi telefonava o incontrava sapeva farmi sorridere anche quando ero preoccupato o non ero “in vena” di scherzare.

Ringrazio anche qui per le centinaia di commenti e pensieri affettuosi ricevuti su facebook, sia sulla bacheca mia che su quella di mio padre, Luigi. Oggi, alle 18,30, durante la Santa Messa celebrata nella Cattedrale di Gallipoli, che può essere ascoltata e vista in streaming dalla pagina Facebook “La Sentinella di Gallipoli” o sotto al presente post, sarà ricordato il Suo nome pregando e confidando che sia già nel Regno dei Giusti abbracciato dal Signore.

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Emergenza “coronavirus” e giudizi civili. Martedì 24 marzo 2020, seminario online organizzato da Maggioli Formazione

Posted by Roberto Di Napoli su 21 marzo 2020

L’attuale, drammatica situazione di emergenza da Coronavirus ha reso inevitabili, come è noto, provvedimenti normativi anche per disciplinare l’amministrazione della Giustizia e assicurare la tutela dei diritti. Tra le varie misure, introdotte, finora, con tre diversi e successivi decreti legge (d.l. 2 marzo 2020, n. 9; d.l. 8 marzo 2020, n. 11; d.l. 17 marzo 2020, n. 18), è stato disposto, per una prima fase, il rinvio d’ufficio delle udienze e la temporanea sospensione dei termini procedurali e, in una successiva fase, la riorganizzazione delle udienze con modalità idonee a salvaguardare la tutela della salute. Con riferimento alla “giustizia civile”, sono state introdotte disposizioni aventi ad oggetto anche le procedure di mediazione, di negoziazione assistita e gli altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie così come anche in merito all’utilizzo degli strumenti telematici. La lettura dei recenti provvedimenti normativi determina, tuttavia, la necessità di una particolare attenzione tenuto conto che, sebbene col d.l. 18/2020 si possano ritenere superati alcuni dubbi che emergevano dall’esame del precedente decreto, restano ancora alcuni interrogativi che si pongono al cittadino e, soprattutto, al difensore.

Martedì 24 marzo 2020, dalle ore 15 alle 16, ne parlerò online durante il seminario gratuito organizzato da Maggioli Formazione in videoconferenza.

Per informazioni sulle modalità di iscrizione, cliccare qui .

Riporto di seguito il programma.

  • I provvedimenti normativi all’indomani dell’emergenza da Covid-19 nella “zona rossa”;
  • Il d.l. 11 del 2020. I dubbi interpretativi in merito alla sospensione dei termini
  • Il d.l. 17 marzo 2020 n. 18. La proroga dei rinvii d’ufficio delle udienze e la sospensione dei termini nei giudizi civili. I termini a ritroso
  • Le eccezioni a salvaguardia di alcuni diritti fondamentali della persona
  • La sospensione delle attività nelle procedure di mediazione
  • La previsione di udienze “a distanza” mediante videoconferenza. Criticità e possibili soluzioni a garanzia del contraddittorio.

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